Nel percorrere la statale che da Rovereto porta a Torbole, dopo aver
scollinato, nel tratto in discesa verso il lago, si attraversa il comune
di Nago.
La nuova rotabile si discosta dal vecchio tracciato, così che
sulla sinistra si possono osservare le masse di 2 edifici dall’aspetto
militare: si tratta dei forti austriaci di Nago.
Essi facevano parte della cintura difensiva dell’Alto Garda, voluta
da Vienna a protezione della frontiera sud.
La loro posizione era stata prevista sia come sbarramento stradale (tagliata),
che come complesso atto a battere i fianchi settentrionali del Monte
Baldo unitamente con il dirimpettaio Forte S.Alessandro, posto sul Monte
Brione.
In data 21/12/1859 venne approvato il progetto di costruzione da parte
del Ministero.
I lavori vennero iniziati il 01/06/1860 ed ultimati il 05/01/1861 con
il collaudo ultimo effettuato nel 1863.
La costruzione venne realizzata dalla ditta Tomasini sotto il controllo
dell’ufficio del Genio Militare di Riva.
L’opera rientrava nella I° generazione di fortificazioni (o
di scuola francese).
La struttura era composta da 2 sezioni: quella superiore adibita in
parte ad alloggi per la truppa ed al posto di guardia e controllo agli
accessi, quella inferiore (o batteria stradale) a tagliata vera e propria
con relativo portone metallico per la chiusura della strada stessa.
La costruzione era di tipologia non armata con l’utilizzo di pietra
calcarea, lavorata a vista, recuperata in zona.
Entrambi gli edifici erano elevati a 2 piani con 2 linee di cannoniere
sovrapposte.
Nell’edificio superiore vi erano 8 cannoniere minime (per minimo
si intendeva che l’apertura nel muro risultava uguale all’ampiezza
del settore di tiro verticale ed orizzontale del pezzo) al I° piano
e 6 al II°, con i pezzi posizionati su affusti, ed integrate da
11 feritoie per fucilieri al II° piano e 13 al I°.
Nell’edificio inferiore, con accesso diretto dalla strada, il
I° piano risultava cieco mentre al II° vi erano 3 cannoniere
(2 in direzione di Torbole ed 1 verso la valle del Fiume Sarca), integrata
da una serie di feritoie che permettevano il controllo del portone.
La tipologia pertanto risultava il classico esempio di difesa verticale
secondo i dettami costruttivi della scuola neo-tedesca, che per quei
tempi rappresentavano il meglio della fortificazione nel Trentino.
Il sistema difensivo di Nago si integrava direttamente con il prospiciente
Forte S.Alessandro, nell’ottica di una reciproca difesa (soluzione
valida per tutte le fortificazioni dell’Alto Garda) e costituiva
lo sbarramento sulla valle del Sarca.
Inoltre poteva disporre di una sorgente di acqua potabile interna, in
modo da non dipendere da fonti esterne.
Originalmente l’armamento era previsto su cannoni a canna liscia
ad avancarica.
Successivamente venne armato, quello superiore con 6 cannoni da 100mm.,
4 da 120mm. ed 1 da 150mm; mentre quello inferiore con 2 cannoni da
100mm..
Nel 05/1915 vennero istallati 4 cannoni da 90mm. mod.75/96 e 2 di calibro
inferiore.
Ad integrazione del sistema difensivo la fortificazione era collegata
con la sovrastante Batteria Sagromn (edificata tra il 1880/81, ma alienata
nel 1900), posizionata sui declivi del monte Baldo.
Sul finire del 05/1915 venne deciso di disarmare il forte, trasformandolo
in deposito, trasferendo 2 cannoni a difesa della stessa Riva posizionandoli
in riva al lago; altri 2 vennero posizionati in una casamatta blindata
a monte per meglio proteggere il settore ad est.
Durante il periodo bellico il forte non venne mai interessato da fatti,
mentre le batterie esterne vennero utilizzate per concorrere a respingere
gli attacchi italiani provenienti dal vicino monte Baldo.
Con il finire della guerra subì la naturale decadenza ed abbandono,
e solo recentemente sono stati ripristinati e portati alle condizioni
originali essendo utilizzati per mostre/convegni (quello superiore)
ed a utilizzo commerciale (quello inferiore).
Le fotografie si riferiscono a:
1) Cartina;
2) Vista panoramica dei forti;
3), 4), 5), 6), e 7) Il forte superiore;
8), e 9) Particolari del camminamento del forte superiore;
10), e 11) Il forte inferiore;
12), e 13) Fotografie di fonte austriaca sul complesso fortificato;
14) Cartina austriaca.