Durante un giro di visite presso l’industria
aeronautica tedesca, nel 07/1939, una ns. missione ebbe la possibilità
di visionare da vicino, presso la Junkers, lo Ju.87 “Sturzkampfflugzeug”,
e, attraverso il ns. addetto militare aeronautico, riuscì ad
avere una documentazione completa dello stesso.
Il 28/09/1939 lo Stato Maggiore della Regia emise un bando di concorso
per un bombardiere a tuffo (caratteristica richiesta: monomotore, monoplano
e monoposto).
A questo concorso partecipò anche la Società Breda.
Già a conoscenza delle caratteristiche del velivolo tedesco,
attraverso l’opera degli ingg. Vittorio Calderoni e Mario Pittoni
venne steso un progetto che, rivedendo il progetto tedesco, se ne differenziava
però in alcuni punti importanti.
La base prevedeva: una struttura interamente metallica (con rivestimento
in duralluminio) con ala bassa “a gabbiano” a pianta trapezioidale
bilongherone, con freni aerodinamici a doppia apertura sul bordo di
uscita ed alette Handley-Page sul bordo d’attacco; fusoliera a
sezione ellittica; carrello retrattile all’interno e verso il
retro; motore DB.601 (costruito su licenza dall’Alfa Romeo) da
1.175hp. spingente un’elica tripala metallica Alfa Romeo; vano
bombe interno per 500kg. di carico bellico.
Inizialmente venne previsto un abitacolo in posizione arretrata, ma
successivi studi lo fecero avanzare per migliorare la visibilità
e parimenti il baricentro del velivolo stesso.
Il prototipo ricevette la Matricola Militare 451, e nelle mani del collaudatore,
com. Luigi Acerbi (il quale aveva lasciato al 28/05/1941 la 209°Sq.
su Ju.87 in Puglia, destinato al collaudo del velivolo presso la ditta),
effettuò il suo primo volo il 03/07 sull’aeroporto di Bresso.
Il 25/09/1941 i collaudi raggiunsero le 13h ½ con 34 voli.
Il 26/09/1941 venne presentato in volo al gen. Mario Bernasconi.
Il 08/10/1941 lo stesso collaudatore lo trasferì in volo a Guidonia,
presso il Centro Sperimentale, in 90’, e nello stesso giorno subì
il collaudo militare.
Nei giorni successivi venne provata sia la velocità minima che
l’affondata (il 20-24-25-28/10/1941), che la velocità massima
(il 29/10/1941).
Le prove portarono a definire l’aereo come ben riuscito e dotato
di ottima stabilità.
Il 31/10 lo stesso collaudatore lo riportò in ditta, ed il 01/11/1941
effettuò una dimostrazione sull’aeroporto di Lonate Pozzolo
presso il Nucleo Addestramento Tuffatori.
Per motivi interni alla Breda i voli ripresero solo il 20/01/1942, comprendendo
anche il lancio di simulacri di bombe sullo stesso aeroporto.
In data 02/03/1942 il velivolo venne riportato a Guidonia per altre
prove.
Il collaudatore lasciò pertanto in carico al Centro l‘aereo
dopo 94 voli ed un totale di oltre 40h. di volo.
Purtroppo il ns. aereo ebbe una vita breve, in quanto un pilota, durante
un volo, errò la manovra di richiamo ed il velivolo urtò
il terreno riportando danni irreparabili.
Contemporaneamente venne approntato il 2° prototipo (realizzato
con diverso vano bombe, ora esterno), recante la MM.452, che effettuò
il suo primo volo, sul campo di Bresso e con lo stesso collaudatore
Acerbis, il 28/03/1942.
Il 04/05/1943, dopo 8 voli di collaudo, venne trasferito a Guidonia
in 80’.
Tra il 22/05 ed il 13/06/1943 vennero svolti tutti i previsti collaudi
militari.
Su richiesta dello stesso Acerbis, il velivolo venne assegnato al 97°Gr.B.T.
per poter meglio controllare le sue capacità sul teatro operativo.
Pertanto il 14/06/1943 lasciò Guidonia e, attraverso Reggio Calabria,
giunse all’aeroporto di Trapani-Chinisia.
Il 15/06/1943 si trasferì sulla base di Gela, dove però
risultavano assenti le attrezzature per l’aereo.
Pertanto il 16/06/1943 non rimase altro da fare che riportarlo a Guidonia,
dove vennero svolti ulteriori collaudi.
Il 26/06 Acerbis lasciò l’aereo in carico al centro dopo
aver effettuato complessivamente 27 voli per un totale di 19h. ½
.
L’aereo a questo punto entrò nel quadro di dispute tecnico-teoriche,
ma il colpo mortale alla produzione in serie venne dall’utilizzo
del motore, quel DB.601 che risultava essenziale per alimentare la produzione
di caccia.
Per concludere, del ns. aereo si persero le tracce e nulla rimase di
lui.
Le fotografie allegate riguardano: 1), 2), e 3) ; 4) ; 5) .