GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

C.R.d.A. Cant.Z.515

Fu l’ultimo progetto realizzato a Monfalcone dall’ing. Filippo Zappata.
La realizzazione fu un’evoluzione del coevo Cant.Z.1018, infatti strutturalmente ha notevoli somiglianze, nonché particolari comuni.
Attraverso lo sviluppo effettuato con il Cant.Z.510 e 514, il nuovo velivolo, destinato a sostituire il Cant.Z.501, fu specificatamente destinato sia alla ricognizione marittima che alla scorta convogli.
Il progetto, comune per piattaforma alare – complesso bideriva di coda e fusoliera (simile anche se meno pronunciata), vedeva un idrovolante a scarponi, monoplano ad ala bassa a sbalzo, con struttura lignea (inizialmente come per altri progetti della ditta) poi completamente metallica; ala bilongherone; motori Isotta Fraschini Delta RC.35 da 700hp con eliche tripale metalliche a passo variabile in volo; equipaggio di 4 uomini; armamento costituito da una mitragliatrice Breda-SAFAT da 7,7mm. nella radice alare destra, una mitragliatrice Scotti da 12,7mm nella torretta dorsale Caproni/Lanciani Delta E e 2 mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7mm brandeggiabili laterali; carichi alari per 600kg..
La proposta dei C.R.d.A. risultò parallela a quella della Fiat/C.M.A.S.A. RS.14.
Malgrado la bassa potenza dei motori, essa sarebbe stata compensata dalla pulizia del progetto; purtroppo furono proprio i motori che diedero i problemi al velivolo.
Il prototipo, registrato come simulacro volante in legno ebbe la MM.466.
Da segnalare che inizialmente era stata fissata la MM.464, ma poi essa venne assegnata ad altro velivolo (Fieseler Fi.156C.2).
Effettuò il suo primo volo nelle acque di Monfalcone il 08/07/40 nelle mani del collaudatore della ditta Mario Stoppani.
Successivamente, il 03/12/40, venne inviato presso il Centro Sperimentale di Vigna di Valle, dove effettuò prove comparate con un RS.14 (MM.35386).
Nel 05/41 risultò completato ed effettò le ultime prove di collaudo.
I pressanti impegni costruttivi che oberavano la ditta ne provocarono un ritardo nella produzione.
La Regia passò una prima commessa per 50 esemplari con contratto N° 621 per £. 102.600.000, a cui vennero assegnate le MM. 35789-35838.
Successivamente, nel 11/42, l’ordine venne annullato e trasformato per 15 esemplari, dalle MM.35789-35803, per poter mantenere un ritmo costruttivo per altri aerei.
In data 31/07/43 la Regia aveva in carico 3 esemplari sperimentali e 2 come ricognitori.
Da segnalare che la MM.35790 fu pronta per il ritiro in data 08/09/43.
Dopo tale data, sotto controllo tedesco, venne autorizzata la prosecuzione dei lavori per le MM.35791-35803, che risultavano complete al 80%.
Le MM.35790-35797 risultarono distrutte durante il bombardamento aereo alleato, mentre le rimanenti vennero demolite.
Da segnalare che per il velivolo vennero emesse 3 commesse: in data 19/05/41 commessa alla Aer Sicula per 53 esemplari (MM.35875-35926) con contratto N° 1739 del 19/01/43 per £. 25.000.000, che venne successivamente annullato; commessa per 14 esemplari ai C.R.d.A. (MM.35927-35938) ed annullata nel 11/42; commessa per 52 esemplari alla Piaggio (MM.35939-359090) ed annullata sempre nel 11/42.
Un’ultima segnalazione da riferire risulta quella legata alla cessione della licenza di costruzione del velivolo in Giappone, sulla quale non si hanno notizie circa la sua finalizzazione.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Evangelisti/Zappata – Le navi aeree di Filippo Zappata – Ed. Olimpia
Arena – La Regia Aeronautica – Ed. Stato Maggiore Aeronautica
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930-1945 – Ed. Publishers
Dunning – Courage alone. The italian air force. 1940-1943 – Ed. Hikoki
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923-1943.
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo


La MM.466 durante il volo di collaudo a Monfalcone con ai comandi il collaudatore Stoppani


Un esemplare di serie.

 

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