Il soggetto del nostro esame in scala 1/72 è
ben riprodotto dalla ditta Hasegawa.
Nel catalogo Hasegawa, infatti, sono incluse due scatole in scala 1/72
che riproducono magnificamente i "Types" "18" e
"24", mentre per quanto riguarda la scala 1/48, la Hobbycraft
ha prodotto una serie di Kits che, almeno sulla carta, riprodurrebbero
tutte le versioni dell'aeroplano.
I Kits Hasegawa in 1/72 rispecchiano la qualità delle ultime
realizzazioni della casa giapponese; nella scala superiore invece, pur
riconoscendo una qualità discreta, si possono avanzare alcune
perplessità, dato che le diciture indicanti la riproduzione delle
varie versioni non corrispondono al reale.
Tutti i Kits Hobbycraft si differenziano esclusivamente per le decalcomanie,
mantenendo il modello nella versione "18".
Quanto riportato nel presente articolo, seppur imperniato sul Kit 1/72,
può essere utilizzato per correggere anche il Kit in scala maggiore.
Qui di seguito verranno trattate le versioni "6" e "10",
che furono le versioni utilizzate in numero maggiore durante la guerra
di Spagna nell'Aviazione Repubblicana. Anche le file nazionaliste ne
ebbero in dotazione alcuni esemplari catturati, utilizzati principalmente
nelle scuole. A guerra finita, gli aerei sopravvissuti transitarono
nell'Ejercito del Aire.
TYPE 6
Nei cieli spagnoli la suddetta versione affiancò i "Type
5" a partire dalla fine dell'ottobre 1936.
Il "Type 6" era caratterizzato da una rimotorizzazione con
il nuovo M-25A da 730 CV (Tav. 8) che gli permetteva una velocità
massima di 450 km/h, leggermente inferiore a quella del "5"
a causa dell'aumento di peso.
Presentava inoltre alcuni rinforzi alla struttura e un armamento costituito
da due mitragliatrici ShKAS da 7,62 mm nelle ali.
L'apparizione del "Mosca", come era chiamato presso i Repubblicani,
impressionò molto gli aviatori nazionalisti che lo soprannominarono
a loro volta "Rata" (topo).
Il principale antagonista di questo piccolo e tozzo caccia fu il nostro
CR 32 che, pur essendo meno veloce, era più manovrabile nel volo
in linea, più sicuro e più veloce in picchiata.
Per ovviare a questo inconveniente, venne attuata dai piloti repubblicani
una nuova tattica di attacco che, qualche anno dopo, venne denominata
"zoom and climb" dai piloti americani delle "Tigri Volanti".
Questa tattica consisteva nello sfruttare la copertura delle nubi ad
alta quota e nell'attaccare poi, in picchiata, le formazioni di caccia
avversari.
Contando sulla eventuale distrazione dei piloti nazionalisti, si effettuava
una unica passata di mitragliamento e subito dopo si riprendeva quota
nascondendosi nelle sovrastanti nubi.
ALI
Le superfici delle ali presentavano lo stesso aspetto odulato
delle precedenti versioni (rivestimento telato su struttura metallica).
Per realizzare ciò abbiamo provveduto a sostituire le semiali
superiori del Kit Hasegawa con quelle del vecchio Kit Revell; l'utilizzo
delle ali sottodimensionate del Kit Revell è dettato esclusivamente
da considerazioni soggettive: al posto di procedere al rifacimento ex-novo
dell'ala, abbiamo infatti preferito partire da una base già "ondulata".
Procedendo come proposto, si dovrà provvedere ad aggiungere,
superiormente al bordo d'entrata, una sezione di plastruct per raccordare
le due diverse semiali, chiudendo e pareggiando poi il tutto con del
Milliput (Tav. 6, dis. c).
Si dovrà aggiungere, inoltre, una sezione sul bordo di uscita
verso l'esterno, reincidendo successivamente l'alettone.
Sulle semiali inferiori, di provenienza Hasegawa, si provvederà
a modificare opportunamente gli alettoni, prendendo a riferimento le
tavole 1 e 2.
Dopo aver dipinto il modello, andranno riprodotte sull'ala, con del
tubicino sottilissimo o sprue, le canne delle mitragliatrici e la sonda
anemometrica.
Le luci di navigazione alle estremità alari potranno essere riprodotte
con "Krystal Kleer" o prodotti similari.
FUSOLIERA
Il primo intervento sarà quello di eliminare lo sportello di
entrata sulla fiancata destra del kit, dato che era presente solo sul
lato sinistro.
Eliminare anche il pannello di ispezione posteriore (cfr. Tav. 4).
Si dovranno poi eliminare:
1. Tutti i riferimenti relativi alle armi sparanti attraverso il disco
dell'elica (pannelli, fori).
Naturalmente, le carenature delle mitragliatrici del Kit (pezzi B5)
non dovranno essere utilizzate.
2. Le prese d'aria presenti sul muso.
3. Il ruotino di coda, sostituendolo con un pattino realizzato seguendo
le dimensioni riportate nei disegni.
4. Le carenature sotto il muso, riportando il tutto a livello della
cappotta motore.
Apportare poi le seguenti modifiche:
a. Rendere conica l'ogiva.
Si potrà riprodurre il dispositivo d'avviamento tipo Hocks (vedi
Tav. 6 fig. a e b) semplicemente forando l'ogiva, oppure ricostruirlo
ex-novo con del tubetto d'ottone. Fotografie rivelatrici delle forme
dei pezzi in questione, si trovano sul Docavia a pag. 130 e sul Profile
in seconda pagina (cfr. bibliografia).
b. Eliminare tutti i tubi di scappamento stampati sul
modello e sostituirli con dei tubicini di diametro adatto (ottone, plastic
rod).
Nella parte inferiore della cappotta motore andranno inoltre aggiunti
due ulteriori fori da cui dovranno fuoriuscire dei tubi di scarico singoli
(fare riferimento alle Tav. 2 e 4).
c. Aggiungere le rotaie di scorrimento per il parabrezza.
Questa versione, infatti, aveva un particolare tipo di vetratura che
comprendeva integralmente il parabrezza e che era scorrevole verso l'avanti
(cfr. Tav.7, dis. d e Tav. 9., dis. a).
Stante la cattiva qualità del materiale trasparente con cui era
realizzato, il parabrezza veniva rapidamente opacizzato dalla sabbia
che il vento dell'elica gli soffiava contro.
Ciò, unitamente al fatto che all'epoca i piloti preferivano restare
"all'aria aperta", spiega il motivo per cui il parabrezza
non venisse mai chiuso in volo.
La particolare forma del tettuccio dovrà essere modellata - per
il successivo stampaggio "vac-u-form" - partendo da un pezzo
di plastica, balsa o cirmolo, seguendo le forme riportate nei disegni.
d. Nel cockpit, alquanto spartano, andrà rifatto
il quadro strumenti (Tav 7, dis. d).
Si costruiranno poi le manette-motori sulla sinistra e la manovella
per la retrazione del carrello sulla parte destra (in caso, utilizzando
i pezzi compresi nella "planche" fotoincisa della Eduard).
Il pilota, per retrarre completamente il carrello, doveva far fare a
quella manovella ben 44 giri; alcuni piloti repubblicani ricordano che,
dopo questa operazione, praticamente perdevano l'uso del braccio per
almeno una ventina di secondi, con quello che ne conseguiva in caso
di "scramble".
e. Si dovranno praticare i fori nella parte superiore
del cockpit per riprodurre le maniglie (vedi Tav. 7 dis. b & c).
Questa versione aveva un mirino tubolare che attraversava, al centro,
il parabrezza. Può essere realizzato con dei sottili tubicini
da 0,5 mm di diametro (Tav. 7, fig. a).
f. Per un maggiore realismo, consigliamo di non utilizzare
il pezzo A11 relativo alle feritoie di raffreddamento motore.
Dall'osservazione delle fotografie, risulta che nella quasi totalità
dei casi le feritoie erano semi aperte.
Per riprodurre questo effetto si può procedere nel seguente modo:
1) - Ristampare in vac-u-form il particolare in questione,
usando come "master" il pezzo A11.
2) - Usando come supporto il pezzo A11 stesso, tagliare
verticalmente a metà i rilievi che, sul pezzo stampato in vac-u-form,
corrispondono alle feritoie di raffreddamento.
3) - Separare i due pezzi e continuare a lavorare quello
in vac-u-form, eliminando la parte destra di ogni rilievo precedentemente
inciso, in modo che ogni rilievo risulti per metà aperto. Praticare
poi un foro, al centro del pezzo, per il passaggio dell'asse dell'elica.
4) - Fissare il pezzo vac-u-form all'interno del pezzo
C3 del Kit, posizionandolo in modo che le feritoie di raffreddamento
del motore, viste dall'esterno, risultino semiaperte. Il sottile spessore
dei flabelli cosi ottenuti consentirà di ottenere un realistico
effetto.
I "super-dettagliatori" potranno usare il motore del Kit Revell
(che, secondo noi, è più bello), eventualmente aggiungendo
le aste delle punterie e i fili delle candele. Dal momento, però,
che dalle feritoie di raffreddamento non si vede un granché,
potrà essere usato senza problemi anche il motore Hasegawa (pezzo
A9)
CARRELLI
Ricostruire i portelli e le carenature delle gambe e delle
ruote (pezzi A1,A2,B12,B13,B14,B15) con del plasticard sottilissimo,
riproducendo con dello sprue stirato a caldo i rinforzi di struttura
interni (vedi Tav 8, dis. a).
Particolare riguardo andrà posto al dettaglio della porzione
pieghevole della copertura della ruota, riproducendo al centro due rinforzi
triangolari.
Una bellissima foto che chiarisce l'esatta forma della struttura in
questione si può trovare a pag. 97 dello speciale di Avions sui
caccia Repubblicani (cfr. bibliografia).
A questo riguardo, comunque, fare attenzione perché osservando
le foto di mezzi operativi, si vede che la parte pieghevole in questione
era spesso leggermente staccata al centro e, in alcuni casi, addirittura
assente.
Le gambe del carrello (pezzi A14 e 15 del Kit) dovranno essere modificate,
ingrandendo o sostituendo la gamba di forza con del tubicino di ottone
o plastica da 1 mm di diametro (Foto a pag. 51 di Aerei n. 7/95 - cfr.
bibliografia).
TYPE 10
Nel marzo del 1938, attraverso la Francia, arrivò in
Spagna un primo lotto di 31 aerei "Type 10".
Questa nuova versione aveva il nuovo motore M-25B da 750 CV, quattro
mitragliatrici ShKAS da 7,62 mm, un collimatore a riflessione e la cabina
aperta.
Esteriormente, differiva anche per la superficie delle ali (molto simile
a quella degli esemplari successivi) e per le carenature sul muso (a
seguito dell'aggiunta delle due nuove mtg.).
Questo modello fu prodotto anche dalla ditta spagnola CASA, che apportò
delle modifiche su alcuni esemplari.
In particolare, il soggetto di cui proponiamo la riproduzione aveva
delle alette di compensazione sui timoni di profondità e una
presa d'aria nel muso al centro, in basso (Tav. 3, dis. a & c).
ALI
Dimensionalmente, le ali del Kit Hasegawa vanno bene.
Dalle foto dell'esemplare di cui proponiamo la riproduzione (cfr bibliografia:
speciale Avions pag. 93; Docavia pag. 238), sembra non siano presenti
i pannelli di ispezione evidenziati sulle ali nella Tav. 5.
Eliminare con stucco o collante cianocrilico le incisioni dei particolari
in questione, raccordando poi il tutto e cercando di riprodurre l'andamento
ondulato della tela.
Aggiungere, le alette di compensazione sui piani di coda, avendo cura
di riprodurre sulle stesse un ondulamento della telatura più
fitto (Tav. 3, dis. a).
Riprodurre poi le mitragliatrici alari e il tubo di Pitot con tubicini
di dimensioni adatte oppure con sprue stirato a caldo.
FUSOLIERA
Si dovranno eliminare:
1. - Per gli esemplari modificati dalla CASA, la presa
d'aria presente sul muso tra le due mitragliatrici; per i "Type
10" di serie, anche la presa d'aria in basso.
2. - Il ruotino di coda, sostituendolo con un pattino
realizzato seguendo le dimensioni riportate nei disegni.
3. - Le carenature sotto il muso, riportando il tutto
a livello della cappotta motore.
Apportare poi le modifiche descritte per il "Type 6" nei punti
a, b, d, f.
Il parabrezza e' lo stesso del Kit, il collimatore andrà riprodotto
come da Tav. 7, dis. b.
L'esemplare nazionalista dei nostri profili aveva, invece, il collimatore
semplificato riprodotto in Tav. 7,dis. c; per quest'ultimo si potrà
utilizzare una delle varie riproduzioni fotoincise attualmente sul mercato.
Anche per i carelli, si dovranno eseguire gli interventi descritti per
il "Type.6".
PROFILI
Tav. 9, dis. a - Il soggetto rappresenta il "Type 6"
serial CM - 125, della 4^ Squadriglia "FARE", pilotato sia
da Morales che da Zarauza.
La colorazione e' tipica dei primi esemplari, con la cappottatura motore
e l'ogiva dell'elica completamente nere.
Il resto dell'aereo e' dipinto verde scuro superiormente (tipico degli
aerei di provenianza russa) e azzurro pallido inferiormente.
Le insegne repubblicane (rosse) sulle ali sono posizionate in modo diverso
rispetto alla maggior parte degli aerei repubblicani: non coprono le
estremità delle ali e sono rappresentate da una sola fascia delle
dimensioni riportate in Tav. 9, dis. c.
La fascia rossa in fusoliera, invece, e' piu' larga rispetto alla maggioranza
degli esemplari.
La foto dell'esemplare in questione, si può trovare a pag. 222
del libro "Aviacion Mundial en Espana (Guerra Civil) 1936-1939
- Aviones Americanos Y Rusos" di Miranda e Mercado, Ed. Silex,
e a pag. 87 dello speciale di Avions (cfr. bibliografia).
L'esemplare aveva sul timone uno dei tanti "Popeye" (Tav.
9, dis. b) utilizzati come emblemi dai piloti di "Mosca" della
4^ Squadriglia. Sul timone erano portati i colori della Repubblica (dall'alto:
rosso, giallo e viola).
Tav. 9, dis. e - L'esemplare riprodotto e' il "Type
10"/CM - 260 sempre della 4^ Squadriglia e pilotato da Arias.
L'esemplare in questione montava probabilmente il nuovo motore Wright
Cyclone da 775 cv con compressione, che permetteva a questi aerei di
raggiungere la quota di 8.000 metri.
Il raggiungimento di tale quota compensava, almeno parzialmente, il
gap con il nuovo aereo nazionalista: il Me 109.
A quote cosi' alte si incontravano temperature bassissime: questo fatto,
unitamente alla caratteristica ogiva bianca, fece soprannominare i "Mosca"
della 4^ Sq. "nariz fria"(nasi freddi) e i loro piloti "los
chupetes" (poppanti) a causa dei tubi dell'ossigeno che dovevano
stringere tra le labbra.
Da alcune foto di questi esemplari, si nota che sulla cappotta motore
sono assenti entrambe le prese d'aria anteriori (come sui "Type
6").
Le insegne rosse delle estremità alari erano come quelle riprodotte
in Tav. 10, dis. b.
Superiormente, l'aereo era dipinto nel consueto verde sovietico, mentre
inferiormente era azzurro pallido.
Il "popeye", come riprodotto in Tav 9, dis. d, aveva i pantaloni
ed il berretto di colore bianco, scarpe nere, camicia blu e, naturalmente,
braccia e faccia rosa.
La fascia rossa in fusoliera era di dimensioni "normali".
Sul timone portava il tricolore repubblicano.
Tav. 9, dis h - Questo e' probabilmente il soggetto
più' interessante, almeno da un punto di vista cromatico.
Aveva una colorazione a macchie "verde scuro sovietico" su
fondo "arena".
Le parti inferiori erano nel consueto azzurro pallido.
Non aveva alcun codice ne' insegna.
E' uno dei pochi esemplari costruiti in Spagna dalla CASA nel 1938 e
aveva i timoni di profondità modificati come riprodotto nella
Tav.5.
Fotografie che confermano l'andamento della mimetizzazione riportato
nel nostro profilo, sono riprodotte a pag. 93 dello speciale di Avions
e a pag. 238 del Docavia (cfr. bibliografia).
In quest'ultima foto e' possibile vedere l'aereo ripreso posteriormente.
Esistono altre foto che riproducono esemplari repubblicani che riportano
un altro andamento della mimetizzazione, ma si tratta di esemplari catturati
o postbellici. Il timone e' tricolore.
Tav. 10, dis. c - E' rappresentato un "Type 10"
della 3^ squadriglia di base a Vilajuinga nel Febbraio del 1939.
L'aereo era pilotato sia da F.Tarazona che dal capo squadriglia J.M.Bravo.
Sulla deriva era riportato come insegna il "doppio sei" del
domino (Tav. 10, dis. a).
Foto dell'esemplare sono state riprodotte a pag. 84 sullo speciale di
Avions e a pag.102 sul Docavia (cfr. bibliografia).
Le fasce rosse sulle ali erano del tipo riportato in Tav. 10, dis. b;
la fascia in fusoliera era di larghezza differente dagli altri esemplari
presi in esame. Solito tricolore sul timone.
Tav. 10, dis. b - L'esemplare riprodotto nel profilo
era un "Type 10", catturato intatto dai nazionalisti e ridipinto
con i loro distintivi.
Successivamente, fu preso in carico dalla "Esquela de trasformacion
de pilotes de Caza" di Gallur ed assegnato al comandante, Magg.
Guido Nobili.
Il collimatore dell'aereo era di tipo semplificato, riprodotto nel disegno
della Tav. 7, dis. c.
Interessanti foto sono state pubblicate a pag. 126 del libro "Nei
cieli di Spagna" e a pag. 90 del volume "Spagna 1936-39 l'aviazione
legionaria" (cfr. bibliografia).
La fascia rossa alle estremità alari era stata sostituita con
un'altra di colore bianco. In fusoliera, notare la colorazione verde
di fondo riportata, anche inferiormente, a coprire la precedente fascia
rossa.
Sul timone, era presente la "Croce di S.Andrea" nera in campo
bianco.
RIFERIMENTI COLORI
Verde scuro Humbrol HT-1
Azzurro " HT-2
Ocra/arena " HM-2
Rosso " 60
Giallo " 24
Viola " MC-26