La colorazione
dello scafo
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| La marina degli stati uniti ancora
prima dell’inizio del 2° conflitto mondiale aveva iniziato la
codificazione dele mimetizzazioni da applicare alle proprie navi.
Tali codifiche prendono il nome di “Measures Standards” (abbreviato
in MS)
Anche le portaerei di scorta della classe “Casablanca”, di
cui la Gambier Bay faceva parte, hanno adottato un certo schema codificato.
Per la precisione, per la classe, che comprende 50 unità, sono
stati preparati diversi schemi mimetici, quello adottato dalla Gambier
Bay è denominato “MS 32/15a”
I colori specificati sono i seguenti:
Opera viva: Hull Red
Mimetizzazione dell’opera morta:
1 – Dull Black (BK) - anche linea di galleggiamento
2 – Ocean Grey (5-O)
3 – Light Gray (5-L)
4 – Pale Grey (5-P)
Il colore previsto per il ponte e per tutte le superfici orizzontali è
il “Deck Green”
Le reali sfumature dei colori sono state ricavate "chips"
di vero colore autentico che sono statiti ottenuti direttamente dagli
USA, e poi girate al Dr. Toffano (il nostro sponsor della PURAVEST) che
ci ha appositamente preparato i colori poliuretanici per il nostro modello.
Il disegno a colori sotto riportato è ricavato da un libro monograficoe
per il semplice fatto che riporta i colori riprodotti con tecnica tipoghrafica,
fornisce solo un'idea delle sfumature, ma pecca di precisione cromatica
I colori adesso fanno parte della gamma della normale produzione Puravest.
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La sequenza della colorazione dello scafo è descritta nel seguito.
Fase 1 – stuccatura e primer
Prima di procedere alla colorazione, tutta la superficie dello scafo
è stata accuratamente stuccata e lisciata per togliere ogni difetto
superficiale.
Succesivamente, sullo scafo posto capovolto, sono state stese due mani
di “primer” grigio a distanza di qualche ora una dall’altra.
Tutto il lavoro è stato effettuato con una pistola a spruzzo
di dimensioni normali (non un aerografo da modellisti) in considerazione
delle notevoli dimensioni del modello.
L’alimentazione di aria compressa era assicurata da un normale
compressore da officina.
Fa fatto notare che il “titolo” di vernice steso con la
pistola è decisamente più alto di quello dato con l’aerografo
e, nel nostro caso, più adatto.
Il “primer” altro non è che una speciale composizione
che ha la caratteristica di aggrapparsi con tenacia la fondo e contemporaneamente
permette l’ottimale aggrappo dei colori successivi.
Il colore grigio permette di scoprire eventuali difetti superficiali
che, all’esame precedente, possono essere sfuggiti. Una seconda
fase di stuccatura, in effetti, nel caso della Gambier Bay si è
resa necessaria per eliminare piccoli difetti che nella prima fase erano
“scappati” all’ispezione.
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Fase 2 – 1° colore
Con lo scafo rovesciato, il primo colore steso è stato il nero,
che è stato steso su tutto lo scafo senza effettuare nessuna
mascheratura. In questo modo si è pertanto steso un primo strato
di colore su tutto lo scafo.
Ne abbiamo ottento un enorme scarafaggione nero.
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Fase 3 – 2° colore
Sempre con lo scafo rovesciato, si è provveduto a mascherare
(proteggere) tutta la superficie che deve rimanere nera, tramite fogli
di carta e nastro in carta da carrozziere a bassa adesività.
Per impedire trafilamenti del nuovo colore sul nero, a causa di cattiva
tenuta del nastro, è stata data una veloce mano ancora di nero
lungo il bordo della mascheratura. Questo per utilizzare il colore stesso
come “sigillante”.
Questa metodica della 2^ mano del colore precedente lungo i bordi della
mascheratura è stata adottata per tutte le fasi successive e
non verrà più descritta per brevità.
Una volta mascherato il primo colore e “sigillato”, sempre
a scafo capovolto, è stato dato il 2° colore: il rosso-carena
(BK) e così tuttolo scafo (o quasi) è diventato uno scarafaggione
questa volta rosso.
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Fase 4 – inizio del “disegno mimetico”.
Fino ad ora, lunica mascheratura operata era stata quella della linea
di galleggiamento – una linea diritta; da adesso in poi si è
trattato di ripetere lo schema dello standard MS 32/15a.
La prima operazione è stata di raddrizzare lo scafo, per agevolare
il riporto dello schema.
Si è quindi proceduto a mascherare sull’opera morta, seguendo
fedelmente la geometria dell schema, le forme relative alla “macchie”
nere. Sempre usando nastro adesivo in carta.
Una volta completata tale mascheratura, abbiamo deciso di stendere (dei
tre colori restanti) quello che aveva minor campitura (minore estensione
di area) e pertanto è stato steso il Pale Grey (5-P).
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Fase 5 – successivo colore
mimetico
Una volta asciutto il 5-P, senza togliere nessuna delle mascherature precedenti,
si è provveduto ad applicare la mascheratura relativa al disegno
del 5-P, nonchè all'applicazione del colore successivo.
Poichè rimanevano solo due colori ed uno valeva l'altro, abbiamo
scelto l' Ocean Grey (5-O)
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Fase 6 - L'ultimo colore mimetico.
Una volta asciutto il 5-O, senza togliere nessuna delle mascherature precedenti,
si è provveduto ad applicare la mascheratura relativa al disegno
del 5-O.
Si è quindi applicato lo strato di colore finale: il Light Grey:
5-L. |
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Fase 7: il momento della verità
Attesa la corretta asciugatura del colore finale, abbiamo finalmente tolto,
con estrema cautela, tutte le mascherature e … ecco quello che ne
è uscito. |
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Fase 8– lo strato protettivo
Una volta controllati i risultati del lavoro (qualche piccolissimo ritocchino
lo abbiamo dato qua e là a pennello), abbiamo sruzzato con aerografo
i numeri “75” a prua, usando una mascherina precedentemente
preparata in foglio autoadesivo (frisket).
Poi abbiamo passato un paio di strati di spray di trasparente opaco protettivo.
Si tratta di una bomboletta apposita per belle arti.
Ciò allo scopo di creare un minimo di anti-graffio, visto che il
modello è navigante. |
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NOTA
Le foto, come si vede, sono state scattate all'aperto, in luce naturale
e risulta evidente come, a seconda delle condizioni di luce, lo stesso
colore appaia diverso.
E' facile infatti notare quanta differenza ci sia tra lo stesso colore
visto in piena luce invece che in ombra.
Le fotografie sono state scattate con lo scopo di avere un "record
di cantiere" e, per ogni fase, alla fine della fase con le condizioni
di luce del momento, con la pittura ancora fresca e quindi con scafo
intoccabile.
Per avere sempre le stesse condizioni di luce avremmo dovuto attendere
troppo e pertanto rallentare il lavoro; inoltre, dato che l'intera operazione
ha richiesto parecchi giorni, anche le condizioni atmosferiche non sono
state sempre costanti e di conseguenza la luce, oltre che in funzione
dell'ora, è variata per le differenti condizioni atmosferiche.
Solo le ultime due foto sono state fatte "posando" lo scafo
(asciutto) in modo che la stessa luce fosse favorevole in entrambe le
riprese.
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