Nel 05/1938 Luigi Queirolo lasciò la Avio Trasporti,
che operava con Ca.148, in A.O.I. per iniziare una sua nuova attività
aeronautica in Italia; ed a Milano fondò uno studio tecnico,
ipotizzando la realizzazione di una aviorimessa in quel di Ravenna.
Nell’autunno del 1938 presentò, unitamente all’ing.
Recanatini, un progetto nell’ambito del concorso indetto per un
velivolo da piccolo turismo.
Nel 10/1939 entrambi sottoposero al gen. Amedeo Fiore, direttore della
DGCA, un progetto basato su un bimotore da collegamento veloce e da
ricognizione disarmata da utilizzarsi soprattutto in Africa.
Il progetto risultava siglato: QR.14.
Il velivolo era realizzato essenzialmente in legno.
La fusoliera era composta da 3 parti: anteriore, sino al bordo alare,
in duralluminio; mediana, in corrispondenza del piano alare, in legno;
e posteriore sempre in legno.
Le 3 sezioni erano imbullonate tra loro, ed avevano una sezione circolare
a guscio.
L’ala, suddivisa anch’essa in 3 parti (centrale e semiali),
presentava una pianta ellittica a profilo biconvesso, ed era basata
su un longherone principale, integrato da un guscio, ed uno secondario,
con l’intera struttura lignea.
La forma dell’ala e dei timoni ricordavano i similari del tedesco
He.111.
I motori previsti erano gli Alfa Romeo Alfa 110bis da 130hp., spingenti
eliche bipale metalliche, ed erano disposti al di sotto dell’ala
in gondole, nelle quali si ritraeva il carrello anteriore.
La cabina presentava i 2 posti di pilotaggio affiancati e, dietro, i
2 posti per i passeggeri.
L’accesso avveniva attraverso portelli incernierati verso l’alto
e sganciabili.
Posteriormente esisteva lo spazio per il carico utile.
Il gen. Fiore espresse alcuni dubbi circa le prestazioni previste del
velivolo (velocità massima, peso a vuoto, e carico).
Alla decisione del suo ideatore di provvedere alla realizzazione del
velivolo presso la Costruzioni Aeronautiche Taliedo, lo stesso Fiore,
pur ammettendo l’ottima abilità della ditta nelle realizzazioni
in legno, pur tuttavia sollevò dubbi sulla realizzazione di un
velivolo a motore, in quanto fino a quel momento aveva realizzato solo
alianti.
Il 05/03/1940 il gen. Pricolo propose di inserire il velivolo nel 2°
concorso per aerei di medio turismo RUNA, richiedendo l’invio
del progetto al Comitato Progetti.
In pari data l’ideatore richiese la disponibilità della
galleria a vento di Guidonia per prove su un modello, cosa questa autorizzata,
e, pertanto, furono svolte nel 04/1940.
Contemporaneamente si passò alla fase realizzativa presso la
CAT, grazie anche all’aiuto estemporaneo portato dagli ingg. Silvio
del Proposto e Amilcare Porro, dipendenti della vicina Caproni Taliedo,
i quali nel tempo libero utilizzavano l’Ufficio Tecnico della
CAT, ove il proprietario, sig. Cesare Gallieni, metteva a disposizione
del personale.
Il proseguo dei lavori e la costruzione del prototipo richiese anche
la relativa copertura finanziaria, che venne garantita dall’industriale
sig. Farina.
Il lavoro comunque procedette in modo molto lento e discontinuo, tanto
che il Queirolo decise di cedere l’attività allo stesso
Farina, e così solo nel 1942 l’esemplare vide il suo completamento.
Contemporaneamente la CAT passò da Gallieni a Caproni, per cui
fu deciso che l’eventuale produzione si sarebbe svolta presso
la ditta ORLA di Rieti, dello stesso gruppo Caproni.
Da ricordare che venne emesso nel 03/1943 una commessa per 2 esemplari
e relativo contratto per un importo di £. 160.000.
Malgrado questo non si hanno notizie circa le Matricole Militari previste.
Il 17/02/1943 venne richiesto di poter utilizzare per il collaudo il
ten. Edgardo Vagli, del 22°Gr.caccia di stanza a Linate, ma in data
09/03/1943 si ottenne parere negativo.
Per quanto poi concerne i motori, ancora non pervenuti, il 03/05/1943
la Direzione Generale Servizi provvide ad inviare 3 motori usati Alfa
110 (recuperati dalla demolizione di un Cant.Z.1012) alla ditta Farina.
Il ricorso a motori usati e di recupero indica chiaramente la situazione
in cui versava il paese e le sue forze armate.
Il 17/06/1943 la DGCA sollecitò la disponibilità di un
pilota per i collaudi, ma il ministero rispose di attendere il delinearsi
della situazione amministrativa prima di procedere.
Così fece prima ad arrivare l’armistizio.
Malgrado tutto quanto succedeva intorno, il velivolo non subì
devastazioni, tanto che nel 1946 la Marinavia (erede della Farina) lo
fece riattare ed istallò 2 motori Alfa 110bis da 130hp..
Nel 03/10/1947 l’aereo effettuò il suo I° volo sull’aeroporto
di Vergiate nelle mani del collaudatore Nello Valzania con ottimi riscontri.
Contemporaneamente venne immatricolato civile come: I-MFTA.
Si sperava di poter dar corso ad una piccola serie di 25 esemplari,
e, per questo motivo, venne fatto partecipare ad alcune manifestazioni
aeronautiche, culminate con la vittoria di categoria nel Premio Milano
il 12/10/1947.
Purtroppo la contingente situazione economica stagnante nel paese portò
all’abbandono dell’intero progetto, ed il velivolo venne
accantonato nell’aerea aeroportuale di Linate, ove si consumò
definitivamente nell’ignoranza generale.