GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

Piaggio - P. 32

La presenza dell’ing. Giovanni Pegna, allora responsabile della progettazione, in seno alla Società Rinaldo Piaggio, portò a 2 interessanti studi: il P.32 ed il P.50.
Il progetto iniziale prevedeva l’abbinamento di 2 idee contemporanee: quella di un bombardiere veloce bimotore e quella di una trasporto civile anch’esso bimotore.
La loro fusione portò alla realizzazione del P.32, curato personalmente dallo stesso Pegna.
La costruzione prevedeva, come normalmente in quei tempi, una struttura mista, con la fusoliera realizzata in 2 sezioni: quella anteriore, sino a dopo la cabina di pilotaggio, in tubi di acciaio al cromo-molibdeno saldati e rivestita in pannelli di duralluminio; posteriormente in un composito di 4 correnti principali longitudinali, uniti da correntini e costole trasversali, in “spruce” e rivestimento chiodato ed incollato in compensato di betulla.
L’ala, media ed a sbalzo, era realizzata completamente in legno con struttura bilongherone recanti travi a T realizzate nello stesso “spruce”, collegate tra loro da pistre in duralluminio e rivestimento nel solito compensato di betulla.
Da evidenziare che l’ala era caratterizzata da 2 particolarità: la presenza di alette automatiche Handley Page sul bordo d’entrata e la presenza di superfici di sostentamento a doppio flap sul bordo d’uscita, suddivise in 2 parti (quelle interne ruotavano fino a 25° e 50°, quelle esterne fino a 25° e 25°).
Il carrello rientrava nelle gondole motore.
L’equipaggio era di 5 persone con i posti di pilotaggio affiancati.
Le unita motrici risultavano degli Isotta Fraschini XI RC.40 a 12 cilindri a V da 825hp., per cui la sigla ufficiale fu: P.32 IF.
Da segnalare che esisteva un contratto, per 1 esemplare, N° 2809 del 18/08/36 per l’importo di £. 1.078.000, approvato con decreto N° 138 del 10/09/36, ma con motori Gnome-Rhone K14irs.
Vennero ordinate 2 serie (la prima per 12 esemplari e la seconda per 5) a cui furono assegnate le Matricole Militari dal 29529 al 20540 e dal 20705 al 20709.
Il prototipo (MM.20529) venne parzialmente realizzato nel 36 a Finale Marina, e poi inviato a Guidonia dove venne completato.
Il primo volo fu effettuato appunto a Guidonia nel 01/36 con ai comandi il collaudatore Mario de Bernardi, incaricato dalla stessa Piaggio.
Nel 38 venne progettata una nuova versione, dotata di motori Piaggio P.XI RC.40, con 14 cilindri a stella, da 1.020hp, ed il velivolo assunse la nuova denominazione di P.32 II°.
Venne pertanto emesso un nuovo ordine per 12 velivoli alla Piaggio con contratto N° 2985 del 13/06/38 per £. 8.700.000, approvato con decreto N° 20 del 28/06/38 e recanti le Matricole Militari dal 21313 al 21324.
Venivano richiesti solo 2 esemplari con i motori Piaggio.
Inoltre la MM.21324 avrebbe dovuto avere una torretta anteriore tipo XI (contratto N° 3245 del 01/05/40 per £. 56.376).
Contemporaneamente i primi esemplari giunsero, per la valutazione operativa, ai reparti.
Vennero assegnati al 18°St.B.T., 37°Gr., e più precisamente alla 47°Sq. del cap. Amelio Novelli, ed alla 48°Sq. del cap. Giovanni Morbidelli.
Durante il periodo di assegnazione ai reparti si manifestò subito il maggior problema del velivolo: la scarsa potenza installata.
Questo portò a numerosi incidenti, che costrinsero la Regia a sospenderne l’attività in data 12/04/38.
Nel ’36 l’ing. Pegna lasciò la Piaggio per approdare alle Reggiane, del gruppo Caproni.
Nel nuovo incarico dovette far fronte alla richiesta delle Regia per un bombardiere avente velocità di 420km..
Dati i tempi ristretti, fu gioco forza riprendere un progetto già esistente, e, chiaramente, fu quello del P.32.
Caproni stesso si accordò con la Piaggio per la licenza di costruzione.
Fu così riprogettata la fusoliera ed i piani di coda, mantenendo però l’ala originale.
Questa nuova versione prese il nome di P.32Bis.
Il 26/03/36 la Reggiane aveva avuto comunicazione direttamente dal gen. Valle per una commessa, datata appunto 26/03, per 24 esemplari, da consegnarsi alle condizioni uguali a quelle previste dalla Piaggio, ma con le modifiche previste e Matricole Militari dal 20710 al 20733.
Da segnalare anche che vi era stato una prima commessa iniziale alla stessa Reggiane per 32 velivoli P.32Bis e Matricole Militari dal 20710 al 20741, ma poi subito annullata.
Pertanto a partire dal mese di luglio si iniziò la costruzione degli esemplari ordinati.
In data 19/09 la commessa venne annullata e venne annunciata una nuova commessa per soli 16 esemplari.
Pertanto la Reggiane richiese una maggiorazione del prezzo dei velivoli, ma non lo ottenne.
Di conseguenza la nuova commessa per 16 velivoli venne siglata con contratto N° 2939 del 05/11/36 per £. 10.976.000, che, comunque, avrebbe compreso anche i 2 esemplari di Ca.405C.
In soli 6 mesi venne pronto il primo esemplare per le prove di volo, a cui però mancava ancora la definitiva caratteristica circa il carico bellico, e il rimanente numero risultavano in avanzato stato di lavorazione.
Da menzionare che il 21/11/36 con lettera del gen. Pesce venne richiesto l’istallazione a prua di una torretta tipo H e sul dorso di una tipo M.1, più uno studio per quella posteriore ventrale per il tipo X.1.
Successivamente venne richiesto anche la modifica della postazione del puntatore.
Purtroppo causa il maltempo e soprattutto alle richieste fatte, si dovette attendere ed il nuovo prototipo venne collaudato il 23/03/37 da parte del collaudatore, com. Mario Gamma, con il motorista Piero Casali.
Apparve subito il vecchio problema: mancanza di potenza motrice.
Vennero effettuati altri voli sino al 10/05/37, che portarono alla modifica dei radiatori acqua.
Inoltre nel 37 il Ministero aveva richiesto alle Reggiane, con relativa commessa, la costruzione di 2 velivoli speciali per partecipare alla celebre corsa Istres/Damasco/Parigi.
L’ing. Pegna, visto lo scarso tempo concesso, prelevò 2 esemplari di P.32Bis di produzione, adattandoli a questo nuovo compito.
Divennero pertanto dei Caproni Ca.405C Procellaria (MM.375 e 376).
Il 14/02/38 risultò pronto il secondo prototipo, ma con motori Piaggio.
Il 04/01/38 venne deciso di estendere la modica ai motori, utilizzando appunto i Piaggio, agli esemplari.
In data 25/02/38, il secondo esemplare subisce un incidente nel tentativo di atterrare a seguito di piantata di un motore, e nel quale andava distrutto il velivolo.
Nell’incidente moriva il com. Gamma mentre si salvavano, anche se feriti i motoristi Casali e Pugi.
Come già riferito, l’aereo non entrò mai a far parte degli aerei utilizzati dalla Regia in missione operativa, e terminò la sua esistenza nel 42 come bersagli a terra presso il poligono di Furbara.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Brotzu/Caso/Casolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Govi – Il caccia Re.2000 e la storia delle Reggiane – Ed. GAE
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930/1945
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943
Le fotografie allegate sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Un esemplare IF sull’aeroporto di Finale

Un esemplare IF sull’aeroporto di Finale

Particolare del posto del puntatore e della postazione anteriore. Inoltre particolare della presa d’aria del motore IF

Particolare del ruotino di coda

Schieramento di velivoli sull’aeroporto di Aviano, con 3 esemplari di IF

Foto di esemplari in carico alla 47°Sq. ripresi ad Aviano durante il periodo operativo

Foto di esemplari in carico alla 47°Sq. ripresi ad Aviano durante il periodo operativo


Foto di esemplari in carico alla 47°Sq. ripresi ad Aviano durante il periodo operativo

 

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