| Continuando con la realizzazioni delle
parti interne, è stata la volta del sistema di sostegno del modello,
in mostra statica, in teca.
Si è scelto di sostenere il modello in teca con sole due colonnine:
un metodo che, apparentemente, fa "galleggiare" la nave nella
teca.
Questa soluzione, visivamente accattivante, quando applicata ad un soggetto
lungo più di due metri e del peso di circa 15 Kg (senza la zavorra
per la navigazione) comporta la soluzione di problemi strutturali, derivanti
dalle spinte laterali che devono essere contrastate dal sistema di supporto.
Il modello, infatti, deve essere in grado di sopportare tutti gli sforzi
derivanti sia dagli spostamenti a mano, sia dal trasporto su strada, senza
contare il superamento di ostacoli quali scale, rampe o altro.
Se nel senso longitudinale il problema si risolve con il fatto che i supporti
sono due ed allineati con la mezzeria della nave, nel senso laterale il
problema è ben diverso e richiede una soluzione che abbia la necessaria
robustezza e dia sufficiente affidabilità.
Da ultimo non bisogna dimenticare che il modello è anche navigante
quindi il sistema di supporto deve permettere un agevole smontaggio e
rimontaggio, infine esso deve essere costruito in modo da garantire una
assoluta tenuta all'acqua.
La soluzione è stata trovata mediante il seguente sistema:
All'interno dello scafo sono stati sistemati e saldamente fissati due
tubetti verticali ad una estremità dei quali è stato saldato
un bullone in ottone del tipo "cieco" (chiuso - in pratica un
tappo filettato).
I due tubetti sono lunghi tanto da avere la testa (col dado) più
alta della linea di galleggiamento. L'altra estremità è
aperta in basso ed attraversa lo scafo: in altre parole lo scafo presenta
due fori nella chiglia, praticamente invisibili se non andando a cercarli
al di sotto dello scafo. Ora, dato che i tubetti sono sigillati allo scafo
e fanno tenuta perfetta, abbiamo che l'acqua può sì entrare
nei tubetti, ma per la legge dei vasi comunicanti sale solo fino al livello
dell'acqua esterna e pertanto non può tracimare all'interno dello
scafo.
Attraverso i due tubetti, dal basso verso l'alto entrano due barrette
filettate con testa esagonale che attraversano, nell'ordine:
la base della teca, le colonnine di supporto e lo scafo, fino a raggiungere
i dadi ciechi superiori.
Le colonnine sono di dimensioni ridotte (4 cm di altezza), sono realizzate
in plexiglass trasparente a sezione ottagonale e presentano al centro
un foro entro il quale è incastrato un tubetto uguale a quello
sistemato all'interno dello scafo.
Quando si serrano le due barrette filettate (da sotto la base) si realizza
un complesso rigido che va in tensione ed è in grado di supportare
sollecitazioni dinamiche trasversali anche di notevole entità,
quali quelle che si possono verificare durante un trasporto (per una mostra
o altro).
Sul discorso dei fori nello scafo, è interessante ricordare che,
nella realtà, tutte le navi presentano numerosi fori nello scafo,
sia sopra la linea di galleggiamento, sia al di sotto. E' pertanto falsa
la comune credenza che gli scafi siano perfettamnete stagni e con superficie
uniforme.
I fori, di diametro variabile da poche decine di millimetri a dimensioni
anche rispettabili, hanno svariate funzioni.
Le più importanti sono: la presa acqua mare per il raffreddamento
dei motori e relativo scarico di acqua calda.
Nel caso di macchine a vapore la presa e lo scarico dei condensatori del
vapore esausto; la presa per i dissalatori per la produzione di acqua
potabile; gli scarichi della sentina, gli scarichi dell'acqua imbarcata
sui ponti (pioggia, mare in tempesta) ; gli scarichi dei servizi igienici,
della cucina. Sonde e sensori (ecoscandaglio, sonar, etc.). Senza contare
le uscite per le eliche ed i timoni.
Purtroppo non disponiamo dei necessari documenti per localizzare i fori
sullo scafo della nostra Gambier Bay, ma un documento USA autentico (1945)
che dettagliatamente elenca tali fori per un cacciatorpediniere di scorta
(con indicazione per ognuno di diametro, posizione e funzione) ne elenca
ben 42.
Persino una semplice barchetta a remi ha il tappo per lo svuotamento dell
scafo!
Lo schema seguente esemplifica il concetto del supporto.
|