Percorrendo la statale da Agordo verso Belluno, dopo pochi chilometri,
la strada, causa il netto restringersi della valle, è costretta
ad imboccare una galleria (di recente costruzione), dalla quale, dopo
diverse centinaia di mt., ne esce proprio dove la vallata tende a riaprirsi.
Sul lato destro dell’apertura è ancora presente la vecchia
statale, debitamente chiusa al traffico (con l’eccezione dei ciclisti
che così possono evitare la galleria) e parzialmente occupata
dai residui dei lavori stradali.
Ripercorrendo la sede stradale si può assistere alla spettacolare
visione della stretta gola del Cordevole con nette pareti verticali.
Risalendo per qualche centinaia di mt. la strada si giunge nel punto
più stretto, ove la sede stradale percorre una "S"
scavalcando con un ponte il torrente.
Di fronte, nelle vicinanze di una dismessa casa cantoniera, esistono
i resti della tagliata del Sasso di San Martino (o meglio del “
Sass de San Martin”).
La fortificazione era una semplice tagliata, armata a fucileria, in
quanto la protezione era affidata al sovrastante Forte Alto (o Corpo
di Guardia), a quota 790mt., con postazioni armate con cannoni di medio
calibro, posizionati in caverna sulla sommità della Cima del
Sasso di S.Martino.
Ad integrazione erano state previste altre postazioni con cannoni in
caverna sulla sponda opposta del torrente.
L’opera era stata edificata tra il 1883 ed il 1887 per proteggere
i confini con il vicino impero asburgico.
Risultava pertanto costituita da un’opera di sbarramento, un posto
di blocco e da casamatte; realizzata parte in roccia e parte in superficie,
aveva una forma ad "U" con la parte aperta appoggiata alla
montagna ed al centro la piazza d’armi.
Inoltre sotto il piano stradale vi erano altri locali sotterranei.
Per completare la struttura era presente un pozzo verticale dotato di
scale in legno che portava ad una postazione sovrastante nella roccia.
Nel 1904 con l’avvicinarsi del conflitto l’opera venne inclusa
nella cosidetta “Linea Gialla”, che collegava il ridotto
fortificato cadorino (Fortezza Cadore-Maè) con lo sbarramento
Brenta-Cismon, venendo integrato con il forte di Peden a Taibon e da
postazioni d’artiglieria a Listolade, Col Piagher e Costa Bortolat
(costituendo così lo Sbarramento, o Fortezza Cordevole).
Con lo scoppio della guerra e lo spostamento del fronte verso nord,
il compito dell’opera risultava esclusivamente quella di controllo
stradale.
Tale situazione di tranquilla operatività venne interrotta dal
crollo dell’esercito italiano a Caporetto e la conseguente ritirata.
Gli uomini della IV° Armata furono costretti a ripiegare sino al
Grappa ripercorrendo le valli.
Dal 10/11/1917 la tagliata vide sfilare i soldati incalzati dalle truppe
austriache, così che, non appena esse si presentarono davanti
all’opera, vennero innescate le micce, alle cariche di demolizione
piazzate nei locali sotto il piano stradale, da parte degli degli uomini
del 5° Rgt.Genio, che portarono alla distruzione dell’opera
e dell’antistante ponte dei Castei.
Da parte austriaca venne riattivata la sede stradale per il passaggio
delle truppe verso il Grappa.
Con la fine del conflitto la strada venne totalmente riattata passando
accanto a quanto rimaneva dell’opera.
Vennero eliminate le macerie e rimasero pertanto in essere solo le opere
addossate alla roccia e quelle sotterranee.
Malgrado ciò l’opera risultò per decine d’anni
non avvicinabile, in quanto i custodi della vicina cantoniera, ritenendola
abusivamente di proprietà personale, ne negarono l’accesso.
Solo dopo il definitivo trasferimento della casa cantoniera e dei relativi
custodi, si è potuto penetrare nell’opera, scoprendo come
essa era stata utilizzata per tutti quegli anni come deposito rifiuti.
Malgrado questo elemento negativo (risolvibile) l’opera presenta
ancora parti interne molto ben conservate (quali in particolare una
galleria rivestita con mattoni ed aperture, un camerone).
Sarebbe veramente auspicabile il poter ripristinare il tutto e, forse,
aprire ad eventuali visite anche la parte superiore intatta del Corpo
di Guardia.
Le fotografie si riferiscono a:
1) Cartina;
2),3),4) Resti della fortificazione. In alcuni punti si aprono squarci
nella pavimentazione verso la parte sotterranea;
5) Ingresso alla parte in caverna;
6), 7),8), e 9) Postazioni in galleria presso il ponte del Torner;
10) Ingresso alle fortificazioni in galleria presso il ponte del Torner;
11) Foto di fonte austriaca con i resti della fortificazione dopo l’esplosione.