GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

MACCHI MC.94

Nel 1935 l’Ala Littoria, per sostituire gli ormai obsoleti Cant.10 e Cant.22 sulle rotte dell’Adriatico, richiese all’Aeronautica Macchi 5 velivoli idro.
L’ing. Mario Castoldi sviluppò un aereo a scafo centrale e galleggianti laterali.
Lo scafo centrale aveva la struttura ed il rivestimento in legno, e disponeva di una cabina di pilotaggio con i posti affiancati per i piloti, alle cui spalle era posizionato il posto per il marconista.
La parte riservata ai passeggeri prevedeva 12/14 posti singoli posizionati lungo le pareti.
L’ala alta a sbalzo era costruita in un solo pezzo con una struttura bilongherone in legno con ricopertura in compensato telato verniciato.
La motorizzazione era affidata ad una coppia di motori Wright Cyclone SGR-1820 da 770hp. spingenti eliche tripala metalliche a passo variabile in volo.
I motori erano posizionati sopra l’ala, al centro, su una incastellatura metallica in tubi di acciaio.
Inizialmente il progettista previde il velivolo in 2 configurazioni: idrovolante ed anfibio (con carrello retrattile parzialmente nell’ala), con la seconda prevista per le rotte integrate da scali terrestri.
Il prototipo, immatricolato I-MACC, venne collaudato sul lago di Varese, alla Schiranna, nello stesso 1935 dal collaudatore della ditta, com. Giuseppe Burei, come dimostratore.
Successivamente si diede corso alla produzione, che iniziò con il nc.94002, battezzato I-ARNO, in versione anfibia, esposto nel 10/1935 al I° Salone Aeronautico di Milano.
Venne seguito dall’esemplare I-LIRI (nc.94003) in versione idro, che fu consegnato nell’estate del 1936.
Tra il 06/1936 ed il 06/1937 furono consegnati i restanti velivoli: I-TOCE (nc.94004), I-SILE (nc.94005), e I-NARO (nc.94006) in versione idro, oltre ad I-NEPI (nc.94000) in versione anfibia, ultimo ritirato in data 17/071937.
Il velivolo nella primavera del 1937 venne utilizzato dallo stesso com. Burei per la conquista di alcuni primati mondiali di categoria (primato di altezza con 6.432mt., sui 2.000km., e sui 1.000km.).
Nel 05/1937 la ditta provvide alla costruzione di un 2° lotto di 6 esemplari, e la offrì alla Regia in versione anfibia da utilizzarsi in AOI.
Pur riscuotendo parere positivo, il 08/06/1937 l’acquisizione non venne effettuata per motivi finanziari, tanto che la stessa ditta venne invitata a rivolgersi verso acquirenti civili, anche stranieri.
Chiaramente anche questo lotto venne ritirato dall’Ala Littoria.
Da segnalare che presso le officine di Trieste (nelle quali si provvedeva alla loro manutenzione), la stessa Ala Littoria aveva provveduto ad alcune modifiche strutturali, tra le quali la più visibile risultava il nuovo disegno della parte fissa del timone.
Comunque le caratteristiche di volo del velivolo presentavano alcuni punti pericolosi: in decollo tendeva ad uscire anticipatamente dall’acqua per poi ricadere per mancanza di velocità; in ammaraggio tendeva a frenare violentemente causa l’eccessiva immersione della coda.
Malgrado quanto detto, l’utilizzo dell’aereo risultò sempre perfetto e puntuale sulle rotte, grazie anche alle mani dei vari comandanti (Pecorari, Baldini, Trocca, Pierani, e Conti).
Le rotte, su cui vennero utilizzati, collegavano gli scali di: Venezia, Trieste, Fiume, Pola, Lussino, e Zara.
Nel 09/1938 venne aperta la tratta: Brindisi-Atene-Rodi-Haifa.
Nel 06/1938 entrarono in servizio altri 3 esemplari: I-NILO (nc.94001), I-ENZA (nc.94007), e I-NETO (nc.94009); che risultavano motorizzati con motori Alfa Romeo 126 RC.10 da 800hp..
Il 18/08/1938 l’esemplare I-NILO (nc.94001) precipitò nelle vicinanze di Mornago, causando la morte di tutti i passeggeri e gli uomini d’equipaggio, compreso lo stesso Burei.
Per la fine dello stesso anno vennero disponibile altri 3 velivoli con analoga motorizzazione: I-ANIO (nc.94008), I-LATO (nc.94010), e I-NEVA (nc.94011).
A seguito di accordi intercorsi con al società argentina Corporation SudAmericana de Transportes Aereos, furono ceduti 3 velivoli (gli esemplari: I-NEVA/ANIO/LATO), che a partire dal 15/12 lasciarono l’Italia.
Con essi furono aperte 2 rotte Buenos Aires-Montevideo, e Buenos Aires-Rosario.
I velivoli vennero immatricolati: LV-LAB/MAB/ed altra matricola non conosciuta; e manutenzionati presso ditte locali con l’assistenza di personale italiano.
Essi rimasero in servizio per lungo tempo, tanto da essere radiati solo nel dopoguerra.
Con il sopraggiungere della guerra i velivoli rimasti vennero militarizzati ed inquadrati nel NCAL, assumendo le immatricolazioni: MM.60452/I-TOCE, MM.60453/I-NARO, MM.60454/I-NEPI, MM.60455/I-ARNO, MM.60456/I-LIRI, MM.60457/I-SILE, MM.60458/I-NETO. E MM.60459/I-ENZA.
Venne chiaramente sospesa la linea verso Haifa, e, lasciati gli esemplari I-ARNO/NEPI in Adriatico, gli altri furono trasferiti presso l’idroscalo di Roma-Lido per i collegamenti verso Cagliari.
Dal 07/1940 vennero aperte le Linee: Roma-Cagliari-Pollensa, Roma-Alghero-Barcellona, e Roma-Cagliari Barcellona, con voli giornalieri.
I velivoli furono anche utilizzati da parte della Commissione Italiana d’Armistizio con la Francia, con voli verso la Corsica.
Con l’occupazione della costa adriatica, appartenuta alla Jugoslavia, i voli, dal 06/1941, furono estesi verso Spalato e Cattaro, e contemporaneamente anche gli altri esemplari fecero ritorno in Adriatico.
Il servizio operativo non registrò particolari note, salvo un lieve incidente ad I-NETO il 01/09/1940 a Roma –Lido, ed ad I-ENZA il 26/01/1943 nelle vicinanze di Cattaro.
Alla data del 31/07/1943 la Regia ne registrava ancora in essere tutti 8 gli esemplari.
Con l’armistizio essi vennero trasferiti dalle autorità tedesche dal bacino di S.Giorgio, a Trieste, a Portorose per la visita della commissione tedesca.
Malgrado la richiesta di alienazione espressa da parte dei piloti germanici, la Luftwaffe provvide ad includerne 7, codificandoli: AD+QP (MM.60452/I-TOCE), AD+QR (MM.60453/I-NARO), AD+QN (MM.60455/I-ARNO), AD+QO (MM.60456/I-LIRI), AD+QQ (MM.60457/I-SILE), AD+QT (MM.60458/I-NETO), e AD+QS (MM.60459/I-ENZA).
Essi continuarono i voli di collegamento nel bacino dell’Adriatico con solo piloti italiani.
Sulla loro fine non si ebbero notizie precise, e, comunque, finirono distrutti in qualche sede ad opera dei tedeschi in ritirata o dei partigiani jugoslavi.

Le foto allegate si riferiscono: 1) ; 2) ; 3) ; 4) ; 5), e 6) ; 7) ; 8), e 9) .


Brotzu/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Apostolo – Aermacchi. Dai Nieuport all’Amx – Ed. G.A.E.
AA.VV. – Ali a Varese. In pace e in guerra – Ed. Provincia di Varese
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930/1945 – Ed. Aero Publishers
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930/1945 – Ed. Aero Publishers
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Il prototipo I-MACC ripreso in flottaggio sul lago di Varese


Vista frontale dell’aereo


Vista frontale di I-NEPI, versione anfibia

Particolare del carrello retratto della versione anfibia. Trattasi di I-ARNO ripreso al salone di Milano

Particolare del cruscotto e dell’argano di bordo, in via provvisoria

Particolare del cruscotto e dell’argano di bordo, in via definitiva

Postazione del marconista

Differenti allestimenti interni

Differenti allestimenti interni

 

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