Il Fokker D. VII è stato uno dei migliori aerei da combattimento tedeschi della prima guerra mondiale.
Fu progettato da Reinhold Platz della Fokker-Flugzeugwerke, sin dall’inizio della sua entrata in servizio, estate 1918, si è dimostrato essere un aereo formidabile.
Con l’armistizio, alla fine della guerra, gli Alleati imposero alla Germania di cedergli tutti i D VIIs.
In quel periodo il capo progettista della Fokker, Reinhold Platz, stava lavorando su un aereo sperimentale, la Serie V.
Questo aereo era caratterizzato dall’uso di ali a sbalzo, sviluppate durante la collaborazione della Fokker con Hugo Junkers.
Già nel 1914 alla Junkers era nata l’idea del primo aereo completamente di metallo, il Junkers J1, soprannominato Blechesel ("Somaro di metallo").
Le ali ottenute erano spesse con un bordo arrotondato, ma questa caratteristica ha dato alle ali stesse maggiore portanza riducendo il problema dello stallo rispetto alle convenzionali ali sottili.
Alla fine del 1917, Fokker costruì per la sperimentazione il biplano V 11, dotato di motore standard Mercedes D. IIIa.
Nel gennaio 1918, fu indetto un concorso per un nuovo aereo da caccia. Per la prima volta, i piloti di prima linea avrebbero potuto partecipare direttamente alla valutazione e selezione dei nuovi mezzi.
Fokker presentata il V 11, insieme a diversi altri prototipi.
Manfred von Richthofen provò il V 11 e lo trovò sgradevole, difficile da pilotare, e instabile.
In risposta a queste critiche, Reinhold Platz allungò la fusoliera posteriore, e aggiunse una pinna triangolare verticale fissa di fronte al timone.
Dopo le modifiche Richthofen definì il V 11 come l’aereo migliore della concorrenza.
Anche se obsoleto il motore Mercedes forniva ottime prestazioni ed era sicuro e facile da pilotare.
Il giudizio di Richthofen aveva praticamente deciso la competizione, ma non fu l’unico pilota a raccomandarlo.
Fokker ricevette immediatamente un ordine provvisorio di 400 aerei di produzione, che sono stati poi designati D. VII.
La produzione del Fokker D VII fu, in totale, di circa 1.700 esemplari, alcuni dei quali dopo opportuni restauri e/o ricostruzioni volano ancora oggi.
CARATTERISTICHE
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| Il modello riproduce l’esemplare pilotato dall’Asso dell’aviazione ERNST UDET ( 62 vittorie ), è prodotto dalla Roden in scala 1:48. Purtroppo la qualità delle stampate, i dettagli e la definizione dei particolari, non sono all’altezza di un qualsiasi altro kit della Eduard.
Fortunatamente, essendo in possesso del kit Eduard relativo all’aereo di Goering, e soprattutto della copiosa documentazione fotografica fornitami in gran parte dall’amico G. Dorati, ho potuto identificare con sicurezza l’ubicazione di particolari quali il posizionamento di tiranti dell’ala superiore e del timone, individuare la sede per i fori per i tiranti del carrello, sostituire le Schwarzlose della scatola con fotoincisioni e plastirod.
La parte più impegnativa è stata quella della corretta creazione delle strisce bianco/rosse sull’ala superiore, che ho portato a termine dopo ben 7 tentativi, mirati ad ottenere la corretta distanza delle strisce (il numero indicato dalle fonti è di 33) nonchè alla loro inclinazione.
Mi sono avvalso anche della consultazione insostituibile di uno dei tre fascicoli Windsock dedicati al D VII.
I colori sono acrilici Vallejo e "last but not least", devo ringraziare il nostro presidente Albino, che ha risolto con intervento chirurgico e “certosino“, un problema di errata inclinazione delle ali inferiori mediante l’inserimento di tubicini in ottone, atti a conferire robustezza all’insieme e corretta inclinazione del diedro.
La scritta “ Du doch nicht “ non ha una traduzione letterale, ma comunque il senso è quello di far presente all’eventuale nemico in coda, che “tu certamente non mi abbatterai !“
L’altra scritta, “LO !“, sono le iniziali di Lola Zink, fidanzata del pilota ERNST UDET.
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