Blohm und Voss Bv-40

Nel 1943 la Germania si ritrovava completamente alla mercede delle formazioni di bombardieri alleati, che potevano ormai operare nell’arco dell’intera giornata, secondo la tattica del “round the clock bombing”.
Alla luce di questo nuovo fattore la difesa dello spazio aereo diveniva una continua ed imperativa necessità giornaliera, impegnando oltre ogni limite la caccia con un’usura rilevate con perdite pesanti di mezzi e di uomini.
Fu in questo contesto che il RLM dovette ricercare nuovi mezzi e nuove tecnologie disponibili in breve tempo.
Tra i progetti presentati nell’autunno1943 vi era quello della Blohm und Voss (nota casa costruttrice di idrovolanti), che aveva fatto elaborare dall’ufficio tecnico del Dott. Richard Vogt un progetto di un “Ersatzjager” (caccia sostitutivo), costituito da un semplice aliante.
La filosofia del progetto era incentrata sul fatto che il velivolo, dopo essere stato trainato ad una quota di alcune centinaia di mt. sopra la formazione di bombardieri nemici, potesse effettuare una picchiata, con un angolo di 20°, ed attraversare la formazione ad una velocità elevata, per evitare la caccia di scorta, in modo da poter abbattere un velivolo, per poi atterrare planando.
I presupposti base erano: una costruzione semplice e dal basso costo utilizzando materiali non strategici ed una sezione frontale ridotta in modo da non poter essere facilmente traguardato dai mitraglieri di bordo.
Il progetto presentato venne ritenuto valido ed approvato, e pertanto ne venne ordinata la costruzione di 19 prototipi per le prime esperienze, preventivando una futura commessa per 200 esemplari.
Il velivolo venne codificato con la sigla: Bv.40, sigla anomala in quanto estranea alla numerazione progressiva di fabbrica.
Il velivolo si presentava molto compatto con: apertura alare di 7,9mt., lunghezza di 5,7mt., altezza di 1,63mt., superficie alare di 8,7mtq., peso a vuoto di 835kg. (a pieno carico: 950kg.), velocità di picchiata compresa tra i 470 ed i 900km/h.. La fusoliera era costituita da: una parte anteriore con l’abitacolo realizzato con fogli di metallo saldati di vario spessore (frontalmente da 20mm., lateralmente e superiormente da 8mm., ed inferiormente di 5mm.) con blindovetro frontale (e 2 finestrature per ogni lato) di 120mm.; una parte centrale costituita da pannelli metallici rivettati su una struttura metallica a cui erano collegate le semiali tramite 4 viti e bulloni; ed una parte posteriore lignea (ordinate e ricopertura), compreso i timoni di coda.
L’ala era completamente in legno basata su un unico longherone e ricopertura dello spessore di 4mm.
Vi erano poi i flaps che potevano arrivare ad un angolo di 80°.
All’estremità alari erano presenti dei pattini metallici tubolari.
L’accesso alla cabina di pilotaggio avveniva tramite uno sportello metallico, incernierato posteriormente, ed il pilota, date le dimensioni della fusoliera, era prono ed aveva a disposizione una strumentazione ridotta all’essenziale.
Per le operazioni di decollo poteva avvalersi di un carrello agganciato alla fusoliera, il cui comando di sgancio era comandato tramite funi dallo stesso pilota.
L’armamento previsto era basato su 2 cannoni Mk.108 da 30mm. con una dotazione di 35 colpi per arma, e posizionati in carenature tra l’ala e la fusoliera.
Il traino era stato previsto al rimorchio di un Me.109G, che avrebbe potuto trainarne sino a 2 esemplari contemporaneamente.
Nel 01/44 venne pronto il primo esemplare: Bv.40 V1 (codificato PN+UA), che effettuò il suo I° volo alla fine del 05/44 al traino di un Bf.110.
Furono successivamente apportate alcune modifiche, ed il 02/06 effettuò il II° volo sull’aeroporto di Wenzendorf con ai comandi il collaudatore Rautenhaus.
Il volo procedette tranquillamente sino a quando la velocità venne ridotta a meno di 140km/h., cosa che causò una rapida perdita di quota e nell’atterraggio piuttosto duro causò seri danni al velivolo.
I il V2 effettuò 2 voli il 05/06.
Il V3 venne utilizzato per le prove statiche.
Il V4 subì danni durante un atterraggio d’emergenza, mentre il V5 iniziò nel 06/44 i voli di prova.
Fu il V6 che effettuò il I° volo completo tra Stade e Wenzendorf il 27/07 con ai comandi lo stesso collaudatore.
La prova risultò perfettamente positiva (compresa la picchiata), registrando solo una certa stanchezza del pilota dovuta alla sua posizione prona, ed un certo ondeggiamento derivato dai flussi generati dal velivolo trainante.
Nel 08/44 venne pronto il V7.
L’intero programma nell’autunno del 44 venne prima sospeso e poi annullato quando vennero pronti il V8 ed il V9, mentre i restanti 10 esemplari previsti sarebbero stati la preserie del Bv.44A-0), in quanto sulla ribalta arrivarono progetti di velivoli mossi da motori a reazione o a razzo (che erano ormai giunti ad uno stadio di sicura affidabilità) e di missili.
Da segnalare che, durante questo tempo, lo stesso RLM aveva richiesto lo studio di varianti al progetto iniziale, affinchè potesse venire utilizzato come caccia con armamenti diversi (compreso il trasporto di bombe BT700) oppure come serbatoi di carburante supplementari da istallare sotto le ali dei bombardieri He.177A-3/B-5.
Si concludeva così un progetto e la carriera di un velivolo semplice ma originale

Le fotografie allegate si riferiscono a:
1), 2), e 3) Viste del prototipo V1 - PN+UA;
4) Particolare del musetto con il blindovetro e l’aggancio per il traino;
5) e 6) Particolare dei flaps;
7) Particolare terminale alare;
8) Particolare apertura tettuccio;
9) Tettuccio;
10) Particolare carrello e dispositivo di sgancio;
11) Carrello;
12), 13), 14) e 15) Abitacolo.

Giorgio Dorati
 
 
Bibliografia
W.Green - Warplanes of the Third Reich - Ed. McDonald and Jane’s
J.R.Smith/A.Ray - German aircraft of the second world war - Ed.Putnam
I.Meyer - Luftwaffe. Advanced aircraft projects to 1945 - Ed. Midland
J.Miranda/P.Mercado - Secret Wonder weapons of the Third Reich - Ed. Schiffer
Luftfhart - Kampfsegler Blohm und Voss Bv40 - Ed. E.S.Mittler
 
 
Archivio fotografico: Mittler

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