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Brigantino “Le Cygne” 1806

Benchè i documenti che abbiamo potuto ritrovare per ricostruire la storia del “Cygne” siano poco numerosi,essi permettono di seguire la nave dalla messa in acqua nel settembre del 1806, fino alla sua perdita alla Martinica il 13 dicembre 1808.
Il brigantino“Cygne” è stato costruito a le Havre da Janez con i piani di costruzione dell’Ing. Pastel, messo in cantiere il 28 aprile del 1806 e messo in acqua il 12 settemre dello stesso anno.
Il Tenente di Vascello Emmanuel-Denis Trobriand (1769-1809) viene nominato comandante del “Cygne” il 2 ottobre 1806. Dopo la sua nomina egli arruola il suo equipaggio, provvede all’armamento e all’allestimento della nave e con una lettera del 22 ottobre, propone al Ministro della Marina di modificare l’artiglieria prevista nei seguenti termini:

“Ho saputo che era Vostra intenzione di fare armare la nave con 16 carronate da 24 libbre. Mio Signore permettetemi di farvi osservare che mi sarebbe più vantaggioso avere 14 carronate e 2 cannoni lunghi da 18 Lb. Che mi servirebbero molto in caso di caccia o di ritirata, le carronate sono più difficili da spostare e non hanno una lunga gittata.
Questo brigantino ha la capacità di portare questa artiglieria. Il suo armamento non è ancora iniziato e a bordo c’è solo la sua zavorra di ferro.”

Sanè, Ispettore generale del Genio marittimo fa conoscere la sua decisione con una nota del 2 novembre 1806 che crediamo utile riprodurre integralmente:

il Tenente di Vascello Trobriand, comandante del brigantino“Cygne” da 16 carronate da 24, propone a Sua Eccellenza di armare questo brik di due cannoni da 18 e da 14 carronate da 24. Egli crede che i due cannoni da 18 sarebbero molto più vantaggiosi per battere in caccia o in ritirata che le carronate.
Io osservo a questo proposito che questo nuovo armamento eccede di due tonnellate e mezza il peso progettato per le 16 carronate da 24 e qualunque cosa questo ufficiale presume che il brik “Cygne” costruito con i piani del “Sylphe” ha sufficiente capacità per sostenere lo sforzo del peso dell’armamento che lui propone, io non penso che si debba aumentare a piacere i pesi messi sopra il livello di navigazione in un bastimento nella specie di brik che è stato destinato a viaggiare veloce e che è già troppo carico con il peso delle 16 carronate molto alte al di sopra del ponte.
Se è riconosciuto e evidentemente dimostrato che le carronate non possono servire vantaggiosamente per battere in caccia o in ritirata, occorrerebbe armare i briks soltanto di 12 carronate da 24 e da 4 cannoni da 8 lunghi; due sarebbero piazzati davanti e due dietro, allora il nuovo armamento non eccederà in peso quello preventivamente previsto.”

A dicembre del 1806 il”Cygne” riceve l’ordine di andare da le Havre a Cherbourg alla prima occasione favorevole. Questa occasione si presenta dopo il 7 marzo 1807.
Alle 10,15 di sera il ”Cigne” mette in panna nella rada per ricevere la polvere che deve essergli consegnata dalla barca “le Bons Amis”. Il mare doveva essere forte e l’oscurità non facilitava i lavori per caricare due tonnellate di polvere costituenti la dotazione di un brik di quel tipo.
La barca dopo aver messo a bordo del brik una parte della polvere il suo capodibanda si deforma e sfonda il bordo. L’equipaggio però si salva.
L’otto marzo alle 8,20 del mattino, nuovo contrattempo; il forte dell’isola Marcouf non avendo riconosciuto i segnali di riconoscimento del “Cygne”, sparano sul brik 14 colpi di cannone dei quali 12 cadono a bordo; due uomini del “Cygne” vengono uccisi e cinque, due dei quali ufficiali, vengono feriti.
Il fuoco non cessa fino quando il “Cygne” va in avaria e mette le scialuppe in mare.
Si ha così la prova dell’efficacia delle batterie costiere agguerrite dai lunghi esercizi con le navi Britanniche e di poca efficacia dei collegamenti di quell’epoca.
Il 9 marzo, essendo il brik in avaria vicino l’isola Marcouf, rompe il bompresso con un forte colpo di beccheggio, ciò trascina la caduta dell’albero di trinchetto e l’albero di gabbia.
Il 10 marzo alle 4 del mattino, il “Cygne” alla fonda in venti piedi di acqua s’incaglia e non riesce più a governare, si libera e in avaria entra nella rada di laHougue.
Arrivato il 22 marzo a Cherbourg viene abbattuto in carena e si constata che la falsa chiglia è stata staccata per 22 piedi di lunghezza.
Le riparazioni durano fino all’ 11 maggio.
Una breve uscita nella Manica durante giugno fa apparire l’utilità di installare le cartonate a braga fissa, questa modifica viene realizzata e il 12 ottobre, Trobriand riceve carta bianca per effettuare tutte le incursioni utili sulla costa Inglese.
Una breve crociera dal 8 al 12 novembre gli permette di abbordare all’altezza di Portland, un bastimento Inglese da 26 cannoni probabilmente un vascello della Compagnia delle Indie che il “Cygne” è costretto ad abbandonare in seguito all’intervento di forze molto superiori.
Arriva in avaria a la Hougue il 9 novembre dopo aver sostenuto per tre ore il fuoco di una fregata Inglese.
Una nuova breve crociera dal 30 dicembre al 6 gennaio fa riconoscere le eccellenti qualità del “Cygne”.
Il 12 gennaio 1808, il “Cygne” alla fonda nella rada di Cherbourg un uragano trancia il suo cavo dopo aver rotto i pennoni, danneggia la chiglia, la poppa si rompe fino a cinque piedi dal tallone e la cinta viene sfondata in più punti; si porta l’artiglieria a terra e la nave viene sistemata per il 18 febbraio.
Troubriant supervisiona le riparazioni che durano fino al 30 aprile. Dopodichè viene nominato capitano di fregata al comando dell’Amphitrite.
Louis-Marie-Clèment Defresne, Tenente di Vascello, viene nominato comandante del “Cygne” e il 18 maggio riceve l’ordine di salpare per la Martinica con un carico di farina.
I tentativi fatti il 9 settemre rivelano che la nave imbarca 5 pollici di acqua in 24 ore. Un primo raddobbo non dà alcun risultato ma finalmente dopo un secondo raddobbo, a fine ottobre la nave è in rada pronta per la sua missione.
La flotta di spedizione e soccorso alla Martinica era composta dalla Venus, dall’Amphitrite, dalla Junon , dal “Cygne” e dalla Papillon.
L’equipaggio del “Cygne” era composto da 78 marinai inoltre 8 uomini della guarnigione del 1° Reggimento di artiglieria marina e 11 coscritti renitenti; il suo carico, oltre al suo approvvigionamento regolamentare, portava 300 barili di farina, un cannone da 12, uno da 8, 250 palle di cannone da 12, 250 palle da 8, 18 risme di cartocci e 30 di cartucce.
Il 13 novembre separato dalla divisione della quale faceva parte, incendia il Miliziano, nave Portoghese da 250 tonn., in navigazione da Lisbona in Irlanda con 16 uomini di equipaggio.

I documenti ufficiali dell’epoca ci indicano nel modo seguente la fine della breve carriera del “Cygne”:
12 Dicembre 1808:
Il “Cygne” mentre si stava dirigendo su Saint-Pierre (Martinica), viene obbligato dalla presenza del nemico, con una forza superiore, a mettersi alla fonda a Serou sotto la protezione delle batterie costiere.
Nello stesso giorno, otto navi, delle quali una fregata e una corvetta attaccano il brigantino.
Le navi nemiche vogliono abbordarlo e tre scialuppe armate e protette da queste, si dirigono verso il “Cygne” ma vengono affondate prima di arrivare; una fregata si avvicina al brik a portata di pistola con l’intenzione di abbordarlo, ma i colpi a mitraglia e la moschetteria del “Cygne” la costringono ad allontanarsi.
Quattro nuove scialuppe si accostano al brik ma 17 uomini di queste vengono fatti prigionieri mentre gli altri vengono uccisi.
La divisione Inglese maltrattata avendo avuto almeno 200 uomini uccisi, prendono il largo. Il “Cygne” non ha perso un uomo, solo 5 sono rimasti leggermente feriti.

13 Dicembre:
Il “Cygne” approfitta per salpare a remi e arrivare a Saint-Pierre, perchè una calma piatta tiene lontani, ma comunque a vista, sette navi nemiche delle quali tre fregate.
Una brezza si leva, le navi nemiche manovrano e riescono a cannoneggiare il “Cygne” il quale risponde con un fuoco intenso, ma un pilota per la navigazione costiera mulatto inviato da Saint-Pierre che fin dai primi colpi di cannone mostra la sua grande vigliaccheria, getta il brik sulle rocce della Garenne a circa 1 miglio e mezzo da quel porto.
Il “Cygne” non affonda.
M. Defresne si vede costretto ad abbandonare la nave dopo aver tentato di incendiarla; tuttavia il brik ha lo scafo pieno di acqua e si spera di riuscire a recuperare il carico e il suo armamento.
Il “Cygne” non ha avuto ne morti ne feriti.

15 Dicembre 1808:
I commercianti di Saint-Pierre offrono a nome della città una spada a M. Defresne e al suo equipaggio una somma per ricompensarli della perdita dei loro effetti.

 

Foto:

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