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“Deep sea trawlers” (Pescherecci a strascico in acque profonde) Master Hand

Erano tipiche imbarcazioni inglesi costruite a cavallo dell’ ’800-’900, erano molto robuste ed adatte alle condizioni delle acque del Nord, oceano Atlantico compreso.
Erano barche da lavoro, essenziali e ben costruite, senza fronzoli.
La pesca a “strascico” consiste essenzialmente nel filare a mare una lunga rete a forma di imbuto, trainata da una imbarcazione in movimento che la rimorchia.
Nel suo movimento continuo essa funziona come un “setaccio” che intrappola i pesci.
La maggior parte di essi, in fatti, non sono in grado di nuotare contro-corrente così da uscire dall’imboccatura della rete.
L’imboccatura della rete è tenuta aperta da una trave che, rimanendo trasversale, fa sì che essa non si chiuda.
Nel modello tale trave è mostrata stivata sul fianco, esternamente.
L’operazione, vista da bordo, avveniva con la rete filata in mare da un fianco e non da poppa (nel modello è il lato di sinistra). In questo modo, dato che lo sforzo si scaricava grosso modo a centro nave, si manteneva una certa possibilità di manovra, cosa viceversa molto più difficoltosa se il natante fosse stato tenuto da poppa.
Ovviamente, trattandosi di una nave a vela, con un traino su un fianco l’andatura era di bolina con un forte scarroccio.
Lo sforzo di traino era notevole, la distanza tra nave e rete variava in continuazione per effetto delle oscillazioni della prima (soggetta a beccheggi e ondulazioni per via del movimento sulle onde) rispetto alla seconda che, immersa, aveva un andamento più regolare.
Questa continua variazione di distanza avrebbe comportato colpi e strappi di forte intensità tali da compromettere (a lungo andare) la stessa integrità della struttura del natante.
Una soluzione era quella di intestare il cavo di traino su un apposito verricello a vapore, in grado di seguire gli allungamenti e gli accorciamenti del cavo stesso.
Sul modello è piazzato all’incirca a metà nave e si presenta come un verricello con asse verticale.
Il modello, in scala 1:75 riproduce un famoso “trawler” che era basato a Lowestoft nell’Inghilterra sud-orientale.

La documentazione si cui ci si è basati per la costruzione è il libro: “Sailing Trawlers” di Edgar J. March, ed. David & Charles 1981 – ISBN 0 7153 4711 X.
Tale libro (384 pagg.) è suddiviso all’incirca in due sezioni. Nella prima parte traccia la storia della pesca a strascico e delle sue imbarcazioni, nella seconda, descrive con corredo di foto e schizzi, il “Master Hand”.

 

Immagini:

 

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