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Alfa Romeo – Alfa 75

Visitando la Fiera di Novegro di Settembre 2010 ho visto in uno stand espositore il modellino in scala 1/24 dell’Alfa 75, una vettura che ha dato molte soddisfazioni alla casa del biscione non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello delle vendite come berlina media per famiglia e come grande sportiva con le favolose versioni 2.0 TS, 1.8 Turbo America e 3.0 V6.
Ereditava dall’Alfetta e dalla Giulietta, una meccanica che ripartiva i pesi al 50% tra i due assi mediante lo spostamento sotto il sedile posteriore del gruppo cambio-differenziale ed il ponte posteriore De Dion che garantisce la perfetta aderenza alle ruote motrici in ogni condizione.
Ovviamente ha i suoi difetti come tutte le altre auto al mondo ma è sempre una grande Alfa, l’ultima vera nata dalle catene produttive della Casa di Arese.

Tutte le successive, a partire dalla 155 che l’ha sostituita, pur essendo ottime auto, sono Fiat mascherate da Alfa Romeo…
Nonostante le sue buone qualitò dimostrate in numerosissime occasioni, nessuna marca produttrice di modellini le ha dedicato uno spazio consono, se non nella scala 1/43.

L’unica che l’ha degnamente riprodotta in scala 1/24, seppur in versione giocattolo, è stata la Burago, nota casa di auto-modelli che in tempi meno soggetti a crisi ha inondato le nostre case quando eravamo bambini.
Bene, anch’io non avevo resistito al fascino del modellino della 75 della Burago, tanto più che posseggo anche la vettura vera in versione 1.6 benzina… un’affascinante idrovora che non conosce la vergogna in tema di consumi, però ancora capace di farmi battere il cuore con il rombo del suo motore bialbero a camme in testa DHCS.

Tornando alla Fiera di Novegro, mi sono informato sul modellino presso lo stand e mi hanno candidamente detto che era stato ricavato da un Burago opportunamente modificato e dopo averne creato lo stampo in silicone lo hanno clonato con l’impiego di resina.
Ovviamente io non ho le competenze per trattare questi materiali, però sono in grado di pasticciare con stucco di vetroresina e stucco metallico di finitura così ho deciso di darmi da fare sul mio modellino per ottenere un effetto molto simile.

Ho iniziato con la lavorazione dei parafanghi anteriori e posteriori applicando lo stucco con una piccola spatola per lavori artistici, rifinendoli con carta da carrozziere sempre piò fine. Lo scopo del materiale aggiunto era quello di allargare la carreggiata ed ospitare le ruote che avevo acquistato alla fiera.
Ho poi creato uno stampo per le minigonne e, per finire, lavorando un foglio di plasticard ho creato il paraurti anteriore dal disegno sportivo con le prese d’aria maggiorate e lo spoiler.
Ovviamente anche l’interno doveva essere riadattato perchè nel modello la base degli interni, uguale per ogni versione prodotta, prevedeva l’esistenza dei sedili anteriori e posteriori.
Ho quindi tagliato la parte posteriore mantenendo solo la cappelliera sotto lunotto e ricostruendo sempre con il plasticard, il pianale con l’ossatura del telaio. All’interno di questo va inserito il roll-bar a gabbia che ho ottenuto in parte mediante la lavorazione di alcuni pezzi di sprue avanzati da altri modelli ed in parte con pezzi di filo elettrico.
Partendo da un perno di legno per mobili e lavorandolo con trapano e carta vetrata ho ricavato l’estintore, mentre con filo elettrico da telefono (un filo sottile e rigido) ho realizzato l’impianto d’estinzione nell’abitacolo.
Ho creato la leva del cambio sollevata in posizione piò ergonomica ed il sedile anatomico del pilota, dotato di opportune cinture di sicurezza a sei punti, queste ultime create con nastro di carta da carrozziere dipinto di rosso a cui ho applicato le fibbie fotoincise.
Ho applicato un pannellino di plasticard sul cruscotto originale sul quale, mediante aerografia, ho ottenuto la strumentazione circolare sportiva e dopo aver realizzato la livrea bianco-rossa tipica dell’Alfa Romeo, ho assemblato il modello rifinendolo con il rinocerontico alettone posteriore, i ganci ferma-cofani e il tergicristalli centrale in fotoincisione.
Chiaramente presenta tutti i limiti di una lavorazione strettamente artigianale, unicamente manuale in ogni sua parte, tuttavia mi ha dato le sue soddisfazioni grazie a due visitatori della fiera di Verona, i quali mi hanno proposto i loro sei modelli Burago in cambio della mia…. immaginate un po’ la mia risposta?

Ora ho acquistato un nuovo modellino di 75 in versione Polizia dal quale intendo ricavare una serie di carrozzerie in resina per ottenere le versioni 1.8 turbo America, 2.0 T.S., 3.0 V6 ed ovviamente l’impareggiabile versione IMSA.
Molto lavoro decisamente, ma prima avrò necessitò di alcune lezioni dal nostro Presidente, Albino, molto pratico ed abile nell’utilizzo di gomma siliconica per stampi e resina da colata…però…piò difficile è l’obiettivo da raggiungere, piò gustosa è la soddisfazione.

Ciao e buon modellismo a tutti.

 

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