La C.AN.S.A. (Costruzioni
Aeronautiche Novaresi S.A.), con sede sull’aeroporto di Cameri,
elaborò nel 39, attraverso il suo ufficio studi diretto dall’ing.
Giacomo Mosso, un velivolo per l’addestramento caccia: il Fc.12.
Con l’utilizzo di materiali non strategici ed il recupero dalle
linee operative dei Cr.32 e Ro.37,venne tracciato un aereo basato sul
caccia Fiat, elaborando un velivolo monoplano, monorotore e biposto con:
- fusoliera avente struttura in tubi di acciaio saldati (anteriormente)
ed in legno con rivestimento metallico in avanti ed in compensato telato
dietro;
- ala a cassone in un unico pezzo in legno e rivestimento lavorante in
compensato e carrello rientrante in 2 carenature subalari;
- posti in tandem compresi in un’unica soluzione di capottina;
- motore Fiat A.30 RA bis da 600hp.
L’intera costruzione risultava chiaramente ispirata al riutilizzo
di intere parti del Cr.32, o Ro.37 per il solo motore, radiati dalle linee
di volo, così da ridurre drasticamente il costo intorno alle £.
200.000.
La realizzazione, avente come base legni nazionali, si presentava di ottima
robustezza, tanto vero che ne venne ipotizzata come possibile utilizzo
per il bombardamento in picchiata.
Il prototipo venne realizzato sul finire del 39, in quanto la stessa ditta
lo presentò al Ministero dell’Aeronautica il 19/06, ed effettuò
il suo primo volo il 16/10/40 con ai comandi il collaudatore Fausto Moroni
sul campo di Cameri.
Per accorciare i tempi di presentazione, gli abitacoli risultavano aperti,
e solo successivamente venne realizzata la cappottina completa.
Purtroppo la risposta sia da parte dello stesso Ministero che dell’Ufficio
di Stato Maggiore fu negativa in quanto il velivolo risultava avere caratteristiche
superiori a quanto richiesto per il compito di addestratore e urtava la
decisione, già presa, di inviare direttamente i Cr.32 radiati alle
scuole di volo.
La ditta propose anche una versione per le Scuole dell’Assalto,
adattando il velivolo con aero-freni superiormente ed inferiormente sulle
ali, applicando ganci subalari per 4 bombe da 50kg., una spezzoniera nella
parte centrale della fusoliera ed armamento portato a 4 mitragliatrici
da 12,7mm..
Le prove furono eseguito sul campo di Lonate Bozzolo dallo stesso Moroni
con ottime risultanze.
Anche lo stesso Arturo Ferrarin lo collaudò presso il Centro Sperimentale
di Guidonia traendone ottime risultanze.
Non essendo stato ordinato direttamente dalla Regia, il velivolo venne
immatricolato civilmente come: I-TUFF.
Malgrado tutto l’aereo non trovò adesioni, per cui, salvo
un velleitario invito da parte della DGCA di adeguarlo all’utilizzo
di quanto proveniente dalla radiazione dei CR.20 (cosa questa che portò
la CANSA a progettare il Fc.14, mai realizzato), l’aereo rimase
presso la casa costruttrice che lo utilizzò per presentazioni a
missioni aeronautiche straniere.
Dell’esemplare costruito non si ebbero notizie circa la sua fine,
probabilmente distrutto in epoca successiva.
Le foto allegate riprendono:
1-2-3-4) La versione definitiva del velivolo immatricolato civilmente;
5) Il velivolo ripreso sul campo di Gorizia per prove presso la locale
scuola;
6) Ripresa da vicino del velivolo durante le operazioni di pre-volo con
ai comandi Arturo Ferrarin.
Da segnalare sia gli abitatoci ancora aperti che il secondo posto chiuso
da una carenatura per prove di volo in condizioni di monoposto.
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