BESTETTI BN.1

Lo sviluppo del velivolo prese spunto dal fatto che in Italia non esisteva un aereo da turismo capace di opporsi ai tedeschi nelle gare sportive, come registrato nel III° Avio Raduno del Littorio del 07/1938.
Nel 06/1938 l’ing. Pierluigi Nardi tracciò il suo progetto relativo ad un velivolo bifusoliera e bimotore; caratterizzato dal fatto che la struttura risultava in legno “ricostruito”, cioè, invece di utilizzarlo come tale, esso veniva sfibrato e ricompattato con l’ausilio di colle apposite.
Grazie a questa caratteristica, si sarebbe potuto utilizzare qualsiasi legno, anche non speciale, e, soprattutto, presentava la caratteristica di incombustibilità, causa la presenza di soluzioni ignifughe.
Per la sua realizzazione, il suo ideatore propose la realizzazione di un velivolo sperimentale per testare la sua teoria.
Il 05/11/1938 l’Amministrazione Aeronautica incaricò la ditta Bestetti di Arcore per la sua realizzazione (denominandolo: BN.1, cioè Bestetti Nardi modello 1), comprensivo delle parti strutturali per le prove statiche.
Il valore della commessa risultò di £. 362.000 per il velivolo e £. 184.000 per le parti staccate.
Esso si presentava con: 2 fusoliere con rivestimento in lamierino nella parte legata ai motori e tela per il rimanente, dotate entrambe di 2 abitacoli con doppio posto (anteriormente in entrambi era previsto il posto per il pilota); ala alta a sbalzo realizzata in 3 parti, con un pianetto centrale di collegamento tra le fusoliere e 2 semiali trapezioidali con monolongherone e ricopertura in compensato e tela; piano unico orizzontale di coda; carrello anteriore retrattile ed a scomparsa parziale nelle fusoliere.
La motorizzazione prevista, dopo un’iniziale scelta legata ai motori Hirth, era quella legata ai motori Alfa Romeo 116 (versione con compressore del 115) spingenti eliche bipala metalliche a passo variabile in volo.
Purtroppo i motori previsti non furono disponibili, e quindi si dovette ripiegare sui 115, con la naturale decadenza delle prestazioni.
La variazione rispetto a quanto previsto, portò il Comitato Superiore dell’Aeronautica ad accettarlo solo in data 26/04/1939.
Inoltre la competente Direzione Costruzioni di Milano inviò la relazione preliminare relativa ai collaudi solo il 30/09/1939, avendo richiesto una valutazione separata per le 2 cabine.
Pertanto solo nell’estate del 1940 si procedette ai collaudi in volo, interrotte in data 31/07/1940 causa un incidente, causato dal fatto che il collaudatore De Michelis, si presentò troppo basso in fase di atterraggio e, accorgendosi solo all’ultimo della presenza di una linea elettrica, e richiamò brutalmente il velivolo, che però andò in stallo, precipitando a terra.
Nell’urto con il terreno, la struttura subiva danni, ma, come già riferito, la perdita di carburante dai serbatoi non innescò l’incendio.
Dopo circa 6 mesi l’aereo, riparato, tornò a volare nelle mani del mar. Bonomi, presentando però difficoltà aerodinamiche relativamente ai piani verticali ed orizzontali di coda.
La soluzione venne trovata con l’aumento delle dimensioni.
Dopo aver svolto oltre 50 voli sul campo di Arcore, era giunto il momento dell’invio a Guidonia per il collaudo militare, ma nel 07/1941 giunse alla ditta una comunicazione da parte della DGCA, che annunciava una visita della commissione con l’incarico di controllare il velivolo.
Occorsero 6 mesi perché tale commissione pervenisse ad Arcore, e, dopo aver visionato in volo l’aereo, riparte per Roma senza comunicare niente al costruttore.
Una seconda commissione giunse in ditta successivamente, ma respinse il velivolo giudicandolo pericoloso per la sua non conclusa messa a punto.
Da quel momento la ditta non ebbe più altre comunicazioni, ed l’aereo compì alcuni suppletivi voli, rimanendo sempre in carico alla Bestetti sino al 08/09/1943, data dalla quale si perdono le tracce.
Da segnalare che, non essendo mai stato preso in carico ufficialmente dalla Regia, il BN.1 non ebbe mai una sua matricola militare.
Per ultimo si desidera ricordare che il metodo costruttivo con il legno ricostruito venne proposto già dal 25/03/1942 (e ribatido il 03/06/1942) alle Officine Reggiane per la realizzazione delle semiali dei Re.2005.
Lo stesso progettista, ing. Nardi, trasferitosi alle stesse Reggiane, durante la visita del gen. Guglielmetti del 26/04/1943, propose una versione bifusoliera dello stesso Re.2005, realizzata con la stessa tecnica.

Le foto riprendono il prototipo sul campo di Arcore.

Giorgio Dorati
 
 
Bibliografia
Brotzu/Caso/Garello – Dimensione cielo – Ed. Ateneo
 
 
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo