GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

CAPRONI Ca.313 R.P.B.2

Il ns. aereo risultò l’erede di una fortunata serie di velivoli bimotori leggeri progettati dalla Caproni e realizzati nelle sue varie fabbriche, che prese lo spunto dall’originario Ca.309 Ghibli, progettato nel 36 dall’ing. Cesare Pallavicino, come ricognitore/assaltatore per l’aviazione coloniale, ed attraverso i vari Ca.310 Libeccio, Ca.311, lo sperimentale Ca.312, per concludersi con il Ca.314.
Caratteristica comune di tutta la famiglia era insita nell’uso per cui originariamente erano stati concepiti: la ricognizione aerea.
Pertanto la costruzione della cellula risultava impostata su una base che prevedeva una fusoliera costituita da 2 parti tra loro collegate, con quella anteriore su profilati saldati in lamiera di acciaio con rivestimento in lega leggera per lasciare il massimo spazio alle superfici vetrate, e la parte centrale/posteriore in tubi saldati al cr-mb con rivestimento in tela.
Le ali risultavano basate su una struttura bilongherone in legno con armature metalliche e ricopertura in compensato telato.
I motori, in questa versione, erano dei Isotta Fraschini Delta RC.351DS da 700hp. spingenti eliche tripale metalliche Alfa Romeo H.365 a passo variabile in volo.
Risultò caratterizzato da 2 soluzioni anteriori, con la I°, completa ed avvolgente, totalmente vetrata versione R.P.B.1), e la II° caratterizzata da uno scalino davanti al pilota e da minore superficie vetrata (R.P.B.2).
Finestrature caratterizzavano entrambi i lati della fusoliera centrale.
L’armamento era basato su 2 postazioni difensive: una torretta dorsale Caproni Lanciani Delta ed una postazione centrale ventrale retrattile, entrambe dotate di armi da 7,7mm.; mentre un’analoga arma risultava montata in caccia nel raccordo tra il bordo d’entrata della semiala sinistra e la fusoliera.
Il carico bellico trasportato poteva contare su 400kg. di bombe.
Per ultimo vi era da segnalare la possibilità di montare un siluro per la varante Ca.313S.
Inoltre venne sviluppata anche la versione Ca.313G (Germania), costruita per la Luftwaffe, caratterizzata da un muso totalmente rifatto e più corto, da un abitacolo avanzato, da una ridotta superficie vetrata e da una risistemazione totale degli interni, in quanto l’uso, a cui era destinata, era quello di aereo-scuola.
Il prototipo, recante la MM.402, come da contratto per l’importo di £.670.000 a favore della C.A.B., effettuò il suo I° volo a Taliedo nel 08/1939, e successivamente collaudato a Guidonia il 19/0/1939.
Da segnalare che successivamente venne trasformato in Ca.313S.
Di seguito, con contratti N°4631 e 4673 per l’importo di £.36.100.200 ognuno a favore della Caproni Taliedo, vennero ordinati in totale 120 velivoli (quasi tutti nella versione R.P.B.2), a cui vennero imposte le MM.11930/11989 e MM.11990/12049.
La serie venne conclusa con la MM.12050 per un velivolo sperimentale Ca.313S, con contratto N°4940 per l’importo di £.482.810 a favore della C.A.B..
Di questo aereo risultarono ordini da parte di nazioni estere: 200 esemplari da parte della Francia (consegnati solo 5 giorni prima dell’inizio delle ostilità e recuperati successivamente sull’aeroporto di Cannes nel 1940), e 90 esemplari da parte della Svezia (tutti consegnati ed immatricolati come Tipo 16).
Operativamente il ns. aereo vide la luce come bombardiere leggero sul campo di Ferrara presso il 15°St. 46° e 47°Gr.) nel 04/1941; presso il 41°St. (59° e 60°Gr.) in pari data, e, in epoca successiva, presso il 13°St. (11° e 43°Gr.) nel 05/1942.
Poiché il velivolo arrivò ai reparti senza una precisa indicazione sul suo ruolo operativo, furono così gli stessi equipaggi che pagarono un duro prezzo attraverso una serie di incidenti con morti e feriti.
Tra il 05 ed il 10/1942, in considerazione delle sue doti di ricognitore, venne destinato ai reparti di Osservazione Aerea.
Sotto questa veste il ns. aereo entrò a far parte di diversi gruppi O.A.: 61° (119° e 34°Sq.), 63° (119°Sq ), 64° (122° e 136°Sq.), 65° (131° e124°Sq.), 66° (87° e 40°Sq.), 68° (39°Sq.), 69° (118° e 103°Sq.), 72° (31°Sq.), 73° (127°, 137°, 115° e 24°Sq.), e 76° (30°, 127° e 115°Sq.).
Sotto questa nuova veste fu impiegato dal settore francese alle steppe della Russia, passando anche per l’Africa settentrionale.
Da segnalare anche che per brevi periodi ha anche equipaggiato il 10°St. (30°Sq.) ed il 167°Gr.Autonomo.
Per ultimo venne segnalata la sua presenza presso il 1° Nucleo Addestramento Siluranti di Gorizia (10/1941 – 01/1942), e presso il 2° Nucleo di Napoli-Capodichino.
Alla data del 07/09/1943 si hanno ancora tracce: in Francia (aeroporti di Hyères e Cuers-Pierrefeu) di 14 esemplari del 64°Gr. (136° e 122°Sq.), (aeroporto di Le-Duc) di 14 esemplari del 76°Gr. (30° e 127°Sq.), (aeroporti di Ajaccio e Bastia) di 1 esemplare del 65°Gr.; in Italia (aeroporto di Villanova d’Albenga) di 9 esemplari della 137°Sq., (aeroporti di Bari-Palese e Pontecagnano) di 1 esemplare del 69°Gr., (aeroporti di Lavariano, Iesi e Pescara) di 2 esemplari del 68°Gr.,; in Jugoslavia (aeroporti di Pola e Lubiana) di 1 esemplare del 63°Gr.; in Albania (aeroporti di Sejak e Devoli) di 10 esemplari del 73°Gr.; in Grecia (aeroporti di Araxos e Larissa) di 1 esemplare del 72°Gr..
A quanto citato si devono aggiungere i 6 esemplari del 14°Gr. (aeroporto di Reggio Emilia) ed i 5 del 9°Gr. (aeroporto di Ghedi).
Il tutto per un totale di circa 50 velivoli.
Dopo tale data, causa il massiccio e forzato prelievo da parte dei tedeschi, si ebbe dei riscontri certi per 2 esemplari (anche se altri 2 risulterebbero passati al sud): uno usato dall’A.N.R. presso il R.A.C., e l’altro (probabilmente la MM.11958) con l’Aviazione Cobelligerante al sud, prima presso la 103°Sq. ad uso collegamento e postale sulla rotta Catania-Napoli, poi, dal 31/12/1943 nel 2°Gr.Trasporti a Lecce-Galatina.
Alla fine delle ostilità (05/1945) il ns. aereo risultava ancora in carico sulla base di Roma-Centocelle.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Bonanni – Caproni Ca.313 e Ca.314 – Ed. D’Anna
Arena – La Regia Aeronautica. 1939/1943 – Ed. Stato Maggiore dell’Aeronautica
Thompson – Italia civil and military aircraft. 1930/1945 – Ed. Aero Publishers
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari delle Regia Aeronautica. 1923/1943.

Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Esemplare della 235°Sq.


Esemplare della 122°Sq.

Esemplare della 21°Sq., incidentato per cedimento del carrello

Ripresa della prua di un velivolo del 41°St., come appare dallo stemma

 

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