Nella stragrande maggioranza dei lavori di modellismo, ad un certo punto del lavoro occorre passare ad una fase cruciale:
la colorazione.
Senza colore un’opera non può dirsi completa e di sicuro non è realistica.
Ovviamente in ogni regola ci sono delle eccezioni, per esempio: i modelli navali costruiti in "ammiragliato" (dove quello che conta è far vedere la struttura della nave) oppure quelli didattici, finalizzati a far capire come "era fatto" l’originale o come funziona, nel quale caso è proprio il vedere i vari materiali componenti che aiuta a capire la tecnica usata per arrivare ad un determinato risultato.
Per secoli l’unico modo per applicare un colore è stato quello di stendere un qualche composto colorante con l’ausilio di un pennello, e solo in tempi relativamente recenti si è passati (ma non integralmente) a sistemi più meccanizzati, tramite l’uso dell’aria compressa che permette di spruzzare, nebulizzandolo, il colore sulla superficie da colorare.
L’uso dell’aerografo implica la disponibilità di due componenti essenziali e complementari:
un compressore ed un aerografo (o aero-penna), uniti tra loro da un tubetto flessibile.
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