Uno dei problemi con scafi naviganti radiocomandati
è che essi devono contenere al loro interno tutta una serie
di apparecchiature.
Come minimo una radio ricevente (con la sua batteria), un servocomando
per il timone ed un altro per comandare i motori.
Nel caso del modello che andiamo costruendo, i motori di trazione
(come già detto in precedenza) sono due tra loro indipendenti,
allo scopo di aggiungere manovrabilità ad uno scafo che
altrimenti sarebbe di difficile gestione, viste le dimensioni
e le masse in gioco.
Questa soluzione implica che all'interno dello scafo ci saranno
due motori, due servi ed una batteria di grande capacità.
Nel nostro modello ci saranno anche altri servi e/o meccanismi
per i cosiddetti "effetti speciali".
Alcuni sono semplici circuiti elettronici, altri sono apparati
elettromeccanici.
I primi occupano uno spazio minimo e possono essere posizionati
ovunque, richiedono solo alcuni fili di collegamento, mentre i
secondi generalmente hanno un ingombro significativo e debbono
essere posizionati in allocazioni ben precise.
La situazione ideale prevede di avere a disposizione tutti o la
maggior parte dei meccanismi prima di procedere alla costruzione
dello scafo, per permettere di verificare a priori come esse possano
essere posizionate e fissate in modo corretto all'interno e, all'occorrenza,
procedere ad aggiunte o modifiche opportune quando ancora esse
sono possibili senza particolari sforzi.
Il fattore peso non va trascurato: le varie compomenti interne
vanno sistemate il più in basso possibile e cercando di
far sì che il baricentro risulti sempre sulla verticale
della mezzeria della nave.
Il meccanismo più grande previsto per la Gambier Bay è
senza dubbio l'ascensore che si muove verticalmente dall'hangar
al ponte di volo e viceversa.
Per poter verificare la sua collocabilità esso è
stato realizzato (e provato a secco) in anticipo.
Si tratta, tutto sommato, di un sistema relativamente semplice
che funziona grazie ad una barra filettata verticale che ruota
sul suo asse (mediante un motorino elettrico) e così facendo
muove in senso verticale una bussola sulla quale è fissata
una mensola a sbalzo che, a sua volta, porterà il piano
dell'ascensore.
Una guida trasversale (con cuscinetti a sfere alle estremità,
visibile in una foto) impedisce gli spostamenti laterali durante
il movimento.
L'ossatura del sistema è stata realizzata interamente in
ottone saldato ed è prevista essere fissata sotto il piano
del ponte di volo, nella posizione corrispondente all'ascensore
di prua.
Un paio di fine corsa ed un
semplice
circuito completano il sistema che funziona con un solo impulso:
ad ogni impulso inizia la corsa che si arresta solo a corsa completata,
a questo punto il circuito blocca il motore e lo predispone alla
corsa inversa che inizierà solo al ricevimento di un nuovo
successivo impulso.