GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

I.M.A.M. Ro.63

Come per il AVIS C.4, l’Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali per venire incontro alla specifica per un aereo coloniale da collegamento, specialmente per l’A.O.I,, progettò un velivolo (ideato dai ingg. Giovanni Galasso, Manlio Fiore, e Pietro Callerio) caratterizzato da una formula monorotore, monoplano ad ala alta controventata a struttura mista.
La fusoliera risultava realizzata con una struttura di tubi in acciaio saldati con la parte anteriore rivestita in lamierino metallico e quella posteriore in tela.
L’ala, a pianta rettangolare, aveva una struttura bilongherone in duralluminio con centine in legno e rivestimento in compensato telato, e dotata inoltre di alette Handley-Page sul bordo alare d’entrata.
Presentava un carrello fisso con ruote dotate di lunghi ammortizzatori per poter operare su terreni accidentati.
La cabina di pilotaggio presentava i 2 posti affiancati ma con un unico volantino ribaltabile; presentava inoltre alle spalle dei piloti, sul lato destro, la postazione per il marconista con relativa porta di accesso; ed al suo fianco esisteva lo spazio di ospitare un carico pagante, compresa la possibilità di trasporto di una barella, con accesso tramite un’apertura in fusoliera incernierata superiormente.
La motorizzazione era affidata ad un motore Hirth HM.508D da 280hp., spingente un’elica bipala metallica a passo variabile in volo.
Il 17/03/1939 il progetto, presentato in 4 varianti, venne inviato dalla DGCA al gen. Valle per l’analisi, il quale, però, rimase su una posizione di indecisione.
Comunque con contratto N°1568 del 09/12/1940 per £. 1.892.200, approvato con decreto N°70 del 16/08/1941, venne ordinata alla IMAM una preserie di 6 esemplari, a cui vennero imposte le Matricole Militari: 11591/11596.
Il suo I° volo, con la MM.11591, avvenne nel 06/1940 sul campo di Capodichino con ai comandi il collaudatore Aldo Ligabò; lo stesso che poi provvide a trasferirlo presso il Centro Sperimentale di Guidonia per il definitivo collaudo militare.
Il 25/071940 iniziarono i voli nelle mani del cap. Adriano Mantelli, avendo come riferimento, dal 09/1940, il Fi.156, presente anche lui sul campo, e dimostrandosi persino superiore allo stesso velivolo tedesco.
Da segnalare che i piloti del Centro lo usarono attivamente per il collegamento tra lo stesso centro ed il poligono di Furbara.
Le prove proseguirono: il 06/11 con quella di salita e velocità in quota; ed il 07/11 con quella di prova motore-elica. Durante il volo di rientro in ditta, il velivolo fece sosta a Sezze Romano per permettere allo stesso Mantelli di partecipare ad una gara di alianti, e, durante la sosta, per un errore di un meccanico (che ne accese il motore) il velivolo andò ad urtare un hangar riportando lievi danni all’elica ed all’ala.
Il 11/02/1941 il velivolo risultava a Capodichino.
Lo stesso Mantelli, ordinato quale collaudatore militare presso la ditta, provvide ai collaudi dei velivoli della preserie tra il 28/02 ed il 31/03/1941.
Dall’estate del 1941 lo stesso Mantelli provvide al passaggio su tale velivolo dei piloti inviati a ritirarli.
Il 03/09/1941 il Comando Superiore Aviazione del Regio Esercito richiese i primi 2 esemplari per la 29°Sq.O.A. basata a Roma-Centocelle.
Gli esemplari MM.11594 e 11595 raggiunsero la destinazione il 12/09/1941.
Il 28/09/1941 vennero richiesti i restanti velivoli (MM.11591/2/3/6) che vennero destinati alla 132°Sq. del 76°Gr.O.A. sulla base libica di Zuara.
Gli aerei lasciarono la base di Capodichino il 07/10/1941, ma la MM.11596, pilotata dal serg. Manfredi, investì un Cant.Z.1007bis in atterraggio a Palermo-Boccadifalco con avarie all’elica.
Il 10/10/1941 la MM.11593, pilotata dal mar. Massacesi, in atterraggio a Tripoli-Mellaha urtò un hangar con danni all’elica.
In data 15/10/1941 la 132°Sq. dichiarò di avere la sola MM.11591 efficiente.
Il 19/10/1941 rientrò al reparto la MM.11593, ma rimase distrutta in data 27/11/1941 durante un mitragliamento del campo da parte di aerei inglesi.
Il 11/11/1941 la MM.11592 venne danneggiata da un bombardamento.
La presenza dei velivoli sul teatro africano coincise con la I° offensiva inglese, per cui furono travolti dagli avvenimenti.
Il 14/10/1941 la MM.11595 venne trasferita da Centocelle a Guidonia, per poi, in data 11/1/1941, essere trasferita in Libia, a Bengasi, dove giunse il 28/11/1941.
Il velivoli fu attivamente utilizzato per voli verso Gialo (800km.) e verso Murzuk.
Per la fine del 1941 gli esemplari ancora efficienti risultavano: la MM.11591 della 132°Sq., la MM.11595 ceduta alla 129°Sq. del 67°Gr. il 31/12, e la MM.11596 ceduta alla 123°Sq. del 69°Gr. il 01/01/1942.
Il 15/01/1942 la caduta di un Ro.37bis nella vicinanze di Guerat, permise all’esemplare pilotato dal cap. Manfredi di giungere sul posto e recuperare l’equipaggio.
Lo stesso Manfredi lasciò il comando della 123°Sq. per passare alla 132°Sq., e contemporaneamente il suo velivolo venne ceduto ad un reparto da caccia, ma durante un volo con ai comandi il cap. Gasperi, subì un incidente con cappottata finale che lo alienò definitivamente.
Il 14/09/1942, durante un’incursione inglese venne danneggiato un esemplare sull’aeroporto di Barce.
Da segnalare che il 18/12/1941 lo stesso gen. Fougier espresse la sua favorevole decisione per un ordine di 100 esemplari dell’aereo, ma ponendo come condizione inderogabile l’utilizzo del motore Isotta Fraschini Beta (accreditando la versione dell’indisponibilità del motore tedesco).
Detto motore presentava comunque una spaventosa sequela di piantate dello stesso causa problemi irrisolti all’alimentazione.
La ditta provvide pertanto all’istallazione su un esemplare del predetto motore (chiamato Ro.63 Beta), ma gli inconvenienti si manifestarono subito, anche con ai comandi lo stesso Mantelli.
Il 18/07/1942 il collaudatore Ligabò trasferì l’esemplare modificato a Guidonia per i collaudi.
Purtroppo la situazione legata al motore portò alla rinuncia dell’ordine, anche se vennero ordinati alla CNA 150 esemplari di velivoli dotati appunto dell’Hirth, ma che dalla Germania non arriveranno mai.
In data 05/06/1943 i rimanenti 3 esemplari mostravano i segni dell’usura, tali da richiedere urgenti riparazioni.
Alla data del 31/07/1943 la Regia dichiarò di avere ancora 1 esemplare disponibile.
Le sorti della guerra e il sopraggiungere dell’armistizio provvedevano poi a chiudere definitivamente il capitolo di questo aereo, che aveva dimostrato ampiamente le sue ottime capacità ovunque era stato richiesto.
Nel dopoguerra il cap. Manfredi cercò di sollecitare la ripresa della costruzione del velivolo, quale aereo leggero, ma, ironia della sorte, presso la ditta costruttrice non si aveva più alcuna traccia sia dei disegni costruttivi che della documentazione originale dell’aereo.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Brotzu/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Dell’Ateneo
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930-1945 – Ed. Aero Publishers
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militali della Regia Aeronatica. 1923-1943.
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Vista del velivolo ripreso davanti agli hangar della ditta


Vista del velivolo ripreso davanti agli hangar della ditta


Vista del velivolo ripreso davanti agli hangar della ditta

Vista del velivolo ripreso davanti agli hangar della ditta


Foto dell’esemplare 132-1 ripreso in Libia con il cap. Gasperi

 

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