MAL D’AFRICA

Ricordi dal deserto libico

Nel raccogliere quanto giacente nella casa di mia zia, dopo la sua morte, ho ritrovato una completa documentazione fotografica e cartacea della vita militare di mio zio, specialmente per quanto riguarda il periodo da lui trascorso in Libia.
Il 05/06/35 l’allora geniere Vittorio Gasparotto, classe 1915, si arruolava volontario nel R.C.T.C. della Tripolitania con ferma speciale di 2 anni; poi in data 01/07 veniva trasferito alla Comp.R.T. del 1° Regg.Genio Coloniale; ed il 24/08 passava alle dipendenze della Comp. Eritrea del Fezzan, per cui raggiungeva la sua destinazione: Fortino Tenente U. Cuttica, nel profondo sud, ai confini della Libia stessa, località raggiunta dopo essere arrivato a Sebah in aereo e giorni di trasferimento con un autocarro.
La vita in quell' avamposto, il cui unico punto di contatto con la “civiltà” risultava la vicina oasi, veniva mitigata grazie al fatto che mio zio era il radiotelegrafista della guarnigione, per cui nei momenti notturni liberi, finite le operazioni di ricezione/trasmissione dei messaggi con il capomaglia di Sebah, le sue dita scorrevano sulla manopola della sintonia ed in cuffia arrivavano le note dello “swing” trasmesse dalle lontanissime emittenti americane (specialmente New York), che rallegravano il suo animo di amante del ballo ed animavano il silenzio del deserto, confortato anche dalla giornaliera razione di anice che, appoggiato sulla feritoia e gelato dal freddo notturno del deserto, provvedeva a riscaldarlo.
Il resto della giornata era scandito dalle normali operazioni di caserma, comprese le giornaliere azioni di pattugliamento a dorso di cammello lungo la linea di confine.
Il rituale quotidiano veniva rotto periodicamente dall’arrivo del postale aereo, che atterrava davanti al forte, unico artefice dei collegamenti con la costa.
Naturalmente le brevi licenze erano trascorse a Tripoli.
Il suo periodo di missione terminò il 24/04/37, quando lasciò Tripoli per Siracusa e successivamente mandato in congedo illimitato il 05/06.
Visionando il materiale fotografico, che in parte si allega, ora prendo coscienza perché ogni volta che si parlava di Africa, a mio zio Vittorio veniva una sottile melanconia unita ad un’infinita nostalgia, tale da riportarlo al “suo” deserto.

Giorgio Dorati
Archivio fotografico Giorgio Dorati


Attestazione e rilascio della medaglia per il servizio prestato in Libia



Foglio di congedo illimitato (recto)

Foglio di congedo illimitato (verso)

Vista dall’aereo del deserto libico


Vista esterna del fortino


Ingresso del fortino


Ingresso del fortino


Ingresso del fortino


Vista dell’oasi

La stazione radio

Autodrappello

A cavallo del cammello

Cippo confinario

Interno del fortino

Interno del fortino

Addestramento truppa coloniale

Addestramento truppa coloniale

Mensa

Sm.81 postale atterrato davanti al fortino

Ro.1 ripreso davanti al fortino

Ro.1 ripreso in volo

La mascotte del fortino

Tripoli: palazzo del governatore

Tripoli. Visita del Principe di Piemonte con la moglie

Tripoli. Visita del Principe di Piemonte con la moglie

Tripoli. Partenza del Gran Premio