L’ing. Fabrizi della Soc. Caproni Vizzola, dopo
aver progettato la serie di aerei linei, nel 40, progettò un
nuovo modello caratterizzato da una struttura interamente metallica:
l'F.6.
Inoltre va citato un’altra particolarità: fu il primo aereo
italiano a volare dotato del motore tedesco Daimler Benz DB.605 da 1.475hp..
Come detto la realizzazione risultava interamente metallica, con la
fusoliera basata su una struttura in tubi in cromo-molibdeno saldati
e rivestimento esterno in duralluminio, mentre l’ala, basata su
un bilongherone in acciaio e rivestimento in duralluminio.
Il carrello era triciclo, con l’anteriore avente rotazione verso
l’interno ed a scomparsa nell’ala.
L’armamento risultava concepito su 2 mitragliatrici Breda-Safat
da 12,7mm posizionate nel muso dell’aereo, e 2 armi uguali nella
struttura alare.
Al progetto iniziale si associarono anche gli ingg. Italo Baldassari
e Carlo Riparbelli, che ripresero e conclusero il lavoro di Fabrizi.
Inizialmente fu presa la dodicesima cellula di F.4 (la MM.5932) in avanzato
stato di costruzione, e, mantenendo l’ala linea, si diede origine
al F.5bis (o F.5DB.601 oppure F.6 ala legno), con l’utilizzo del
motore DB.601A-1 da 1.175hp..
Venne immatricolato come MM.489 con contratto di £. 1.000.000.
Le prestazioni risultarono ottime.
Come logica conseguenza venne deciso l’utilizzo del nuovo motore
DB.605, e, contemporaneamente, di rifare l’ala interamente metallica.
Il nuovo modello prese la sigla: F.6M (con M = metallico).
Il velivolo prese la Matricola Militare 481.
Inizialmente il voluminoso radiatore venne integrato nel muso del velivolo,
dando una fisionomia molto pesante.
Successivamente esso venne spostato ed arretrato sotto l’ala.
I collaudi furono iniziati nel 09/41 da parte del ten. Carlo Antonelli
ottenendo ottimi risultati.
Purtroppo i collaudi si prolungarono per tutto il '42, tanto è
vero che il collaudo militare avvenne il 09/05/42 a Guidonia.
All’inizio del 43 fu richiesto una diversificazione per la motorizzazione,
poiché l’approvigionamento dei DB risultava molto limitato,
essendo unicamente indirizzato per la produzione dei velivoli da caccia.
Per questa situazione venne preso in considerazione l’utilizzo
del motore Isotta Fraschini (altra società della galassia Caproni)
Zeta RC.25/60 da 1.250hp., caratterizzato da 24 cilindri a X e raffreddamento
ad aria.
L’esemplare ebbe la Matricola Militare 498 e venne designato F.6MZ.
Da segnalare che la commessa risultava per 2 esemplari (1 in versione
caccia ed 1 in versione silurante), con il 2° ordinato nel 07/43.
Però solo il primo (MM.498) venne realizzato.
Purtroppo questa unità motrice risultò ancora affetta
da problemi di riscaldamento.
Malgrado questo nel 08/43 effettuò dei voli nell’ambito
dell’aeroporto di Vizzola Ticino nelle mani del collaudatore Antonio
Moda.
Gli inconvenienti riportati avrebbero potuto essere superati, ma l’avvento
dell’armistizio bloccò tutta l’attività, tanto
è vero che gli stessi dipendenti della casa costruttrice provvidero
allo smontaggio del velivolo ed al suo occultamento per evitare la sua
requisizione da parte dei tedeschi.
Con questo si concluse la vita del velivolo ed ogni possibile evoluzione
futura.