Percorrendo la ex-strada statale N°36 lungo il ramo di Lecco del
lago di Como, si arriva nella località di Varenna; e, rinunciando
alla circonvallazione in galleria, si attraversa il ridente comune sino
ad un bivio per Perledo, Esino, ed il castello di Vezio.
Occorre fare molta attenzione durante la salita in quanto la sede stradale
risulta stretta e con continui tornanti.
Dopo qualche km., proprio su un tornante, c’è il bivio
per Vezio, e, dopo pochi km. di strada molto stretta si perviene al
borgo di Vezio, formato da poche case e dominato dai ruderi del castello.
Parcheggiata la macchina, si deve proseguire a piedi ed attraversare
il paese per arrivare all’ingresso del castello, dove, oltre ad
ammirare un fantastico panorama sul centro Lario, si possono vedere
alcuni esemplari di rapaci, addestrati per spettacoli di falconeria.
Qui si può scendere lungo uno scosceso sentiero, seguendo l’indicazione
“Sotterranei”, e giungere davanti ad un ingresso chiuso
da una cancellata metallica.
E’ l’ingresso di un osservatorio della Linea Cadorna.
Com’è risaputo l’Italia alla vigilia della I°GM
non risultava tranquilla lungo i 700km. (di cui solo 200 inaccessibili)
di confine con la Svizzera, in quanto veniva ritenuta possibile un’operazione
di aggiramento delle linee italiane da parte di truppe austro-tedesche
passando appunto per quel paese.
Va comunque considerato che i nostri comandi avevano già sviluppato
analoghe idee per raggiungere sia la Francia (quando si era ancora alleati
con gli Imperi centrali), che il cuore della Germania ed aggirare la
stessa Austria (successivamente).
In questa ottica venne elaborata e realizzata una linea fortificata
(tra il monte Dolent ed il passo dello Stelvio), che prese il nome dal
gen. Luigi Cadorna (nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito).
Suddivisa in Settori, venne realizzata a partire dal 1915, ed per la
sua composizione vennero definite delle fasce: una I° di sorveglianza
con piccoli reparti di osservazione; una II° di prima resistenza
con reparti mediamente armati; ed una III° di resistenza principale
con reparti organizzati ed appoggiati ad opere campali.
In questa articolata linea, il Settore N°4, quello denominato Mera/Adda,
comprendeva (nel sottosettore Bellano/Dervio) nella fascia di difesa
principale la postazione di Vezio.
Risultava una posizione strategica in quanto posizionata frontalmente
allo sbocco della vallata che da Porlezza scende sul lago a Menaggio.
Venne realizzato, scavandolo nella roccia, un osservatorio con numerose
feritoie per l’osservazione, e, contemporaneamente, vennero edificate
4 postazioni per batterie blindate, armate con cannoni da 149A, al fine
di battere la dirimpettaia sponda.
L’ingresso risulta finemente ornato da pietra lavorata a mano;
e, dopo aver varcato la soglia, una ripida scala in discesa, spezzata
in 2 parti, conduce nel cuore della postazione.
Qui si può osservare un corridoio centrale con travature in cemento,
da cui si dipartono le postazioni per l’osservazione dotate di
feritoie (alcune attualmente chiuse) dotate di rinforzi in cemento.
Guardando attraverso le aperture ci si può render conto dell’ottima
visibilità sul territorio circostante.
Un’ultima annotazione riguarda le predette postazioni circostanti,
ormai inglobate nel tessuto locale e di proprietà privata, utilizzate
variamente.
Le fotografie allegate si riferiscono a: 1) Cartina; 2) Ingresso all’osservatorio;
3) I° parte della rampa di scale; 4) II° parte della rampa di
scale; 5) Corridoio centrale; 6), 7), e 8) Postazioni osservatorio.