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Gambier Bay CVE-73 – La colorazione del ponte

            

Il ponte di volo ricoperto con pazienza e passione con microlistelli di legno, nella realtà era dipinto in “revised deck blue”.
Ci è un pò dispiaciuto nascondere tanto lavoro, ma la fedeltà della riproduzione è più importante.
Il colore, nella esatta sfumatura, ci è stato gentilmente fornito dal Dr. Toffano della Puravest.
Per poter riprodurre sia il numero “73” a prua in nero opaco, sia le linee tratteggiate che delimitano il ponte (bianco opaco) è stato adottato il sistema della mascheratura a “ritroso”.
Per conservare l’aspetto del legno, così come nella realtà, non è stata operata nessuna operazione di stuccatura: la superfice del ponte è stata sottoposta direttamente alla colorazione.
Per ottenere una colorazione uniforme senza abbondare con il colore, tutte le fasi dell’operazione sono state eseguite a spruzzo.
In primo luogo il ponte grezzo è stato spruzzato con strisce continue bianche e poi, dopo aver protetto le stesse, con una bella macchiona nero opaco nella posizione destinata ad essere occupata dal numero a prua.
Una volta ben asciutti i due colori, sono state applicate due strisce continue di nastro adesivo (della giusta larghezza) sulla posizione indicata dai disegni per le linee tratteggiate dei bordi pista.
Con un compasso a due punte si è provveduto a riportare sulle strisce i punti di interruzione tra un tratto bianco ed il successivo, si è tagliato il nastro adesivo ed asportate le parti inutili. Sono rimasti tanti rettangolini di nastro adesivo.
In questo modo i vari tratti intermittenti sono risultati tutti perfettamente allineati.
Dopo aver provveduto a proteggere la macchia nera con un foglio di carta, abbiamo nuovamente spruzzato il bianco sopra alla mascheratura delle linee bianche.
Tale operazione di “raddoppio” permette al colore, ancora bianco, qualora passasse “sotto” alla mascheratura, di sigillare la maschera stessa ed impedire, quando si cambierà colore, che quello nuovo (diverso) faccia lo stesso, rovinando tutto.
Per il numero 73, di dimensioni ragguardevoli, è stato scelto un approccio “analogico”.
Avendo a disposizione il disegno della nave già in scala corretta col modello, su questo è stato semplicemente sovrapposto un foglio A4 di “frisket” (un’adesivo particolare, trasparente che si usa in grafica, dotato di foglio protettivo anche lui semi-trasparente) che ha permesso di ritagliare, con sgarzino e righello, la sagoma esatta delle due cifre.
Lo “sgarzino” è nient’altro che un bisturino da grafica, ma va benissimo anche il classico “cutter”, magari del tipo leggero.
I numeri dovevano essere letti dal pilota in arrivo (da poppa) con assetto già fortemente angolato e per questa ragione i numeri sono disegnati con un certo allungamento longitudinale.
Contrariamente ad altre navi, sulla Gambier Bay tali numeri comparivano solo a prua.
Una volta ottenute le due maschere delle cifre, esse sono state collocate nella esatta posizione sopra alla macchia di nero opaco.
Anche in questo caso è stata data una seconda mano di nero opaco, sempre per sigillare la mascheratura.
Solo adesso, una volta essicate le due seconde mani di bianco e di nero, si è dato il colore del ponte, il famoso “revised deck blue – un blu molto scuro.
Una mano di colore, data con areografo industriale anzichè con una aeropenna da modellismo, è stata sufficiente per ottenere una uniforme sfumatura, preservando l’aspetto legnoso del rivestimento del ponte.

l’ultima immagine dà un’idea di come un pilota in avvicinamento poteva vedere il ponte della nave verso la quale si stava dirigendo.

 

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