GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

BELL P-59 Airacomet

Nel 1938 il Magg.Gen. Henry “Hap” Arnold prese possesso del comando del U.S.Army Air Corps (USAAC), ritrovando una situazione disastrosa: circa 20.000 uomini e 300 aerei al limite dell’obsolescenza.
In 6 anni riuscì a trasformare tale corpo nella più potente armata aerea del mondo, con 2,5milioni di uomini ed oltre 8.000 aerei moderni.
Nella logica di tale sviluppo, venne presa in attenta considerazione l’introduzione dei motori a getto, che avevano già fatto la loro comparsa sia in Germania che in Inghilterra.
Nel 04/1941 effettuò un viaggio segreto in Inghilterra, nel quale potè vedere da vicino il Gloster G.40 Pioneer, sviluppato sulla base della specifica R.A.F.: E.28/39; ed in contemporanea il motore Whittle mod. W.2B.
Inoltre assistette ai test in volo del velivolo mosso dalla versione W.1X da 386Kg./spinta, rimanendone impressionato.
Contemporaneamente in Germania, dal 1938, erano stati portati avanti gli studi sulla propulsione, specialmente dalla B.M.W. e dalla Junkers, che portarono al volo dell’Heinkel He.280, che, nel 08/1941 con il modello V-3, montava una coppia di motori da 700kg./spinta.
Da segnalare che nel 07/1942 volava il prototipo del Messerschmitt Me.262, spinto da 2 motori Jumo da 840kg./spinta.
Nel 05/1941 il gen.Arnold rientrò a Washington, e decise di contattare la General Electric per la costruzione del motore.
In data 04/091941, durante una riunione segreta tenuta nel suo ufficio presenti i rappresentanti di esercito, marina, e della G.E.), venne ufficialmente tracciato il progetto del I° aereo a reazione americano: doveva trattarsi di un velivolo monoposto con 2 motori W.2B.
Venne inoltre deciso di affidarne la costruzione alla Bell di Buffalo, in quanto in quel momento era la ditta con meno carico produttivo e risultava posizionata nelle vicinanze della G.E..
Il tutto venne identificato con le sigle: MX-397 (per il velivolo) e MX-398 (per il motore).
L’USAAC decise di dare subito corso alla costruzione di 3 prototipi.
Larry Bell ed i suoi progettisti si misero subito al lavoro.
La lettera di contratto venne ufficializzata il 30/09/1941 alla Bell per la richiesta di 3 esemplari del Bell Model 27 (o XP-59A).
Va segnalato che la stessa Bell aveva già un contratto per la realizzazione di una caccia ad elica spingente siglato XP-59 (o Bell Model 20), erede di un precedente XP-52 cancellato.
Data l’estrema segretezza dell’operazione venne deciso di abbandonare quanto già realizzato, e di lasciare la stessa sigla per il nuovo aereo.
Analogamente venne deciso che il motore avrebbe assunto la sigla di: Model I-A.
Da parte inglese si provvide ad inviare in America sia i piani costruttivi della versione W.2B che un esemplare completo di W.1X tramite un volo affidato ad un B-24.
Nei 3 mesi successivi vennero stesi i piani di realizzazione del velivolo, tanto che la realizzazione del I° prototipo avvenne nel 01/1943 nello stabilimento di Buffalo, nello storico edificio della ditta al 2429 della Main Street, caratterizzato dal massimo grado di segretezza.
Nel 11/1941 venne eseguita la I° prova motore da parte della G.E. sul modello inglese, mentre per la versione americana (G.E. Type I o Model I-A da 568kg./spinta) venne effettuato il suo I° test il 18/04/1942 ed il 18/05/1942 ne ottenne la positiva certificazione.
Non appena avuto un simulacro del motore, alla ditta si provvide a definire le linee dell’aereo: si trattava di un monoposto, monoplano con ala media e carrello triciclo anteriore, i motori annegati ai lati simmetrici della fusoliera in modo da non arrecare danni ai timoni.
L’armamento era stato definito in: 1 cannone da 37mm e 3 mitragliatrici da 12,7mm, tutti posizionati nel muso.
Contemporaneamente venne deciso che l’assemblaggio definitivo ed i relativi collaudi sarebbero stati effettuati in una nuova struttura in legno (chiamata in codice: North Base) presso la base di Muroc Field (oggi Edwards), nelle vicinanze del Harper Dry Lake.
L’USAAC approvò definitivamente il disegno e ne ordinò la costruzione di 3 prototipi, denominandoli: YP-59A.
La cellula del 1° esemplare arrivò in treno il 19/09/1942. Intanto il nuovo velivolo venne battezzato: Squirt (spruzzo).
Dal 26/09/1942 iniziarono le prove motori; mentre il 01/10/1942 venne portato a rullare lungo la pista con riscontri positivi.
Solo il 02/10/1942 il pilota collaudatore Bob Stanley porto il velivolo in volo con assetto definitivo, per 20 minuti.
Le prove continuarono sino al 30/10/1942 riportando buoni risultati, salvo la velocità massima che risultava inferiore a quelli dei caccia ad elica già in servizio.
Tale situazione venne addebitata alla scarsa potenza dei motori utilizzati.
Il 2° esemplare venne collaudato il 15/02/1943 ed il 3° nel 04/1943.
Per i già citati motivi di sicurezza non vennero mai assegnate le rispettive matricole militari.
Comunque in data 26/03/1943 era già stato emesso un ordine per 13 esemplari di XP-59A, ora denominati ufficialmente Airacomet, per ulteriori prove.
I motori avrebbero dovuto essere i nuovi Model I-16 (o J31) da 907kg./spinta.
Essi ricevettero le matricole: 42-108771/108783.
La modifica più evidente risultava la capottina con retrazione all’indietro, al posto di quella laterale.
Va segnalato che il 3° esemplare (matricola 42-108773) venne trasferito in Inghilterra per valutazioni combinate con il Gloster Meteor F.Mk.I.
Sulla base di Speke venne assemblato e volò il 28/09/1943 ricevendo l’immatricolazione inglese: RJ362/G.
Successivamente il 05/11/1943 venne trasferito al R.A.E. di Farnborough per i test combinati, durante i quali i collaudatori inglesi riportarono impressioni e stime inferiori ai velivoli inglesi, specialmente in velocità pura e tempo di salita, fattori da addebitarsi ad un sottopotenziamento dei motori.
Nel 12/1943 la marina prese in carico 2 esemplari (l’8°/42-108778 ed il 9°/42-100779 ) per espletare dei test, assumendo la designazione ufficiale di YF2L-1, e venendo reimmatricolati: 63960/63961.
Naturalmente venne scartata subito la possibilità di operare dai ponti delle portaerei, causa appunto la situazione legata ai motori.
L’ultimo esemplare venne consegnato nel 06/1944.
Malgrado i fattori negativi registrati, che relegavano l’aereo a compiti di addestramento ed abilitazione ad aerei a reazione, l’USAAC pose un ordine per 100 esemplari di P-59A.
Di quanto ordinato, solo 21 velivoli, siglati P-59A-1-BE vennero consegnati con le matricole: 44-22609/22628.
Gli esemplari iniziali erano dotati del motore della G.E.: J31.GE-3 da 750kg./spinta, mentre gli ultimi potevano finalmente utilizzare la versione prevista (la GE-5) da 907kg./spinta.
Altri 29 esemplari vennero completati e consegnati come P-59B-1-BE, assumendo le matricole: 44-22629/22658, mentre vennero annullati i rimanenti 50.
Caratteristica principale risultava il timone maggiorato e con diversa forma, che veniva raccordato alla fusoliera con una pinna ventrale.
La marina provvide a ritirare 3 esemplari (44-22651/22656/22657), denominandoli: F2L-1 ( ighter second type, Bell Aircraft Co., Model One) e reimmatricolandoli: 64100,64108 e 64109; e contemporaneamente portò i precedenti 2 esemplari agli stessi standard.
Tutti gli aerei vennero stanziati presso il Naval Air Test Center di Patuxent River (nel Maryland), e svolsero la lora attività dal 21/04/1943 al 01/05/1948, effettuando 182 voli di abilitazione.
La maggior parte dei velivoli consegnati vennero affidati al 412°FG della 4°AF sulla base di Muroc Dry Lake, conservando sempre un ruolo addestrativo.
Durante il suo utilizzo, il 412°FG venne anche rischierato in Alaska per valutazioni in clima rigidi.
Da segnalare inoltre che 5 esemplari (42-108784/108786/108777/108783 e 44-22633) vennero modificati con l’inserimento di un 2° abitacolo aperto, posizionato nel muso, per l’utilizzo come guida di aerei bersaglio.
Malgrado fosse stato studiato come aereo da caccia, pur tuttavia svolse sempre egregiamente il ruolo di addestratore per la transizione sui nuovi aereo a getto, e, comunque, risultando il I° aereo a reazione americano.
Per ultimo va segnalato che inizialmente la stessa Bell provvide a riprendere l’intero progetto (denominato in seguito XP-58B), orientandosi su un velivolo monoreattore con ala bassa e motore posizionato in fusoliera e scarico sotto i piani di coda, ma i troppi impegni costruttivi in essere costrinsero l’USAAC a dirottare il progetto alla Lockheed, che realizzò così il suo XP-80 Shooting Star.
Successivamente la stessa ditta elaborò un nuovo velivolo bimotore: il XP-83 Airarattler (o Model 40), di cui vennero realizzati solo i 2 prototipi.

Le fotografie allegate si riferiscono:
1) XP-59A con il tettuccio ancora apribile lateralmente ed il simulacro del cannone
2) Motore G.E. I-1A;
3) Vista dell’hangar in legno, denominato North Base, nel tardo1942;
4) Un XP-59A durante la movimentazione sulla base di Harpers Dry Lake. Per nascondere il nuovo velivolo venne adottata una copertura integrale della parte relativa ai motori, ed un’elica quadripala posticcia in legno venne posta sul muso;
5) Esemplare di XP-59A ripreso a Muroc Lake durante le prove;
6) Vista laterale di un esemplare di YP-59A mimetico;
7) Vista superiore di un YP-59A mimetico;
8) L’YP-59A, matricola 42-108777 (7° esemplare costruito) ripreso vicino ad un P-63 King Cobra;
9) Il P-59A, matricola 44-22610, ripreso in rullaggio sulla base di Santa Maria nel 1944;
10) I primi 4 esemplari di P-59A di serie ripresi sull’aeroporto di Niagara Falls il 04/10/1944 in attesa della consegna al 412°FG.
11) Il P-59B-1-BE, matricola 44-22655, ripreso su un aeroporto innevato, probabilmente in Alaska;
12) Il I° YP-59A, matricola 42-108778, preso in carico dalla marina, durante un volo con un F4U Corsair;
13) Un YP-59A della marina nella tipica mimetica a 3 toni;
14) Il YP-59A, matricola 63960, della marina ripreso il 28/02/1946 presso il NATC nella caratteristica mimetica blu scuro e giallo;
15) Il YP-59A, matricola 64108, della marina nel 07/1947 con le sigle TT-13 (Tactical Test) del NACT;
16) Il XP-59°, matricola 42-108786, dopo la trasformazione in biposto, ripreso il 05/10/1945;
17) Vista esterna dell’abitacolo;
18) L’abitacolo con il tettuccio aperto;
19) Vista esterna dell’abitacolo con il pilota. Si può notare lo stemma della ditta;
20) Il cruscotto;
21) Il lato destro dell’abitacolo;
22) Il lato sinistro dell’abitacolo;
23) Il poggiatesta;
24) Vista del motore;
25) Particolare del muso con il cannone da 37mm. e le 3 mitragliatrici da 12,7mm.. Si può notare, sotto il faro d’atterraggio, l’apertura per la cine-mitragliatrice N-4;
26) L’esemplare di YP-59°, matricola 42-108773, passato alla R.A.F. per i test comparativi;
27) Foto di un prototipo del XP-83;
28) Il P-59B-1-BE, matricola 44-22650, conservato presso il museo dell’USAF di Dayton;
29) Il P-59B-1-BE, matricola 44-22614, conservato presso il museo di March Field.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Pace – P-59 Airacomet – Ed. Ginter
Neal – The Bell XP-59A Airacomet. The U.S. first jet aircraft – Ed. AAHS
Pace – Airacomet – Ed. Sentry
Angelucci/Bowers – The American fighter – Ed. Orion
Brown – Wings of the weird and wonderful – Ed. Airlife
Green – Warplanes of the second world war – Ed. Doubleday
Swanborough/Bowers – U.S. military aircraft since 1909 – Ed. Smithsonian
Robertson – British military aircraft serials. 1912-1969 – Ed. Ian Allan
Archivio fotografico: Steve Pace

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