GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

FIAT G.56

Dal '42 lo Stato Maggiore della Regia aveva deciso una ristrutturazione della produzione e contemporaneamente una ricerca di nuovi modelli.
Nello stesso tempo con l’alleato tedesco si era deciso di provvedere ad uno scambio di informazioni tecniche.
In questo ambito andò ad incastrarsi il G.55.
Molto stimato dopo averlo provato in volo, i tecnici sollecitarono il RLM per la sua adozione in seno alla Luftwaffe.
In questa ottica si venne ad inserire la possibilità di utilizzare sul G.55 l’ultimo nato: il DB.603A da 1.750hp..
Nel 04/43 infatti giunse direttamente dalla Germania un esemplare di tale motore, che venne affidato alla Fiat, affinché potesse sviluppare il nuovo aereo.
L’ing. Giuseppe Gabrielli, responsabile dell’ufficio studi, per poter tagliare i tempi e valutando quanto già in essere per il G.55, decise di prendere tale struttura e di adattarvi il nuovo motore, e chiamando il nuovo aereo: G.56.
Pertanto nel 07/43 venne emessa una commessa per 2 esemplari, ai quali vennero applicate le MM.536 e 537.
Un’altra variante venne definita con la rinuncia alle 2 mitragliatrici posizionate in fusoliera, sopra il motore, e l’adozione di 2 cannoni alari MG.151/20, al posto delle mitragliatrici.
Con l’adozione del nuovo motore, la fisionomia complessiva del velivolo assunse un andamento più aerodinamico.
Complessivamente le dimensioni rimanevano identiche al precedente aereo, salvo la lunghezza che veniva incrementata di 8cm..
L’arrivo dell’armistizio bloccò ogni lavoro sui 2 esemplari sino al 11/43, e solo successivamente poterono essere ripresi dopo l’autorizzazione da parte della commissione di vigilanza tedesca.
Il 28/03/44 il comandante Valentino Cus portò in volo la MM.536, dotata di insegne tedesche, ottenendo subito ottime risultanze.
Il secondo prototipo venne portato avanti con la variante di una cabina di pilotaggio semistagna.
Il 25/04 un pesante bombardamento alleato sullo stabilimento, oltre che devastare le linee di produzione, provocò la distruzione e/o il danneggiamento di numerosi aerei, tra i quali anche il G.56, che nel frattempo aveva già effettuato alcuni voli.
Nell’estate del '44 vennero ripresi i voli con il secondo esemplare, MM.537.
Da segnalare che era stata progettata anche una versione dotata di un’elica VDM quadripala del diametro di 3,05mt..
Nel 09/44 l’Alto Comando tedesco imponeva lo stop definitivo all’intero programma.
Nel dopo guerra la MM.536 venne riparata ed utilizzata quale banco volante con l’istallazione e relative prove di vari motori (Isotta Fraschini Delta RC.40, Roll Royce Merlin, Packard V.1650/7, oltre al DB.605).

Giorgio Dorati
Archivio fotografico Giorgio Apostolo
Bibliografia
Vergnano/Alegi – Fiat G.55 – Ed. La Bancarella Aeronautica
Vergnano – I caccia Fiat, 1930/45 – Ed. Intyrama
Di Terlizzi- Fiat G.55 Centauro – Ed. IBN
Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943.

Viste della MM.536 sul campo di Torino

Viste della MM.536 sul campo di Torino

Viste della MM.536 sul campo di Torino

Particolare del DB.603A

Particolare del cruscotto

Spaccato del muso

 

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