La costruzione
del modello (7^ parte)
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| Il lavoro si sta sviluppando anche in
altri settori della nave: per esempio il castello.
Dai disegni e dalle foto esso si presenta come una incastellatura molto
sottile e relativamente semplice, sormontata da una struttura reticolata
compatta e abbastanza "mossa".
Su questa struttura, di diversi piani, insistono varie apparecchiature
quali riflettori, altoparlanti, sirene ed altro.
L'elemento di sicuro spicco è costituito dalla antenna del radar
"SK" (detta a "materasso") di notevole volume.
La nave portava tre diverse antenne radar, le altre due, decisamente più
piccole, sono piazzate alla sommità di un alberetto a poppavia
del radar SK.
L'originale SK era costituito da una struttura reticolare quadrata di
5,1 mt. di lato e pesante ben 2 tons.
Trovare una documentazione dettagliata di tale antenna è impresa
ardua perchè i documenti al riguardo sono pochi, poco chiari ed
in certi punti anche contradditori.
Anche le foto di questa apparecchiatura sono piuttosto rare e difficilmente
ben a fuoco.
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L'idea è quella di far ruotare
tutti e tre i radars. L'impresa non è facile in quanto tutti i
meccanismi debbono essere resi invisibili ed il rispetto delle dimensioni
deve essere necessariamente rigoroso.
Una ulteriore complicazione deriva dalla necessità di rendere le
parti meccaniche accessibili per eventuali riparazioni o aggiustaggi;
l'accessibilità comporta la realizzazioni di parti smontabili che
non vanno d'accordo (solitamente) con un modello con particolari piccoli
e delicati.
Il movimento è dato da un unico motorino elettrico (con riduttore
di giri incorporato) sistemato all'interno della parte chiusa del castello.
Osservando il disegno si deve notare come gli assi di rotazione dei tre
radars non coincidono con nessuna struttura verticale e pertanto permane
il problema di come portare il movimento meccanico dal motorino elettrico
ai vari elementi rotanti.
Nella realtà i motori erano ovviamente sistemati al di sotto delle
relative antenne, in scala 1:72 questo è materialmente impossibile.
Si è trovata una soluzione inserendo nella struttura un sottile
asse verticale in ottone (meno di 1mm di diametro) che non viene praticamente
notato, confondendosi con l'intreccio di profilati che costituiscono la
struttura reticolare del traliccio.
Tale asse porta il moto dal motorino (nascosto nella parte bassa) fino
al livelli del quarto terrazzamento sopra il ponte di comando, quello
sul quale è posizionata la base del radar SK.
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il radar più grande è il famiegrato SK, quello più
in alto è il tipo YE , mentre il tipo SG è quello piccolino
alla base dell'YE, all'incirca ad una quota che corrisponde alla sommità
del tipo SK.
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Per la cronaca, il tipo SK era un radar per la ricerca e scoperta aerea,
con un raggio di azione di circa 100 miglia nautiche a 10,000 piedi;
il tipo SG era un radar per la ricerca e scoperta di superficie, con
una portata massima di circa 22 miglia marine; infine il tipo YE era
un radio-faro per permetter agli aerei in volo di ritrovare la propria
nave al rientro.
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La costruzione della struttura portante procede di
pari passo con la costruzione dell'antenna del radar SK.
Tale radar era formato da tre parti.
La prima era la struttura portante: un intricato telaio tralicciato
avente la funzione di dare la necessaria rigidità a tutto il
complesso che doveva essere in grado di contrastare venti anche di forte
intensità ed inclinazioni (spostamento del baricentro) altrettanto
notevoli, e tutti gli sforzi meccanici erano concentrati su un assale
collegato alla base in modo tale da permettere la rotazione di tutto
il complesso.
La seconda era la parte "ricevente" dell'antenna. Nel caso
dell'SK tale parte era costituita da parti reticolari e da parti costituite
da fili stesi sia orizzontalmente, sia verticalmente.
La terza era la parte "emittente" ed era formata da numerosi
dipoli (di varie forme) sistemati davanti alla parte ricevente ed elettricamente
isolata da questa.
L'antenna presentava in alto una appendice che aveva una funzione diversa:
era un'antenna IFF (If Friend or Foe) per il riconoscimento automatico
di aerei propri o nemici. L'aereo investigato era dotato di un "trasponder"
che, opportunamente regolato, era in grado di "rispondere"
automaticamente con un ben determinato codice, quando "interrogato"
da un altrettanto ben preciso codice.
La parte "emittente" di questa appendice era a sua volta isolata
elettricamente da tutto il resto.
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queste foto mostrano l'antenna SK parzialmente costruita vista rispettivamente
di fronte e da dietro.
La struttura portante è solo quella necessaria a costruire il
modello (altre reticolature seguiranno, ma non avranno una efficacia
reale, saranno posticce), la parte ricevente è tutta a posto,
sono posizionate le antenne emittenti dell'IFF (le barrette verticali
in alto) e la parte emittente centrale (16 "baffetti"), mancano
ancora gli emettitori ausiliari.
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| Il complesso delle antenne posa su
un piano di forma elissoidale con una estremità allungata. L'alberetto
di trasmissione verticale arriva in un punto che non coincide con nessuno
degli assi di rotazione. Un sistema di piccoli ingranaggi trasmette il
moto in avanti al radar SK ed all'indietro ad un secondo albero verticale
che arriva alla piccola piattaforma in cima all'asta che si vede nel disegno,
dove sono piazzati gli altri due radar. |

La ruota motrice è la seconda da sinistra (in ottone, sotto si
vede l'asse di rotazione verticale che proviene dal motore sistemato
in basso); l'ingranaggio all'estrema sinistra (recuperato da una vecchia
sveglia) è quello che fa ruotare il radar SK; le tre rotelline
rosse, tutte uguali, hanno il solo scopo di spostare il moto verso destra
per muovere la ruota bianca alla estrema destra che è quella
che sarà impegnata a far sì che ruoti l'asse interno all'asta
che sosterrà la piattaforma alta per gli altri due radar. (questi
ultimi particolari ancora da realizzare).
Questa foto mostra il meccanismo che sarà chiuso da un coperchio
tenuto con 8 bulloncini micro e lo spessore finale del piano, coperchio
compreso, sarà di 3,5 mm.
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