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Gambier Bay CVE-73 – Il ponte di volo

            

La costruzione del ponte di volo è una “faccenduola” che, a prima vista, può sembrare semplice in quanto si tratta di una superficie piatta e pertanto facilmente ricavabile da una lastra di un qualsiasi materiale.
Ma non è così.
Limitandoci al solo ponte di volo, escludendo pertanto le balconate che lo affiancano (e che verranno affrontate più avanti), se osserviamo da vicino come era fatto quello vero cominciamo a vedere che ci sono una quantità di dettagli che, in un modello in scala fedele, debbono obbligatoriamente essere riprodotti.

In primo luogo si osserva che la superficie del ponte è costituita da doghe in legno con andamento trasversale, inframmezzate (ogni 12-14 doghe) da un profilato in ferro (con sezione a “U” rovesciata) con una peculiare sagomatura.
Queti elementi superficiali erano fissati sul ponte metallico sottostante.
Tale profilato, anche lui con andamento trasversale, parallelo alle doghe, aveva due funzioni:
la prima era quella di drenare l’acqua e i vari liquidi che cadevano sul ponte stesso (l’incavo della “U” formava il canaletto di sfogo)
la seconda era quella di fornire un appiglio per i cavi di ormeggio degli aerei per impedire agli stessi di cadere in mare a causa dei movimenti della nave in acque agitate che potevano essere anche molto accentuati (vedi foto sotto).
Ancora: sul ponte ci sono due grandi aperture in corrispondenza dei due ascensori i cui bordi sono in lamiera, lo scasso della catapulta (la feritoia attraverso la quale il gancio di catapulta spuntava da sotto il ponte per agganciare il cavo di lancio dell’aereo), le aperture per i rulli dei cavi di appontaggio (9 coppie), le aperture per i cavi di arresto (3 coppie) e una quantità di piccoli fori rettangolari che contenevano la luci per gli appontaggi in scarsa visibilità (imbrunire, foschia, etc.)

La nostra scelta è caduta su di un ponte costitruito a partire da una lastra di plastica di 3mm di spessore.
Il primo problema pratico è stato quello di come fare per praticare tutti i vari fori, visto che l’impiego di un qualsiasi tipo di seghetto, sia manuale, sia elettrico non avrebbe dato dei risultati soddisfacenti in termini di precisione.
E’ a questo punto che abbiamo trovato un nuovo sponsor che, disponendo di una machina a taglio laser, si è gentilmente offerto per eseguire tale taglio con una perfezione per noi, poveri esserei umani, incredibile.
il procedimento prevede che venga redatto un disegno (autocad o simile) che riproduca esclusivamente le linee di taglio; successivamente tael disegno viene inserito nel SW di controllo della macchina a taglio laser. Il SW di controllo trasforma il disegno CAD in un file interno (tracciato di taglio) che viene perfezionato dall’operatore (inserimento degli angoli di innesco, ottimizzazione del percorso della testa tagliante).
A questo punto non resta che posizionare il foglio da tagliare sul piano di lavoro, azzerare la posizione di partenza della testa di lavoro, per essere certi che il taglio avverrà sul foglio e non traborderà, richiamare dal posto-macchina il file corrispondente ed avviare il processo. Il taglio avviene grazie ad un raggio laser di potenza che letteralmente vaporizza il materiale che attraversa. La larghezza del taglio dipende dalla macchina, nel nostro caso circa 0,5 mm.

a sinistra la testa laser in azione (praticamente non si vede niente) a destra durante il taglio, si nota appena il solco lasciato nelle parti già tagliate.

Il taglio avviene senza contatto meccanico tra testa-laser e pezzo, la lastra è semplicemente appoggiata sul piano.
Per semplificare il concetto, la macchina si comporta come un plotter, solo che invece di disegnare, taglia.
In pochi minuti tutti i fori, piccoli e grandi, nochè la forma perimetrale erano finiti. Il ponte è risultato suddiviso in due parti in corrispondenza del giunto di dilatazione centrale della nave vera. In questo modo avremo due metà (all’incirca uguali) che permetteranno di accedere all’interno del modello con maggiore facilità.

a foto mostra i pezzi tagliati e visti da sotto, per apprezzare meglio la forma ottenuta. I due piani costituenti le piattaforme degli ascensori sono stati ricavati separatamente.

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