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Gambier Bay CVE-73 – I supporti di sostegno della teca

            

Continuando con la realizzazioni delle parti interne, è stata la volta del sistema di sostegno del modello, in mostra statica, in teca.
Si è scelto di sostenere il modello in teca con sole due colonnine: un metodo che, apparentemente, fa “galleggiare” la nave nella teca.
Questa soluzione, visivamente accattivante, quando applicata ad un soggetto lungo più di due metri e del peso di circa 15 Kg (senza la zavorra per la navigazione) comporta la soluzione di problemi strutturali, derivanti dalle spinte laterali che devono essere contrastate dal sistema di supporto.
Il modello, infatti, deve essere in grado di sopportare tutti gli sforzi derivanti sia dagli spostamenti a mano, sia dal trasporto su strada, senza contare il superamento di ostacoli quali scale, rampe o altro.
Se nel senso longitudinale il problema si risolve con il fatto che i supporti sono due ed allineati con la mezzeria della nave, nel senso laterale il problema è ben diverso e richiede una soluzione che abbia la necessaria robustezza e dia sufficiente affidabilità.
Da ultimo non bisogna dimenticare che il modello è anche navigante quindi il sistema di supporto deve permettere un agevole smontaggio e rimontaggio, infine esso deve essere costruito in modo da garantire una assoluta tenuta all’acqua.
La soluzione è stata trovata mediante il seguente sistema:
All’interno dello scafo sono stati sistemati e saldamente fissati due tubetti verticali ad una estremità dei quali è stato saldato un bullone in ottone del tipo “cieco” (chiuso – in pratica un tappo filettato).
I due tubetti sono lunghi tanto da avere la testa (col dado) più alta della linea di galleggiamento. L’altra estremità è aperta in basso ed attraversa lo scafo: in altre parole lo scafo presenta due fori nella chiglia, praticamente invisibili se non andando a cercarli al di sotto dello scafo. Ora, dato che i tubetti sono sigillati allo scafo e fanno tenuta perfetta, abbiamo che l’acqua può sì entrare nei tubetti, ma per la legge dei vasi comunicanti sale solo fino al livello dell’acqua esterna e pertanto non può tracimare all’interno dello scafo.
Attraverso i due tubetti, dal basso verso l’alto entrano due barrette filettate con testa esagonale che attraversano, nell’ordine:
la base della teca, le colonnine di supporto e lo scafo, fino a raggiungere i dadi ciechi superiori.
Le colonnine sono di dimensioni ridotte (4 cm di altezza), sono realizzate in plexiglass trasparente a sezione ottagonale e presentano al centro un foro entro il quale è incastrato un tubetto uguale a quello sistemato all’interno dello scafo.
Quando si serrano le due barrette filettate (da sotto la base) si realizza un complesso rigido che va in tensione ed è in grado di supportare sollecitazioni dinamiche trasversali anche di notevole entità, quali quelle che si possono verificare durante un trasporto (per una mostra o altro).
Sul discorso dei fori nello scafo, è interessante ricordare che, nella realtà, tutte le navi presentano numerosi fori nello scafo, sia sopra la linea di galleggiamento, sia al di sotto. E’ pertanto falsa la comune credenza che gli scafi siano perfettamnete stagni e con superficie uniforme.
I fori, di diametro variabile da poche decine di millimetri a dimensioni anche rispettabili, hanno svariate funzioni.
Le più importanti sono: la presa acqua mare per il raffreddamento dei motori e relativo scarico di acqua calda.
Nel caso di macchine a vapore la presa e lo scarico dei condensatori del vapore esausto; la presa per i dissalatori per la produzione di acqua potabile; gli scarichi della sentina, gli scarichi dell’acqua imbarcata sui ponti (pioggia, mare in tempesta) ; gli scarichi dei servizi igienici, della cucina. Sonde e sensori (ecoscandaglio, sonar, etc.). Senza contare le uscite per le eliche ed i timoni.
Purtroppo non disponiamo dei necessari documenti per localizzare i fori sullo scafo della nostra Gambier Bay, ma un documento USA autentico (1945) che dettagliatamente elenca tali fori per un cacciatorpediniere di scorta (con indicazione per ognuno di diametro, posizione e funzione) ne elenca ben 42.
Persino una semplice barchetta a remi ha il tappo per lo svuotamento dell scafo!
Lo schema seguente esemplifica il concetto del supporto.

I componenti reali costruiti sono mostrati nel seguito.
La prima immagine ritrae i due tiranti ed i corrispondenti tubetti interni con dado cieco saldato ad una estremità e destinati ad essere fissati stabilmente all’interno dello scafo, la seconda ritrae gli stessi tiranti vicini alle due colonnine destinate a reggere il peso dello scafo nella teca per mostra statica.

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