La scheda ha come oggetto una delle tante versioni
del noto caccia tedesco, ma ha il pregio di illustrare la I° versione
che venne ufficialmente fornita alla Regia.
Premesso che i ns. uomini avevano già avuto modo di osservarlo
da vicino in alcune occasioni: inizialmente, nel 41, un “Emil”
(un E-3), quale preda bellica ex-jugoslava (l’esemplare risultò
essere stato riparato sul campo di Tirana, ma mai inglobato ufficialmente
dalla Regia), poi per vicinanza operativa (con il C.A.I. sul fronte
della Manica, in quanto presenti sul medesimo aeroporto belga di Maldegem),
oppure per sporadiche prese di contatto, sempre in teatro operativo,
in Africa settentrionale.
Fu solo nel 1943 che il ns. amico entrò in pieno a far parte
della Regia.
La terribile fornace della guerra aveva ridotto all’osso i ns.
reparti da caccia (complessivamente circa 1.600 aerei risultavano persi),
ed il riequipaggiamento risultava ben lungi dalle necessità operative
(solo 758 nuovi caccia e 160 nuovi bombardieri).
Si doveva inoltre aggiungere l’avanzata alleata, che, dopo aver
annullato la presenza dell’Asse in Africa settentrionale con la
presa della Tunisia, si stava approntando per lo sbarco in Sicilia.
A questo punto risultò necessario rivolgersi all’alleato
tedesco per sopperire urgentemente alla situazione.
Da segnalare che fu lo stesso gen. Kesselring ad ordinare la sollecita
consegna di aerei alla Regia.
Per quanto riguardò la caccia, vennero consegnati esemplari di
Bf.109F e G, traendoli dai reparti presenti in zona: gli JagdGeschwadern27,
53, e 77, e dal Luftpark di Napoli-Capodichino.
Questa prima dotazione comprese 92 velivoli, suddivisi in: 18 (di cui
7 F-4 ed 11 G-6) al 4°St. “Cavallino Rampante” del col.
Francois, basato a Ciampino Sud; 25 velivoli (tutti G-6) al 3°Gr.Autonomo
(153°, 154°, e 155°Sq.) “Diavoli Rossi” del
mag. Alessandrini, basto a S.Pietro di Caltagirone; e 49 velivoli (cui:
2 F-4, 1 G-2, 7 G-4, e 39 G-6) al 150°Gr.Autonomo (363°, 364°,
e 365°Sq.) “Gigi Tre Osei” del mag. Vizzotto, basato
a Sciacca.
Contemporaneamente venne costituito sul campo di Vicenza un Nucleo Addestramento
Velivolo Messerschmitt, dotato di 17 velivoli (2 F-4, 2 G-2, e 13 G-6/R6),
presso il quale il 4°St. operò la transizione.
Per l’addestramento venne utilizzato anche il campo di S.Pietro,
sede dello JG27, dove venne trasferito in data 13/04/43 il 150°Gr.
per la transizione, per poi ritornare a Sciacca.
Successivamente, il 23/05, fu il turno del 3°Gr. che, proveniente
dal campo di Chinisia, fu poi destinato sulla base di Comiso.
Pertanto sul campo di S.Pietro i ns. piloti trovarono 12 Bf.109F-4,
che vennero utilizzati come prime macchine per l’addestramento
preliminare, integrate poi da 22 Bf.109G (6 G-2 ed il resto G-4 e G-6),
macchine cedute dal JG53 “Pikas”, avendo come istruttori
l’Hauptmann Brott ed il Leutnant Hanak.
Durante questo periodo alcuni esemplari subirono danni e vennero dichiarati
fuori-uso, mentre gli esemplari superstiti vennero poi inglobati dai
reparti (da segnalare che tutti gli F-4 vennero assegnati alla 363°Sq.
del ten. Drago).
Chiaramente con la resa della Tunisia (13/05) e l’attacco all’isola
di Pantelleria (18/05) la situazione vedeva la Sicilia investita da
un vero uragano di fuoco, che travolse tutto quanto avrebbe potuto opporre
resistenza allo sbarco alleato.
Da questo apocalisse i ns. aerei non potevano uscirne indenni, tanto
che oltre il 90% dei velivoli, del 3°Gr. e del 150°Gr., furono
spazzati via.
Solo 4 aerei della 363°Sq. riuscirono a salvarsi, riparando prima
a Cancello e poi a Ciampino, effettuando l’ultima missione il
08/09 attaccando una formazione di bombardieri sopra Frascati.
Riepilogando la situazione, si potrebbe considerare una fornitura totale
di 11 esemplari di F-4 (anche se alcune fonti parlano di 15), ma l’unico
dato certo risultò il Foglio N°6/8340 del 25/05 del 3°
Reparto/Divisione Materiali dello Stato Maggiore, secondo il quale furono
presi in carico solo 3 F-4, prelevandoli da quelli in dotazione alla
II° Luftflotte.
Tornando al ns. Friedrich, risultò l’erede della versione
E “Emil”, e venne introdotto alla fine del 1940, come risultato
di considerevoli variazioni ed affinamenti aerodinamici.
Caratteristiche della nuova versione risultarono: la nuova capottatura
motore (pur conservando lo stesso DB.601 in versione E da 1.350hp.,
dopo un’iniziale versione N da 1.175hp.); l’eliminazione
dei supporti relativi agli stabilizzatori orizzontali; le ridisegnate
estremità alari (ora arrotondate); i flaps rivisitati; la blindatura
supplementare montata davanti al parabrezza; ed il cono arrotondato
dell’elica VDM9, di 3mt. di diametro.
L’armamento di base risultava, inizialmente, composto da 1 cannone
MG FF/M con 60 colpi, poi sostituito da 1 MG 151/20 con 200 colpi, e
2 mitragliatrici MG 17 con 500 colpi.
La produzione di questa versione si sviluppò attraverso varie
sottoserie: 4 prototipi (Versuchs) dal V21 al V24; presumibilmente una
piccola preserie o F-0; tra il 07 ed il 12/40 vennero prodotti 133 esemplari
di F-1 in accordo al programma C-Amt del 01/10; in base a tale programma
vennero costruiti 1.380 esemplari della serie F-2 tra il 10/40 ed il
08/41, con sottoversioni F-2/R5 (dotate di serbatoio ausiliario da 300lt.),
F-2/Z (dotata del nuovo sistema d’iniezione GM-1 e realizzata,
per quanto si sappia, in 1 esemplare), F-2/Trop (dotata di filtro cilindrico
antisabbia con chiusura mobile anteriore); in accordo allo stesso programma
venne impostata una serie di 15 esemplari di F-3, costruiti tra il 10/40
ed il 01/41; tra il 05/41 ed il 05/42 vennero prodotti 1.821 esemplari
di F-4, tra cui le sottoversioni F-4/B (dotate di portabombe esterno
ETC250), F-4/Z (dotate del sistema d’iniezione GM-1), F-4/R1 (dotate
di Rustzustand 1, cioè istallazione subalare di 2 mitragliatrici
MG 151/15), F-4/Trop (dotate del filtro antisabbia), F-4/R2-3-4-8 (sottoversioni
fotografiche a secondo del tipo di camera verticale installata), F-4/U1
(dotate di MG 131 in sostituzione delle MG 17); la F-5, versione fotografica,
venne realizzata in 1 esemplare; mentre la F-6, anch’essa fotografica,
risultò essere rimasta sulla carta (malgrado un ordine di 1.281
esemplari); e, per concludere, la F-8, progettata per un ordine di 1.112
velivoli da costruirsi tra il 03/41 ed il 03/42, ma mai realizzata in
quanto la nuova versione G era ormai una realtà.
Per quanto riguarda le sottoversioni italiane, esse dovrebbero risultare
delle F-4/R1, in quanto ereditate da reparti tedeschi che le ebbero
in uso sul fronte del Mediterraneo.
Come pure la mimetica applicata che traeva origine da quella originale
applicata dalla Luftwaffe su tale fronte: superfici superiori in RLM78
Hellblau e RLM79 Sandgelg (il primo lungo la fusoliera, il secondo sulle
ali/timoni/dorso fusoliera), superfici inferiori in RLM78.
Le estremità alari risultavano in RLM21 Weiss.
I pannelli inferiori, sotto il motore, erano verniciati in RLM04 Gelb.
Naturalmente gli interni erano in RLM02 RLM Grau.
Per obliterare le insegne tedesche i ns. uomini probabilmente utilizzarono
del Grigio/Azzurro Chiaro N°1 (forse miscelandolo con nero o bianco
e nero per avvicinarsi al colore originale).
Venne aggiunta una banda bianca in fusoliera ed una croce di Savoia
sul timone, ed il bianco venne utilizzato anche per i numeri d’identificazione
del reparto.
La fotografia allegata (una delle rarissime) riprende appunto un F-4
in rullaggio sul campo di Sciacca nel 43, a cui però mancano
ancora sia i fasci alari sia il progressivo di reparto che lo stemma
sabaudo al centro della croce.
Per concludere una parola sulle matricole, che rimasero quelle tedesche
(Werknummer), senza alcuna rivisitazione italiana (comprensibile dato
il periodo), probabilmente coperte durante le operazioni di obliterazione.