GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

PIAGGIO P.149 D

Risultò la naturale evoluzione del precedente P.148.
L’ing. Giovanni Casiraghi sul finire del 1952 ne riprese i disegni apportando modifiche sostanziali, quali: il carrello triciclo anteriore con retrazione nelle ali ed in fusoliera; la cabina maggiorata per trasportare 4 persone; leggera variazione alle ali, per contenere il carrello, ed ai timoni; e l’adozione del motore Lycoming GO-480C-2 da 260hp. (successivamente con nuova versione da 270hp.) spingente un’elica Piaggio tripala metallica a giri costanti.
Fondamentalmente la struttura interamente metallica risultava quella del P.148, tanto che inizialmente il progetto riportava la sigla: P.148G.T., successivamente modificata nel definitivo P.149.
Il prototipo, che ricevette l’immatricolazione militare MM.559 (e rimarrà l’unico esemplare acquisito dall’A.M.I., che provvederà ad assegnarlo all’addetto militare aeronautico presso la ns. ambasciata a Bonn, anche se risulterebbe un altro esemplare con MM.54121 per prove di valutazione), effettuò il suo I° volo il 19/06/1953 sul campo della ditta a Villanova d’Albenga.
Il successo arrise subito al velivolo, tanto che si iniziò la produzione per il settore civile.
Da segnalare che l’ing. Casiraghi nel 1959 progettò anche una nuova versione caratterizzata da un timone maggiorato ed inclinato in avanti, denominata: P.149U.
La partecipazione e relativa vittoria al Giro Aereo d’Italia del 1954 di un esemplare tedesco, pilotato nientemeno che da Adolf Galland, con copilota Eduard Neumann, aprì la porta del mercato militare tedesco.
Pertanto il velivolo assunse la sigla definita di: P.149D (dove D stava per Deutscheland).
Infatti la neo ricostituita Luftwaffe ordinava, a partire dal 11/1957, l’aereo per le sue scuole di livello C.
Ad un ordine iniziale per 75 esemplari, realizzati a Finale Ligure, fecero seguito altri 190 realizzati su licenza dalla tedesca Focke Wulf, in unione con la Blume.
Gli esemplari realizzati in Germania presero la sigla: PWF.149D.
L’unico intoppo registrato fu collegato al motore, in quanto la ditta costruttrice americana non aveva ancora rilasciato alcuna licenza di costruzione in quel paese, per cui inizialmente essi furono forniti direttamente dalla stessa Piaggio.
Successivamente tale licenza venne concessa alla B.M.W..
Durante la sua vita operativa riportò sempre ottimi apprezzamenti per le sue doti; tanto che al termine della sua vita operativa, nel 1985, vennero ceduti alcuni esemplari alle forze aeree di Uganda, Nigeria e Tanzania.
Il grosso però venne riversato sul mercato civile, ove ancora adesso lo si può vedere volare.
Ultima segnalazione riguarda gli esemplari acquisiti sia dalla Lufthansa che dalla Swissair per l’addestramento iniziale dei propri piloti.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Tatangelo – Piaggio P.148 e P.149 – Ed. Monografie Aeronautiche Italiane
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
McMeiken – Italian military aviation – Ed. Midland
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Il prototipo, MM.559, ripreso a Villanova d’Albenga


Il prototipo ripreso in volo sopra le montagne liguri


Il prototipo ripreso in volo sopra le montagne liguri

Il prototipo ripreso in volo sopra le montagne liguri

La MM.559 ripreso sul capo di Linate

L’abitacolo della versione civile

Vista del vano motore aperto

Il cruscotto

Vista posteriore

Particolare del muso


Esemplare tedesco siglato: 90+96

 

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