Nella tranquilla brughiera lombarda, alle spalle dell’aeroporto
della Malpensa, esiste ancora, ma credo ormai per poco, il sedimento
aeroportuale di Lonate Pozzolo.
Questo campo,ormai entrato nella storia dell’aeronautica italiana,
tra le sue pagine reca ancora le tracce dell’avvenuta presenza
di aerei Ar-234 sul suo territorio.
Infatti in una parte decentrata, e poco visibile, della sua superficie
esiste ancora la zona dove gli uomini della Luftwaffe manutenzionavano
ed apprestavano i velivoli per i voli operativi, caratterizzata da uno
scivolo in cemento armato per il deflusso dei gas di scarico delle turbine
verso l’alto.
Per meglio inquadrare le motivazioni di questa situazione, si rende
necessario aprire un breve quadro storico sugli ultimi mesi del '45.
Nel febbraio la situazione sul fronte sud vedeva i tedeschi attestati
lungo la Linea Gotica e la Luftwaffe in una situazione di netta inferiorità
rispetto agli alleati.
A seguito degli indizi che erano pervenuti agli alti comandi tedeschi
circa l’ormai vicina operazione finale di sfondamento del fronte
e la conseguente avanzata verso l’Austria, si rendeva ormai urgente
la necessità di disporre di accurate ricognizione aeree sulle
posizioni e relativi entroterra occupati dagli alleati.
Per risolvere il problema l’O.K.L. (OberKommando der Luftwaffe)
decise di trasferire nel nord Italia una speciale unità da ricognizione.
Il 28/02 venne ordinato al Oblt. Erich Sommer di trasferirsi ad Udine,
utilizzando l’aeroporto di Campoformido come base, per dare corpo
alla nuova unità da ricognizione: il Kommando Sommer.
Dopo il trasferimento degli uomini, costituenti il nuovo reparto, dalla
Germania, lo stesso Sommer lasciò la sua base di Biblis il 14/03
con il suo Arado Ar-234B-2b, Wn.140344 – immatricolato: T9+EH,
e dopo una sosta a Lechfeld, giunse a Campoformido.
A completare i quadri furono chiamati: Lt. Gunther Gniesmer (con l’Ar-234B-2
– Wn.140142 – T9+DH, precedentemente SM+FB, trasformato
successivamente in ricognitore con l’applicazione delle fotocamere)
e Stabsfw.
Walter Arnold (con l’Ar-234B-2 – Wn.140153 – T9+HH,
precedentemente SM+FM, versione già fotografica), che giunsero
in Italia dalla base di Oranienburg, via Monaco-Riem.
Secondo alcune fonti un 4° aereo avrebbe fatto parte del gruppo:
il T9+KH, con ai comandi Werner Muffey, ma non giunse mai in Italia.
Venne anche deciso che il NAG.11 del Hptm. Eckersham avrebbe provveduto
alla copertura e difesa del neo costituito reparto; ma lo stesso Sommer
non risultò entusiasta della situazione, in quanto la presenza
di detto reparto avrebbe maggiormente richiamato l’attenzione
della caccia alleata, già molto attiva sulla zona.
Per lo sviluppo dei voli venne deciso di utilizzare sia il campo di
Osoppo, quale sede secondaria e di dispersione per i velivoli, sia il
campo di Lonate Pozzolo, quale trampolino di lancio per voli a lungo
raggio.
La continua e persistente presenza di aerei alleati sulla zona rimandò
il primo volo al 15/03.
Brevemente si da un quadro di quanto fu effettuato:
- 15/03 - Sommer - volo su Ancona/S.Benedetto per un totale di 2,10h.;
- 17/03 – Sommer – volo su Livorno/Elba/Pisa;
- 19/03 – Sommer – volo sugli Appennini;
- 21/03 – Sommer – volo su Ancona;
- 23/03 – Sommer – volo su Livorno/Perugia/Ancona;
- 25/03 – Sommer – trasferimento a Lonate Pozzolo –
volo su Marsiglia/Tolone/Costa Azzurra;
- 26/03 – Sommer – volo su Ancona/Firenze/Livorno;
- 27/03 – Sommer – volo sui valichi appenninici.
Naturalmente questa nuova attività on sfuggì agli alleati,
che intensificarono gli attacchi agli aeroporti del nord-est.
Il 29/03 Arnold inizio il suo primo decollo, ma un improvviso attacco
di Spitfire danneggiò così l’aereo da costringere
la sospensione della missione.
Il 31/03 Sommer si portò nuovamente a Lonate Pozzolo, da cui
operò un volo su Corsica, Elba e Livorno.
Il 09/04 Gniesmer effettuò il suo primo volo, che dovette essere
interrotto dopo 1h. causa la presenza di caccia nemici.
Il 11/04 lo stesso Gniesmer si portò a Lonate Pozzolo, da cui
ripartì per un volo sugli Appennini, ma venne intercettato da
2 P-51 del 52°FG della 15°AF nei cieli di Bologna.
Colpito al motore sinistro, l’aereo precipitò schiantandosi
nelle vicinanze di Alfonsine.
Lo stesso pilota cercò di eiettarsi, ma venne urtato alla testa
dallo stabilizzatore di coda, così da provocarne la morte 2gg.
dopo in ospedale.
Un successivo volo da parte di Arnold venne interrotto all’inizio
in quanto un serbatoio, colpito durante il precedente volo, perdeva
carburante, dovendosi provvedere alla sua vulcanizzazione ad Udine.
Questo contrattempo portò al definitivo blocco del voli da parte
del pilota tedesco.
Da segnalare che lo stesso Sommer aveva ottenuto la disponibilità
di un pod di armamento, il Magirusbombe, da agganciare sotto il suo
Arado.
Il 20/04 lo stesso pilota effettuava un volo di collaudo, ma al rientro,
causa problemi al carrello principale, decideva di atterrare con il
ruotino anteriore esteso per salvare il pod che portava agganciato.
L’operazione si concludeva nel peggiore dei modi, in quanto il
terreno risultava cosparso di buche dovute ai bombardamenti subiti,
e l’aereo si schiantava subendo danni all’ala ed ai motori,
tali da dichiarlo fuori uso, ma senza danni per il pilota.
I giorni 22 e 24/04 Sommer effettuò nuovi voli con l’aereo
di Arnold per verificare la situazione delle truppe alleate lungo il
fiume Po.
IL 29/04 lo stesso Sommer ordinò ad Arnold di decollare con il
suo aereo e di portarsi prima sul campo di Bolzano e poi a Holzkirchen,
dove il 30/04 il pilota provvide alla sua distruzione.
Sommer e gli uomini dell’unità provvidero a raggiungere
l’Austria via strada, dopo aver distrutto totalmente l’esemplare
rimasto a Campoformido.
Per concludere sono necessarie 2 precisazioni: i velivoli operarono
sempre senza utilizzare alcun serbatoio supplementare, i parafreni,
e i razzi per il decollo; durante le presenze sul campo di Lonate Pozzolo,
gli aerei vennero sempre decentrati in una zona solitaria e pesantemente
mimetizzati, ricorrendo anche all’applicazione di eliche posticce
in legno ai motori. Concludendo si può osservare come nel poco
tempo in cui il reparto è stato operativo (dal 14/03 al 24/04)
si siano registrate un congruo numero di missioni.
Ora tornando al campo di Lonate Pozzolo, si è visto come esso
sia stato interessato per 3 voli.
Putroppo non si hanno evidenze fotografiche della presenza dei velivoli
sul campo.