GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

CAPRONI – C.A.B. Ca.331

Nel panorama aeronautico italiano collegato al concorso del 38 per un Ricognitore Terrestre, va registrato l’opera dell’ ing. Cesare Pallavicino, progettista presso la Caproni, e delegato alla C.A.B. (Cantieri Aeronautici Bergamaschi).
La principale novità risultò quella legata al fattore che l’intera costruzione era legata all’utilizzo di materiali metallici.
Il progetto prevedeva una fusoliera metallica con struttura a guscio e rivestimento metallico lavorante in duralluminio, con un’estesa vetratura che occupava interamente il muso del velivolo.
L’ala bassa, caratterizzata da un andamento ad ala di gabbiano, risultava a cassone con rivestimento lavorante in duralluminio.
L’equipaggio era di 3 persone: pilota, osservatore/mitragliere e marconista/mitragliere.
I posti risultavo corazzati.
L’armamento era basato su: una torretta Lanciani dorsale con una Breda/SAFAT da 12,7mm, una postazione ventrale con analogo armamento, a cui andavano aggiunte altre 2 analoghe armi posizionate nella radice alare.
Per ultimo era disponibile un vano interno in fusoliera capace di 1.000kg. di portata, oltre a 4 attacchi sub alari.
La motorizzazione era affidata a 2 motori Isotta Fraschini Delta RC.40 da 770hp..
Il velivolo venne commissionato dalla Regia in 3 prototipi (Ca.331A) in data 15/10/38 con contratto N° 4136 del 27/03/40 per un importo di £. 3.932.512, a cui vennero assegnate le Matricole Militari 426, 427 e 428.
Il primo esemplare realizzato (MM.427) effettuò il primo volo il 31/08/40 sul campo della ditta a Ponte S.Pietro con ai comandi il collaudatore Ettore Wengi.
I primi risultati furono superiori a quanto stimato.
Nel '41 venne avviato a Guidonia per le valutazioni militari con ai comandi Mario de Bernardi. Malgrado che i risultati registrati furono molto buoni, pur tuttavia la Regia non diede ulteriore spazio all’aereo, restituendo il velivolo alla ditta.
Presso la ditta venne esaminato da una commissione tedesca che, favorevolmente impressionata dalle prestazione, ne richiese l’invio presso il centro sperimentale di Rechlin.
Malgrado le buone prestazioni, pur tuttavia non venne ordinato dai tedeschi in quanto, la sua realizzazione in lega leggera, apportava grossi problemi nell’approvigionamento dei preziosi materiali.
Nel '42, poiché la situazione andava peggiorando sul fattore difensivo, venne richiesto alla Caproni la modifica del velivolo per il nuovo impiego con la possibile estensione alla caccia notturna.
La nuova versione venne chiamata: Ca.331B o Ca.331CN.
La principale modifica risultava la modifica del muso da vetrato a solido contenente 4 armi, inizialmente costituite da analoghe mitragliatrici.
Inoltre i motori furono sostituiti dai più potenti Delta IV da 825hp., con l’adozione di nuove eliche.
Il 2° esemplare, recante la MM.428, effettuò il primo volo il 28/04/41 sempre sul campo di Ponte S.Pietro con ai comandi Wengi.
Entrambi i velivoli realizzati vennero pertanto riportati in fabbrica per le modifiche necessarie.
Le successive prove effettuate presso il poligono di Furbara nell’autunno 42 diedero positivi riscontri.
Il 3° esemplare, MM.426, venne inizialmente completato in data 21/03/41 ma con l’ala in legno.
Successivamente venne deciso la sua trasformazione metallica.
Alla luce della situazione che si stava evolvendo la Regia decise di approvvigionarsi del velivolo per 1.000 aerei.
Per quello che si è riscontrato in epoca successiva, si ebbe il riscontro di 3 commesse da 100 velivolo nel 05/42 (a C.A.B., Reggiane e Caproni Taliedo), ma tutte vennero annullate nel 01/43.
Presso la casa costruttrice vennero anche formulate varianti legate alla motorizzazione: prima l’utilizzo dei DB.605 da 1.475hp., poi degli Isotta Fraschini Zeta RC.42 da 1.250hp., ma la cancellazione degli ordini fermò tutto.
Nel 08/45 venne proposta anche l’adozione di 4 cannoni Maser da 20mm. nel muso, ed una versione armata con un cannone da 37mm. per la versione anticarro.
Alla data dell’armistizio le MM.427 e 428 risultano presso la Caproni Taliedo per il completamento e vennero smantellate dai tedeschi; mentre la MM.426, ancora in fase di assemblaggio non venne finita e pertanto non effettuò alcun volo.
Una caratteristica realizzativa era quella della costruzione delle parti del velivolo presso varie fabbriche del gruppo Caproni: la parte anteriore presso la Caproni-Taliedo, la fusoliera e le gondole motori presso la CAB, gli impennaggi presso la Caproni Trento e l’ala presso le Reggiane.
Soluzione ottimale, se non fosse per i tempi troppo lunghi intercorrenti richiesti per l’assemblaggio finale.
Si concluse così la vita di un aereo dalle interessanti caratteristiche, ma bloccato dai tempi lunghissimi intercorrenti tra progettazione e realizzazione, situazione molto simile ad altri aerei italiani.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930-1945 – Ed. Publishers
Dunning – Courage alone. The italian air force. 1940-1943 – Ed. Hikoki
Arena – La Regia Aeronautica – Ed. Stato Maggiore Aeronautica.
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923-1943.
Alcune fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo, altre ricavate da rchivi fotografici vari

Vista laterale della MM.427 in versione definitiva e mimetizzata

MM.427 vista da ¾ anteriore

Vista frontale con in evidenza la vetratura del muso

Particolare dei motori

Particolare dell’apertura dell’abitacolo pilota


vista frontale della versione armata con 4 cannoni Maser da 20mm

Vista dell’interno del velivolo


Vista dell’abitacolo


Vista dell’abitacolo

 

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