Fu l’ultimo progetto realizzato a Monfalcone
dall’ing. Filippo Zappata.
La realizzazione fu un’evoluzione del coevo Cant.Z.1018, infatti
strutturalmente ha notevoli somiglianze, nonché particolari comuni.
Attraverso lo sviluppo effettuato con il Cant.Z.510 e 514, il nuovo
velivolo, destinato a sostituire il Cant.Z.501, fu specificatamente
destinato sia alla ricognizione marittima che alla scorta convogli.
Il progetto, comune per piattaforma alare – complesso bideriva
di coda e fusoliera (simile anche se meno pronunciata), vedeva un idrovolante
a scarponi, monoplano ad ala bassa a sbalzo, con struttura lignea (inizialmente
come per altri progetti della ditta) poi completamente metallica; ala
bilongherone; motori Isotta Fraschini Delta RC.35 da 700hp con eliche
tripale metalliche a passo variabile in volo; equipaggio di 4 uomini;
armamento costituito da una mitragliatrice Breda-SAFAT da 7,7mm. nella
radice alare destra, una mitragliatrice Scotti da 12,7mm nella torretta
dorsale Caproni/Lanciani Delta E e 2 mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7mm
brandeggiabili laterali; carichi alari per 600kg..
La proposta dei C.R.d.A. risultò parallela a quella della Fiat/C.M.A.S.A.
RS.14.
Malgrado la bassa potenza dei motori, essa sarebbe stata compensata
dalla pulizia del progetto; purtroppo furono proprio i motori che diedero
i problemi al velivolo.
Il prototipo, registrato come simulacro volante in legno ebbe la MM.466.
Da segnalare che inizialmente era stata fissata la MM.464, ma poi essa
venne assegnata ad altro velivolo (Fieseler Fi.156C.2).
Effettuò il suo primo volo nelle acque di Monfalcone il 08/07/40
nelle mani del collaudatore della ditta Mario Stoppani.
Successivamente, il 03/12/40, venne inviato presso il Centro Sperimentale
di Vigna di Valle, dove effettuò prove comparate con un RS.14
(MM.35386).
Nel 05/41 risultò completato ed effettò le ultime prove
di collaudo.
I pressanti impegni costruttivi che oberavano la ditta ne provocarono
un ritardo nella produzione.
La Regia passò una prima commessa per 50 esemplari con contratto
N° 621 per £. 102.600.000, a cui vennero assegnate le MM.
35789-35838.
Successivamente, nel 11/42, l’ordine venne annullato e trasformato
per 15 esemplari, dalle MM.35789-35803, per poter mantenere un ritmo
costruttivo per altri aerei.
In data 31/07/43 la Regia aveva in carico 3 esemplari sperimentali e
2 come ricognitori.
Da segnalare che la MM.35790 fu pronta per il ritiro in data 08/09/43.
Dopo tale data, sotto controllo tedesco, venne autorizzata la prosecuzione
dei lavori per le MM.35791-35803, che risultavano complete al 80%.
Le MM.35790-35797 risultarono distrutte durante il bombardamento aereo
alleato, mentre le rimanenti vennero demolite.
Da segnalare che per il velivolo vennero emesse 3 commesse: in data
19/05/41 commessa alla Aer Sicula per 53 esemplari (MM.35875-35926)
con contratto N° 1739 del 19/01/43 per £. 25.000.000, che
venne successivamente annullato; commessa per 14 esemplari ai C.R.d.A.
(MM.35927-35938) ed annullata nel 11/42; commessa per 52 esemplari alla
Piaggio (MM.35939-359090) ed annullata sempre nel 11/42.
Un’ultima segnalazione da riferire risulta quella legata alla
cessione della licenza di costruzione del velivolo in Giappone, sulla
quale non si hanno notizie circa la sua finalizzazione.