L'LCM-3 è stato usato durante la II WW per lo sbarco in Normadia. E' stato usato per trasportare a terra uomini, materiali e mezzi. Il suo contributo è stato decisivo per la riuscita dello sbarco.
La sua evoluzione è stato L'LCM-6 anch'esso era destinato principalmente per il trasporto di merci e/o personale da nave-a-nave o da nave-a-terra, e differiva dal precedente solo per la lunghezza maggiore.
Questi scafi avevano una configurazione con due eliche e due timoni, lo scafo è in acciaio con l'unità di carico davanti e con un grande portellone apribile.
Il design della barca ne permetteva il trasporto a bordo delle navi più grandi.
Nel 1959, gli LCM-3/6 sono stati sostituiti con il più grande LCM-8 da 70 ton.
Anche l'LCM-8 è costruito in acciaio ed è alimentato da due motori diesel a 12 cilindri a V-71, ha due eliche e due timoni che sono controllati dalla pilot-house.
Nonostante lo scafo sia costruito in acciaio saldato il fondo è semirigido.
L'LCM-8 prevede un equipaggio di quattro uomini, un sottoufficiale comandante, un sottoufficiale addetto alla sala macchine, e due marinai di cui uno addetto alle armi.
CARATTERISTICHE
| Nome: |
Mechanized Landing Craft - LCM-8 |
| Lunghezza: |
22,5 m |
| Larghezza: |
6,4 m |
| Velocità: |
~ 22,2 Km/h |
| Autonomia: |
~320 Km a 16 Km/h a pieno carico |
| Motorizzazione: |
n° 2 - Detroit 12V-71 Diesel |
| Potenza: |
680 hp |
| Dislocamento a pieno carico: |
~ 95,5 ton |
| Capacità di carico: |
1 Carro M60 o M1 oppure 200 uomini |
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| Questa realizzazione è totalmente
autocostruita, per realizzarla è stata fatta una lunga ricerca su internet
per raccogliere foto e disegni (anche se con scarsi risultati all'epoca).
Le ordinate sono in balsa da 4 mm mentre lo scafo è in balsa da 3 mm
rivestito sul fondo e sul piano di carico con compensato di betulla da 0.4
mm.
Tutte le ringhiere, il pennone, le scalette sono in ottone/rame saldato.
Per la motorizzazione ho utilizzato due Speed 400 in diretta che sono
molto più che sufficienti per muovere il modello.
I motori sono controllati da un unico regolatore della Jety per
macchinine.
Gli assi delle eliche sono stati ricavati da tubo di ottone da 3x2 mm
mentre l'albero da un tondino di acciaio armonico da 2mm. Sugli assali ho
realizzato anche un rudimentale ingrassatore dell'albero.
I giunti utilizzati sono giunti a cardano della Graupner.
Per i timoni ho utilizzato un servo standard. Ho utilizzato un servo
standard anche per il movimento del portellone di carico, questo servo però
è stato modificato per la rotazione continua ed è controllato direttamente
da un piccolo circuito elettronico ON-OFF-ON con fine corsa di sicurezza.
Tutto l'impianto elettrico delle luci è funzionante ed anche il fanale
sopra la pilot-huose si accende quando il portellone è abbassato.
Il tutto è alimentato da 6 celle stilo da 1.600 mA
Lo spazio per l'elettronica è veramente misero tant'è che i motori sono
nascosti sotto il pianale di carico, e sono fissati ad una contro-ordinata di
vetronite a sua volta fissata all'ordinata maestra.
I particolari, sopratutto della pilot-house, sono minimi non avendo a
quell'epoca trovato troppa documentazione. Basti pensare che per fare lo
sviluppo delle ordinate sono partito dal disegno di Fig. 1. La foto NON è
stata ridimensionata è proprio quella da cui sono partito (grossa vero?)
Comandi abilitati 3:
· Motori
· Timoni
· Portellone di carico
Elenco componenti:
N° 1 Servo Std Hitec HS-300 per il timone.
N° 1 Servo Std Hitec HS-300 modificato per il portellone
N° 2 Speed 400 in presa diretta
N° 1 Regolatore di velocità Jety JES 300 CAR
N° 1 Ricevente 4 canali std
N° 1 Batterie Ni-Mh da 1.600 mA - 7.2 V
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