Per il concorso relativo al caccia da combattimento,
indetto nel 1936, vi partecipò l’A.U.S.A. (Aeronautica
Umbra S.A.), con sede a Foligno, con un suo progetto: il T.18.
Progettato nel 1934, come biposto, dall’ing. Felice Troiani (da
cui la sigla T, mentre 18 si riferisce alla mq. alare), subì
una costante elaborazione (con l’utilizzo anche di una galleria
del vento) sino al 1937, divenendo definitivamente monoposto.
Basato su una struttura tubolare metallica al cr-mb saldata, e rivestimento
esterno in lamine di duralluminio, si presentava come un velivolo ad
ala bassa, monomotore e monoposto.
La struttura della fusoliera risultava a sezione triangolare.
L’armamento consisteva nelle solite 2 mitragliatrici Breda-Safat
da 12,7mm. posizionate però nel piano centrale dell’ala
e quindi sparanti fuori dal disco dell’elica.
Il carrello era triciclo, con quello anteriore a retrazione interna.
L’abitacolo risultava chiuso con una capottina scorrevole in avanti.
Il motore, a differenza degli altri aerei proposti, era un Fiat A.80
RC.41 da 1.000hp. spingente un’elica Fiat-Hamilton tripala metallica
a passo variabile in volo.
Il prototipo, acquisito con contratto N°78 e Matricola Militare
363, effettuò il suo I° volo il 22/04/1939 sul campo di Viterbo
nelle mani del collaudatore Giovanni Roccato, dopo aver inizialmente
effettuato in data 21/03/1939 alcuni rullaggi sulla pista di Foligno.
Venne poi trasferito in data 20/07/1939 a Guidonia per i collaudi militari,
ed il 18/08/1939 effettuò anche prove di tiro sul poligono di
Furbara.
Nel contempo, per migliorane le prestazioni, la ditta mise a punto una
nuova capottatura motore con ridotta sezione frontale, caratterizzata
dalle carenature per i bilancieri delle valvole e l’adozione di
un’ogiva per l’elica.
Pertanto in data 23/02/1940 il velivolo rientrò a Foligno per
le modifiche, ritornando in data 21/06/1940 a Guidonia con l’aggiunta
di una nuova livrea mimetica.
Venne nuovamente collaudato, oltre che da Roccato, anche da Tondi e
Mantelli, riportando comunque una valutazione complessivamente positiva.
Anzi lo stesso Mantelli lo propose, in versione biposto, come successore
del Breda Ba.65.
In data 05/11/1940 il velivolo venne preso in carico dalla Regia, che
ne decise il suo decentramento sull’aeroporto di Orvieto, operazione
questa effettuata dallo stesso Mantelli.
Da quel momento si persero definitivamente le tracce, per cui al momento
non si hanno notizie certe sulla sua fine.