GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

DEWOITINE D.520

A seguito dell’apertura delle ostilità con la Francia ed il breve lasso di tempo intercorsi e concluso con l’armistizio del 24/06/40, i ns. uomini ebbero l’opportunità di imbattersi nel moderno caccia francese che era entrato da poco tempo nei ranghi dell’Armee de l’Air: il Dewoitine D.520.
Progettato dagli ingg. Castello, Vautier e Rey aveva effettuato il suo primo volo il 02/10/38 sulla base di Tolosa-Francazal nelle mani del collaudatore com. Marcel Doret.
Si trattava di una moderna costruzione interamente metallica: monoplano ad ala bassa a sbalzo basata su un monolongherone metallico e rivestimento in duralluminio; fusoliera con struttura a guscio dotata di abitacolo chiuso da capottino retrattile verso il retro; carrello triciclo, con l’anteriore retrattile con rotazione verso l’interno e scomparsa totale; motore Hispano Suiza 12Y-45 da 930hp. spingente un’elica tripala metallica Chauviere a passo variabile in volo; ed un armamento basato su un cannone Hispano Suiza da 20mm. sparante attraverso il mozzo dell’elica e 4 mitragliatrici alari da 7,5mm. sparanti fuori da disco dell’elica.
Fu proprio la disponibilità di 3 esemplari, rinvenuti sui campi in Provenza, ad essere visionati dai ns. piloti del 2°St., al rientro dal fronte libico e schierati negli aeroporti piemontesi, sul campo di Caselle, che permise la loro conoscenza e, dopo qualche volo di addestramento, il riconoscimento per le sue buone prestazioni ed il comportamento in volo.
Ma il fatto che più impressionò i piloti era la presenza del cannone da 20mm., anche se con solo 60 colpi a disposizione, fatto totalmente nuovo in quanto si era ancora legati alla presenza di mitragliatrici da 12,7mm. se non ancora da 7,7mm..
Nel 06/41, sotto l’egida del neo costituito Governo di Vichy, un gruppo di questi aerei transitò attraverso l’Italia, con scalo tecnico a Fontanarossa, per raggiungere la Siria dove era in corso lo scontro con gli inglesi.
Dopo il 11/42, con l’occupazione da parte dei tedeschi e degli italiani del territorio francese e la dissoluzione del governo di Vichy (27/11/42), furono disponibili un certo numero di questi aerei sui campi inseriti nella fascia di competenza italiana: Montelimar, Orange, Istres ed Aix en Provence, così che furono avviati verso l’Italia attraverso la base di Villanova d’Albenga.
In questa base operavano gli uomini del 8°Gr. Del 2°St. e la presenza della SRAM risultava utile per una prima manutenzione.
Il 08/02/43 risultavano presenti 10 velivoli.
Il 25/11 il 22°Gr. riceve 4 esemplari a Capodichino.
Il 06/04 risultavano 9 velivoli, presso il Magazzino Territoriale di Vengono, in carico al 50° e 60°Gr.
Nel 01/43 alcuni piloti del 60°Gr. avevano provveduto a ritirare in Francia alcuni esemplari.
Il 21/05/43 vi fu un accordo tra Regia e Luftwaffe per uno scambio di aerei, per cui avrebbero dovuto essere consegnati all’Italia 30 esemplari del caccia.
Prima di passare al quadro operativo finale, si rende necessario ricapitolare la situazione delle acquisizione dell’aereo.
Inizialmente e complessivamente furono ritirati sui campi francesi 45 esemplari già in uso.
Questi velivoli mantenevano la numerazione francese, come la mimetica con la presenza della banda bianca in fusoliera e la croce di Savoia sul timone, a parte gli stemmi nazionali italiani.
Successivamente vennero registrati 2 lotti di aerei nuovi di fabbrica: uno di 31 velivoli a cui vennero assegnate le MM.95919/95949; e l’altro di 5 esemplari a cui vennero imposte le MM.99078/99085.
Alla data del 31/07/43 risultavo ancora in carico 46 esemplari (di cui 39 derivati dalle ultime assegnazioni).
Ritornando allo storico, tra la primavera e l’estate 43 il 161°Gr.Autonomo (162°Sq. a Crotone, 163°Sq. a Grottaglie, e 164°Sq a Reggio Calabria) utilizzò alcuni esemplari ricavandone un quadro meno entusiastico (anche perché i ns. piloti avevano iniziato a volare sui Mc.202), comunque sempre onesto e ben armato.
A causa dei violenti bombardamenti sulle basi, quando il 161°Gr. si trasferisce a Cerveteri, non risultavano più in carico esemplari del caccia francese.
Un esemplare risultava ancora in carico alla 300°Sq. del 167°Gr..
Sulla base di Villanova la 358°Sq. del 2°Gr. impiegò alcuni esemplari, sino al 20/07, quando li cedette (12 velivoli) alla 78°Sq. e 82°Sq. del 13°Gr. del 2°St. che passò sulla base di Metato, dove si ritrovano altri 35 velivoli.
Il 13/08/43 i velivoli superstiti passarono in carico al 24°Gr. sulla stessa base, e, alla data del 08/09, risultavano ancora in carico 13 velivoli, di cui 6 efficienti.
Dopo l’armistizio non si hanno presenze al sud, mentre con l’ANR risultavano in carico ancora 3 velivoli, provenienti appunto dal 24°Gr., di cui 1 si hanno tracce presso l’aeroporto di Lonate Bozzolo, e venivano utilizzati esclusivamente per l’addestramento.
Anche questi sparirono dai quadri con la fine della guerra.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Garello – Regia Aeronautica e Armee de l’Air . 1940/1943 – Ed. Bizzarri
Danel/Cuny – Le Dewoitine D.520 – Ed. Larivière
Erhengardt/Shores – L’aviation de Vichy au combat – Ed. Lavauzelle
Dunning – Courage alone. The italian air force. 1940/1943 – Ed. Hikoki
Dewoitine D520 – Ed. DTU
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Campo di Istres 02/43. L’esemplare mostra le le bande sul muso rosse e gialle (relative alla ex Armee de l’Air de l’Armistice obliterate con venice grigia), mentre le fasce alari bianche saranno eliminate all’arrivo in Italia

Ripresa di alcuni esemplari in sosta sul campo di Villanova

La foto riprende un esemplare incidentato, recante ancora sulle ali le bande bianche francesi

Ripresa in volo di un esemplare, appartenuto al GCII/1, durante il suo trasferimento in Italia

Littoria 19/05/43. Il gen. Mazzucco, comandante della 3°Sq.Aerea a colloquio con il cap. Calducci davanti ad un esemplare in carico alla 371°Sq.

Esemplare appena ridipinto con l’obliterazione dei marchi francesi, in questo caso un esemplare del GC II/1, sul quale risulta visibile la cancellatura dell’emblema sulla fiancata, in attesa di trasferimento da Istres a Villanova nel 43

 

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