ARROMANCHES - MULBERRY B

Giunti nella cittadina di Arromanches, in Normandia, 2 sono le attrazioni:
A) - il museo sullo sbarco, dove si può assistere ad una completa rivisitazione di tutto lo sbarco alleato, e
b) - resti del complesso portuale Mulberry B, edificato dagli alleati per far giungere mezzi e materiali, molto più velocemente sulle spiagge dello sbarco.
Tutto il progetto venne analizzato, calcolato ed approvato dall’alto comando alleato al fine di poter disporre di un mezzo valido e veloce per poter avere a disposizione il maggior numero di mezzi ed uomini e così fronteggiare la reazione tedesca dopo lo sbarco sul continente.
L’opera, veramente eccezionale per quei tempi, prevedeva la costruzione di elementi prefabbricati in cemento, abbinabili tra loro, tali da poter essere trasportati attraverso il canale della Manica, posizionati al largo della costa nel punto prescelto, allo scopo di attivare un porto artificiale con banchine e pontili, a cui far attraccare le navi da carico per consentire di scaricare il materiale trasportato.
Il piano prevedeva la costruzione di 4 tipologie di unità separate, chiamate in codice: Bombardon, Phoenix, Whale e Gooseberry.
La prima risultava una costruzione in cemento ed acciaio a forma cruciforme dalle dimensioni di 62,5mt di lunghezza x 8mt. di altezza.
Ogni elemento poteva essere agganciato all’altro attraverso ganci posti alle estremità, ed il tutto, poi, veniva ancorato al fondo del mare.
Lo scopo era quello di creare una specie di barriera contro le onde, e creare così un tratto di mare tranquillo per le navi destinate ai pontili.
Ne vennero costruiti 93 esemplari.
Nel tratto davanti ad Arromanches, essi erano posizionati a 6km. dalla costa.
Il secondo era una massiccia costruzione di cemento dalle dimensioni di 62,5mt. di lunghezza, 15,5mt. di larghezza x 17,5mt di altezza.
Il peso complessivo risultava di 6.000t..
La loro caratteristica era quella di essere trasportati sino sotto la costa, e poi affondati in modo che, dopo essersi appoggiati sul fondo, potessero emergere di circa 2,5mt. dalle acque.
Complessivamente ne furono costruiti 115.
Il primo fu posizionato davanti ad Arromanches il 09/06 ed in 9 giorni ne vennero istallati 115.
Da segnalare che resistettero ai danni della tempesta del 19/06.
Il loro compito era quello di essere un molo di transito per il trasbordo, dalle navi più grandi, del materiale, che poi veniva caricato su navi minori o su DUKW.
Il terzo elemento era costituito da un complesso di prefabbricati, composti da elementi ad uso pontile/passerella per portare direttamente dalle navi sulla spiaggia.
Avevano dimensioni di 13mt di lunghezza, 5mt di larghezza x 2,5mt di profondità.
Erano realizzati in cemento dello spessore di 30cm., ed avevano, alle estremità, delle estensioni telescopiche per poter meglio adattarsi sia tra loro che con il terreno.
Avevano una capacità di carico sino a 56t..
Integrati poi vi erano delle unità formate da sia da pontoni che da testate fisse.
Gli LST potevano attraccare alle testate e scaricare il contenuto in un massimo di 90 minuti.
Vennero utilizzati complessivamente 670 pontoni, 23 testate e 120 pontili.
A completamento venne usato un complesso di pannelli flessibili interallacciati tra loro e poggianti su muri, chiamati in codice SWISS ROLL, destinati a formare una strada di accesso alla spiaggia.
Per l’ultimo l’elemento più particolare dell’intero piano.
Si trattava dell’utilizzo di 60 navi, con oltre 30 anni di vita sulle spalle, che, avrebbero compiuto il loro ultimo viaggio verso le spiagge della Normandia.
Spogliate di tutto quanto non necessario all’attraversata del canale ed al rimorchio delle parti del complesso Mulberry, sarebbero state sacrificate a protezione dello stesso.
Pertanto, posizionate lungo la costa in modo che emergessero dall’acqua di circa 6mt., vennero affondate con cariche di esplosivo.
L’operazione, iniziata il 07/06, venne completata entro il 10/06.
Tra le navi utilizzate vi è da segnalare la corazzata inglese Centurion, quella francese Courbet, l’incrociatore inglese Durban e lo scafo dell’incrociatore olandese Sumatra.
Per riassumere il piano complessivo, il progetto avrebbe dovuto articolarsi in 2 zone: Mulberry A davanti alle spiagge di Omaha, e Mulberry B davanti ad Arromanches.
La predetta tempesta, che investì la Normandia tra il 19 ed il 20/06, modificò i piani obbligando alla rinuncia della parte davanti ad Omaha, trasferendo, pertanto, il materiale sia per la riparazione dei danni provocati dalla tempesta che per l’ingrandimento di quanto già costruito davanti alla cittadina.
L’utilizzo del porto artificiale venne portato avanti sino all‘autunno 44, cioè fino alla disponibilità dei porti olandesi; e dal 12/44 si iniziò il suo smantellamento.
Parte fu smantellata, parte utilizzata per riparare ponti in Francia e parte per il ripristino di porti in Olanda.
Ora risultano ancora visibili, come dimostrano le fotografie allegate, alcuni elementi, come, nel caso di maree molto basse, appaiono parziali resti delle navi affondate.

Giorgio Dorati


Fotografia di un’unità di testata ripresa ancora in Inghilterra



Un LST ancorato ad una testata mentre sta sbarcando automezzi

Un LST ancorato ad una testata mentre sta sbarcando automezzi

Veduta aerea del Mulberry B nei giorni successivi allo sbarco

Unità Phoenix posizionati. Si può vedere come siano state istallate postazioni anti-aeree da 40mm.


Unità Phoenix posizionate all’ingresso di Mulberry B


Pannelli flessibili Swiss Roll

Unità Whale in navigazione attraverso la Manica

unità Whale posizionate. Si può notare un serbatoio carburante galleggiante, utilizzato per il loro posizionamento.