Al 15/01/42 la strategia
di attacco contro bersagli americani spinse il Kaigun Gunreibu (Comando
supremo operativo) ad elaborare mezzi per tali compiti.
La marina giapponese nel suo 4° programma di adeguamento decise la
costruzione di 18 sommergibili della classe I-400.
Erano battelli con caratteristiche particolari: stazza di 4.500t., raggio
d’azione di quasi 76.000km. alla velocità di 14 nodi, e,
soprattutto, caratterizzati dalla presenza di un hangar interno capace
di trasportare 2 aerei, che avrebbero utilizzato una catapulta posizionata
verso la prua.
Il raid del 18/04/42, con cui i B-25 di Doolittle colpirono il territorio
giapponese, accelerarono le decisioni.
Il 15/05 il Kaigun Koku Hombu (Stato Maggiore del’aviazione di marina)
emise le specifiche per tale programma.
Nell’ambito di questo progetto, nel 42 venne incaricata la Aichi
Kokuti K.K. di progettare e realizzare il velivolo per tale compito.
Secondo le specifiche incluse nel piano 17-Shi (anno '42), venne sviluppato
il bombardiere per attacchi speciali (programma per la realizzazione di
progetti destinati a particolari situazioni, che culmineranno con il progetto
Kamikaze): il modello AM-24, poi siglato M6A1 Seiran (nebbia di montagna).
Da segnalare che inizialmente venne deciso di sviluppare il D4Y1 Suisei,
ma risultò impossibile ottenere quanto richiesto dal progetto,
cioè il poterlo inserire nel previsto hangar del diametro di 3,50mt.
del sommergibile.
Tra le modifiche introdotte dalla ditta furono gli scarponi , che posizionati
su una carreggiata molto larga, potevano essere sganciati in volo.
Gli stessi scarponi, che ricordavano quelli dei Macchi e dei Supermarine
della Coppa Schneider, risultando agganciabili alle ali, sarebbero stati
stivati nell’hangar ed agganciati solo al momento del lancio con
la catapulta.
Il lancio sarebbe avvenuto grazie ad una incastellatura metallica che
si sarebbe agganciata a 4 punti in fusoliera.
Situazione questa che avrebbe potuto permettere il lancio anche senza
gli scarponi.
Il progetto venne affidato ad un team di progettisti: Norio Ozaki, Yasushiro
Ozawa, e Morishige Mori, che studiarono ampiamente, oltre al velivolo,
il modo di inserirlo nel previsto hangar del sommergibile.
In contemporanea venne studiata anche una versione parallela per l’addestramento,
che venne designata: M6A1-K Nanzan (montagna del sud), caratterizzata
dall’assenza degli scarponi, sostituiti da un normale carrello triciclo
retrattile.
L’abitacolo era previsto per 2 uomini: pilota ed osservatore/mitragliere.
Il seggiolino posteriore poteva ruotare di 180° in modo che si potesse
utilizzare la mitragliatrice Tipo 2 (costruita su licenza della tedesca
MG.131) da 13mm. per la difesa posteriore.
La motorizzazione era affidata ad un Aichi AE1P Atsuta 30 a 12 cilindri
a V invertiti da 1.400hp. (DB.601 costruito su licenza).
La struttura era interamente metallica con particolari in legno, come
i pannelli interni per la strumentazione oppure i flaps.
Gli stessi flaps, elaborati da quelli del E16A1 Zuiun, risultavano composti
da 2 parti, tra loro articolate, in modo da poter essere piegati sino
a 90°.
Si provvide a realizzare un simulacro ligneo, sul quale vennero provate
le soluzioni.
Le ali vennero incernierate in modo da poter essere ruotate e ripiegate
di 90° e posizionate lungo la fusoliera (analogamente a quanto previsto
per i caccia amricani Grumman Wildcat, Hellcat e altri); gli stabilizzatori
posteriori erano divisi in 2 parti, con quella esterna ripiegabile verso
il basso di 90°; il timone verticale veniva parzialmente abbattuto
sulla destra di 118°.
Pur se il programma prevedeva un’unica missione, la ditta considerò
la possibilità del recupero del velivolo con il suo rifornimento
e riarmo per una successiva missione.
La progettazione si prolungò dal 01/43 al 06/43 per l’eliminazione
delle problematiche emerse.
Il prototipo venne completato nel 10/43, nel suo color giallo sperimentale.
Il primo volo avvenne nel 11/43.
Notevole risultò il meccanismo realizzato per il ripiegamento sia
delle ali che del timone.
L’intera operazione di dispiegamento richiedeva solamente 7 minuti
da parte di un equipaggio di 4 uomini.
Per facilitare le operazioni durante la notte, le parti principali risultavano
evidenziate con vernice fosforescente. Successivamente presso lo stabilimento
di Eitoku vennero realizzati altri 5 prototipi, con una nuova versione
del motore (Atsuta 31).
Il 2° prototipo fu completato nel 02/44, mentre il 3° e 4°
vennero pronti per il 06/44.
Pertanto venne deciso che la produzione venisse definita con un ritmo
di 1 esemplare al mese sino al 12/44.
Il terremoto del 07/12 ed i bombardamenti americani del 12/03/45 e 17/05
portarono gravissimi danni allo stabilimento di Eitoku, per cui venne
deciso il decentramento delle linee di produzioni in zone limitrofe.
A seguito di tale decisione venne stimata una produzione di 123 esemplari,
ma nel 03/45 venne fermata al completamento del 44° velivolo (con
la nuova versione del motore Atsuta 32), e con il 28° consegnato nel
07/45 ed i restanti in vari stati di costruzione, unitamente ai 2 prototipi
del Nanzan, ottenuta per trasformazione del 5° e 6° prototipo,
caratterizzati dal timone verticale limitato in altezza alla cerniera
con cui veniva ribaltata la parte superiore nell’hangar.
Inoltre manteneva i punti di aggancio in fusoliera, in quanto l’addestramento
prevedeva il lancio con la catapulta e poi l’atterraggio normale
alla fine del volo.
Lo studio, portato avanti dalla marina, riguardava la possibilità
di bombardare le chiuse del canale di Panama, per costringere la flotta
americana a percorrere il lungo viaggio sino a Capo Horn per spostare
navi, uomini e mezzi da un oceano all’altro.
Per questo progetto venne preso in considerazione, oltre ai sommergibili
della classe I-400 ( che potevano portare 3 aerei ), anche quelli della
classe I-13 (con 2 aerei).
Comunque la progettazione dell’operazione venne interrotta dalla
resa del Giappone.
Gli esemplari operativi risultarono in carico al 631° Kokutai (Corpo
aereonavale).
L’esistenza del velivolo era sfuggita ai servizi d’informazione
americani, che solo a guerra conclusa, ed alla cattura del sommergibile
I-400, lo ritrovarono e lo classificarono.
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