La costruzione
del modello (6^ parte)
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| Mentre la costruzione dello scafo procede,
parallelamente si procede con la realizzazione di altri particolari, previsti
collocati all'interno dello scafo.
Tra questi il meccanismo per consentire al cannone di poppa di ruotare
sul suo asse.
Sulla Gambier Bay (come su tutte le portaerei di scorta classe "Casablanca"),
il pezzo di artiglieria più importante era un cannone da 5"/38
"nudo", cioè privo della casamatta, piazzato al centro
della poppa, su una apposita piazzola parzialmente sporgente, quasi fosse
un "terrazzo".
Il pezzo in sè rappresenta un impegno notevole per il fatto che
tutti i suoi particolari costruttivi sono a vista, ma in questa fase quello
che ci interessava maggiormente era il congegno di rotazione.
Il piano di realizzazione del modello richiede, infatti, che essendo tale
pezzo interessante e scenograficamente adatto, valga la pena "animarlo"
almeno con il movimento di brandeggio (rotazione orizzontale sull'asse).
Vale la pena ricordare che per una precisa scelta, il modello ha solo
funzioni speciali NON DIROMPENTI: pertanto sono aboliti scoppi, razzi
o altre diavolerie pirotecniche che, a nostro modo di vedere sono più
per giocattoli che per modelli seri.
Il movimento di brandeggio è limitato ad un arco di 270° (tre
quarti di giro) dalla particolare collocazione del cannone, sotto al ponte
di volo, sopra un "terrazzone" (sponson).
Salvo rarissime eccezioni, sulle navi militari i pezzi di artiglieria
hanno un campo di tiro limitato da parti della nave stessa e pertanto
possono operare su un certo arco di cerchio ben definito, superato il
quale rischierebbero di colpire la loro stessa nave. |
notare che il centro di rotazione del,cannone è oltre il bordo
dello scafo.
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Si è trattato, pertanto, di costruire un congegno che fosse
in grado di riprodurre il movimento di brandeggio limitato ad un arco
di circa 270°, senza richiedere particolari accorgimenti elettronici
e che potesse funzionare o fermarsi con un semplice comando.
Si è scelto di adottare una soluzione è di tipo meccanico:
un motorino elettrico, la cui velocità di rotazione è
in primo luogo ridotta tramite un sistema a vite senza fine, che muove
una ruota (primaria) alla quale è vincolata una seconda ruota
(secondaria) attraverso una corta bielletta. La bielletta è collegata
alla ruota primaria in modo tale per cui compie un movimento lungo una
circonferenza di piccolo raggio; all'altro capo la stessa bielletta
è collegata alla ruota secondaria in modo che la circonferenza
sia di raggio molto più ampio: in questo modo si ottiene l'effetto
che, mentre la testa della bielletta compie un giro completo sulla ruota
primaria, riesce solo a percorrere un arco di cerchio (circa 90°)
sulla ruota secondaria che, per questo effetto, si muove alternativamente
avanti ed indietro.
Se alla ruota secondaria si collega con un ingranaggio una terza ruota
di diametro ridotto (in questo caso 3:1) si ottiene un movimento alternato
amplificato di 3 volte: i 270° che cercavamo.
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lo schema teorico del sistema meccanico sopradescritto è il
seguente:

di seguito le immagini della sua realizzazione pratica.
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Nelle realizzazione pratica è sorta la difficoltà di
dover inserire il meccanismo (che nella realtà è all'interno
dell'affusto del cannone) nel ridottissimo spessore della piazzola che,
essendo sporgente, non permette di collocare direttamente sotto il nostro
congegno.
Così lo spessore nel quale abbiamo piazzato i ruotismi, per la
parte sporgente dallo scafo, è complessivamente di 5mm.
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Nel frattempo la costruzione dello
scafo non si è fermata, arrivando allo stadio in cui tutti i listelli
sono stati posati, lasciando ancora libera la porzione di estrema prua.
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Le parti di prua e poppa sono sempre
particolarmente "stellate" ed è molto difficile riuscire
a dare la forma voluta con la posa di listelli: è molto più
agevole e veloce procedere con un sistema che ricorda quello del "pane
e burro".
Il sistema consiste:
1) - nel riempire il volume della prua estrema, così come anche
della poppa, di blocchetti di legno tenero rozzamente sagomati secondo
le linee dell'originale.
2) - raffinare la sagomatura con lime e raspe, oppure con un platorello
elettrico e controllando il lavoro con dime di cartone.
3) - raccordare la parte a pane e burro con la contigua parte parte listellata
con una buona dose di stucco che servità anche a rettificare eventuali
piccoli imperfezioni.
Nel nostro caso il lavoro si è concentrato solo sulla prua in quanto
il prototipo presenta uno specchio di poppa perfettamente piatto ed è
stato sufficiente piazzare l'ultima ordinata completamente piena al posto
giusto per ottenere la forma richiesta. |
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