Progettato dall’ing. Cesare Pallavicino, risultava
essere un idrovolante a scarponi, monoplano ad ala bassa a sbalzo con
struttura mista: fusoliera in profilati metallici saldati con rivestimento
in lega leggera (con l’eccezione della parte anteriore rivestita
in tela); ala bilongherone in legno con armatura metallica e rivestimento
in compensato telato; galleggianti con struttura metallica collegati
alla struttura alare.
I motori risultavano 2 Piaggio P.VII C.16 (C.35) da 480hp., spingenti
eliche bipala a passo variabile.
Il prototipo, MM.27193, risultava un affinamento del precedente Ca.310
Idro, con un’aerodinamica più accurata.
Caratterizzato da un muso più corto e vetrato, da una postazione
difensiva dorsale affidata ad una Breda-Lanciani con arma da 7,7mm.,
effettuò il suo primo volo in data 14/08/1940 sull’idroscalo
della CAB di Montecolino.
Venne trasferito in data 08/09/1940 presso il Centro Sperimentale di
Guidonia e basato a Vigna di Valle, dove i collaudi furono svolti dal
com. Mario de Bernardi.
Successivamente venne preso in carico dalla 148°Sq..
Contemporaneamente furono richiesti dalla Regia 8 esemplari, a cui si
devono aggiungere i 6 aerei, ordinati dalla Jugoslavia, e poi requisiti.
Vennero pertanto assegnate le MM.27194/27206, con contratto N°4940
per l’importo di £. 16.750.000 a favore della stessa CAB.
Con questa ordinazione venne richiesta anche la disponibilità
di una versione catapultabile, per l’imbarco sulle navi da battaglia
della Regia Marina (cosa questa che avrebbe richiesto una radicale modifica
della catapulta già approntata sulle navi stesse).
Durante le fasi della consegna si dovette registrare la perdita della
MM.27196, in data 15/05/1941, a Montecolino, e destinata al Nucleo Riserva
Aerea di Taranto.
L’esemplare MM.27202 fu assegnato al Governatore della Dalmazia,
Bastianini, e basato a Pola.
Successivamente venne trasferito a Marinavia.
Le prove di valutazione da parte della Marina furono effettuate inizialmente
a La Spezia (03/1941), e poi a Taranto per il completamento (05-06/1941).
In epoca successiva venne trasferito alla 3°Sq. della Scuola di
Osservazione Marittima di Orbetello.
Anche la MM.27197, in data 13/01/1942, venne trasferita alla 3°Sq.,
che, alla fine, si ritrovò ad avere in carico 6 esemplari (MM.27194/27195/27197/27198/27199
e 27200), e che nel 03/1942 furono portati ad 8, e nel 05/42 a 11 aerei
(con le MM.27203/27204/27205 e 27206).
Durante la vita operativa risultò un aereo molto manovriero,
esuberante in potenza e con un’ottima visibilità, anche
se richiedeva molta attenzione durante le fasi di decollo e di ammaraggio.
Il 01/01/1943, di ritorno da una revisione , venne perso un esemplare
nelle vicinanze di Bresso.
Il 19/01/1941 viene persa la MM.27200 in ammaraggio ad Orbetello.
Nel 06/1943, causa la situazione bellica, il mag. Ercole Savi, comandante
la base toscana, richiese il trasferimento di tutti gli esemplari a
Portorose, in Istria.
Il trasferimento venne effettuato con volo diretto senza scali intermedi.
E’ su questa base che, nel 08/1943, giunse la decisione di sospensione
dei voli, scaturita da un’inchiesta ministeriale sugli incidenti
registrati.
La causa, comunque, degli incidenti sarebbe da imputarsi esclusivamente
alla scarsità di pezzi di ricambio.
E’ sempre su questa base che gli avvenimenti del 08/09/1943 sorpresero
gli aerei.
I ns. avieri riuscirono a manomettere i motori, prima che i velivoli
venissero catturati dai tedeschi.
Da quel momento essi scomparvero nel nulla senza lasciare alcuna traccia.
Le foto allegate riguardano: 1), e 2) ; 3) ; 4) ; 5) .