BEZZECCA
Testimonianze di guerra vissuta

La valle di Ledro (e la susseguente Val d’Ampola), data la sua posizione, risulta una facile via di comunicazionentra le Valli Giudicarie (Brescia) e l’Alto Garda (Trento).
Il centro abitato più grande risulta il comune di Bezzecca.
Per tale motivo risultò molto importante il suo controllo, specialmente nei secoli precedenti, da parte dell’Austria, che ne fortificò l’ingresso ovest con il Forte d’Ampola.
Già durante la III° Guerra d’Indipendenza del 1866 la vallata venne percorsa dalle truppe garibaldine, che, dopo aver vinto a Condino ed espugnato il forte, giunsero a Bezzecca, ove il 21/07 si scontrarono vittoriosamente con le truppe guidate dal gen. Kuhn, obbligandole a ritirarsi.
In epoca successiva la stessa Austria fu spinta a seguire la zona con maggiore attenzione, tanto da dotare di una cintura di fortificazioni sia la zona dell’alto Garda intorno a Riva, che le stesse valli Giudicarie, zone entrambe facenti parte del Rajon III – Sud Tirol, sottosettore Giudicarie.
Allo scoppio della I° G.M. gli austriaci fecero sgomberare gli abitanti della valle (trasferendoli in Boemia e Moravia) ed il territorio divenne inizialmente terra di nessuno, in quanto le truppe italiane, appartenenti al 3° Corpo della 1° Armata, si rischierarono lungo le montagne meridionali della valle, mentre le stesse della parte settentrionale vennero presidiate dagli austriaci.
I paesi, ormai disabitati, furono praticamente distrutti dai tiri delle varie artiglierie.
Tale situazione rimase sostanzialmente invariata sino al 10/16, quando il X° Batt. del 7° Rgt. Bersaglieri riuscì a conquistare il centro di Bezzecca, che poi provvide a fortificare con trincee e camminamenti.
La guerra pertanto si trasformò in una situazione di posizione con assalti, brevi conquiste e rapidi abbandoni di posizioni sino alla vittoria italiana.
Il visitatore del paese può trovare le testimonianze ancora oggi, grazie all’opera del comune che ha mantenuto, riordinato e conservato le opere di difesa costruite dagli italiani.
Intorno al Colle di S.Stefano, ove esiste il mausoleo ossario dei garibaldini, ed all’adiacente Doss Cerì esistono trincee, camminamenti, ridotte e caverne edificate dagli italiani.
Da segnalare comunque che anche le montagne adiacenti recano ancora segni (sentieri, trincee, ed opere fortificate), che possono essere visitati durante amene passeggiate.
Per ultimo si segnala la presenza di un piccolo museo storico sui fatti successi.

Le fotografie illustrano:
1) Monumento in ricordo della battaglia del 21/07/1866;
2), e 3) Lapidi poste agli ingessi della caverne in omaggio al 7° bersaglieri;
4), e 5) Ingressi alle caverne, tuttora attrezzate e visitabili;
6) Interno di una postazione;
7), 8), 9), e 10) Postazioni e trincee;
11) Trincea;
12) Camminamento;
13) Stele dedicata a Garibaldi, posizionata nelle vicinanze del mausoleo;
14), e 15) Cannone Wickers Terni da 75;
16), e 17) Particolari del cannone.

Giorgio Dorati
Archivio Fotografico Giorgio Dorati


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