GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

CAPRONI – REGGIANE
Re.2000/Re.2000GA Falco I°

Risultò il I° caccia elaborato dalle Officine Meccaniche Reggiane (entrata a far parte del Gruppo Caproni), ed il suo studio risultò opera degli ingg. Alberto Longhi ed Antonio Alessio.
Il primo, già dal 1936, risultava responsabile dell’Officina Sperimentale Reggiane, ed appunto in tale veste che dal 1936 al 02/1938 effettuò un lungo soggiorno negli Stati Uniti.
Al suo ritorno a Reggio Emilia si concentrò nella realizzazione di un velivolo di concezione totalmente innovativa per i tempi
In questa sua realizzazione spiccò, però, una nota stonata: il suo progetto appariva “somigliante” al caccia americano Seversky P.35.
Il progetto risultava incentrato su un velivolo monoplano ad ala bassa a sbalzo, monorotore, dotato di una struttura interamente metallica in superchitonal.
La fusoliera risultava a sezione circolare con struttura a guscio e rivestimento lavorante.
L’ala presentava un andamento semiellittico a cassone con profilo alare variabile e rivestimento lavorante (con la presenza di 2 serbatoi carburante integrali); flaps metallici rivestiti in tela ed iposostentatori ventrali.
Gli impennaggi di coda, sempre metallici, risultavano avere le superfici mobili intelate.
Caratteristico risultava il carrello anteriore, retrattile verso il retro, che presentava anche una rotazione della gamba di forza sull’asse, tale da permettere la sua occultazione in una carenatura alare.
Altra caratteristica risultava la motorizzazione, infatti, al posto del solito Fiat A.74 RC.38, l’aereo presentava un Piaggio P.XII RC.40 da 1.000hp. spingente un’elica tripala metallica a passo variabile.
Il prototipo (dalla cui osservazione appariva sempre più concreta la somiglianza con l’aereo americano) risultò portare la MM.408, come da contratto per £.2.150.000 a favore della stessa Reggiane (contratto comprendente anche un II° esemplare, MM.409, successivamente trasformato in Re.2001, e poi in Re.2002).
L’aereo venne inserito nel II° concorso per il caccia terrestre. Il I° volo avvenne il 24/05/1939 sul campo di Reggio Emilia con ai comandi il com. Mario de Bernardi, riportando un quadro complessivo della macchina molto positivo.
Tali positività (velocità di 530km/h, manovrabilità, mancata autorotazione) vennero riaffermate anche dopo il suo trasferimento a Guidonia per il collaudo militare (avvenuto il 18/07/1939), e durante le valutazioni avvenute nel 08/1939, grazie anche alle capacità di un collaudatore dal nome di Adriano Mantelli.
L’unica nota stonata veniva dal motore Piaggio, che presentava un funzionamento precario.
La mancata assunzione da parte della Regia dipese in massima parte dal ritardo con cui il velivolo venne presentato (nel 08/1939 aerei come i G.50 e Mc.200 erano già in forze ai reparti da caccia), per cui si dovette provvedere ad una produzione incentrata sull’esportazione.
Pertanto se da una parte lo stesso aereo non arrivava ai ns. reparti, dall’altra esso trovò richieste sia in Svezia (60 esemplari) che in Ungheria (70, più la licenza di costruzione con differenti unità motrici).
Da segnalare che anche l’Inghilterra sembrò attratta dall’aereo, come da parere positivo espresso da una commissione tecnica, che negli incontri preliminari portarono a sperare in una fornitura per 1.000 velivoli.
Detti incontri purtroppo vennero interrotti nel 04/1940 alle soglie del II° conflitto mondiale.
Merita segnalare che anche la Francia risultò interessata al velivolo per il suo equipaggiamento, ma, come per l’Inghilterra, tutto decadde con l’inizio delle ostilità.
Va ricordato che anche la MM.408 venne successivamente trasformata in Re.2001.
Per quanto concerne gli ulteriori sviluppi le stesse Reggiane, ormai già orientate su nuovi modelli, svilupparono solo 2 varianti: il Re.2000GA (Grande Autonomia) con l’aggiunta di ulteriori serbatoi e la diversa carenatura posteriore (completamente in lamiera con svassi laterali per migliorare la vista posteriore); e il Re.2000Cat (Catapultabile) per l’uso da parte della Marina come aereo imbarcato.
Ritornando alla versione base, il ns. aereo rientrò, seppur inconsapevolmente, nei ranghi della Regia attraverso una nuova commessa del 26/12/1940 (con contratto N°726 del 31/12/1942 per £.1.094.000 a favore della ditta) per 5 esemplari, a cui vennero imposte la Matricole Militari 5068/5072.
Di questa fornitura solo 2 velivoli furono della versione base, mentre i restanti 3 furono GA (unitamente ad una successiva commessa).
Da segnalare che la MM.5068 venne successivamente trasformata in Re.2001Bis, e reimmatricolata come MM.538.
Le MM.5069/5072 (già inserite in commesse per l’esportazione), dopo un periodo presso il 1°C.S.A., vennero rese alla ditta, con l’eccezione della MM.5070 risultata distrutta in data 07/07/1941.
Un’ulteriore commessa del 26/12/1940 (contratto N°766 del 09/04/43 di £.8.707.500, comprensiva dei 3 esemplari della precedente commessa), e recanti le MM.8059/8070, per 12 velivoli della versione GA, che vennero tratti sempre da commesse per l’esportazione.
Tralasciando la parte relativa alla versione navalizzata, il ns. aereo entrò in servizio presso i seguenti reparti: nel 04/1941 5 esemplari della I° serie vennero destinati alla 74°Sq. (23°Gr. del 3°St.) del cap. Calistri sull’aeroporto di Comiso; successivamente 3 esemplari vennero trasferiti alla 377°Sq. (sempre del 23°Gr.), unitamente a 12 nuovi aerei (GA - III° serie).
Operativamente i loro compiti risultarono: scorta navale, intercettazione (Sicilia) ed incursioni contro obiettivi (Malta).
Per queste missioni vennero rischierati su vari aeroporti, tra cui Pantelleria, Trapani-Milo, Chinisia, Castelvetrano e Monserrato in Sardegna.
Nel 03/1942 con i superstiti aerei ed integrati da altri 10, il reparto fu trasferito sulla base di Palermo-Boccadifalco con compiti di intercettazione.
A metà del 09/1942 si chiuse la loro presenza nei ranghi della Regia ed avviati alla radiazione.
I 6 velivoli rimasti vennero, dopo una revisione presso la ditta, passati al 1° N.A.I. sulla base di Treviso come addestratori.
Si chiudeva così definitivamente il capitolo del Re.2000.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Govi – Il caccia Re.2000 e la storia delle Reggiane – Ed. G.A.E.
Arena – I caccia a motore radiale – Ed. Stem Mucchi
Malizia – Il Reggiane 2000. Il brutto anatroccolo della Regia – Ed. Bizzarri
Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
Arena – La Regia Aeronautica. 1939/1943 – Ed. Stato Maggiore Aeronautica
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930/1945 – Ed. Aero Publishers
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

Esemplare della 377°Sq. in manutenzione a Boccadifalco


La MM.5072, risultante trasformata in GA, ripresa durante una prova motori

Velivolo della 74°Sq. decentrato sull’aeroporto di Comiso nell’estate del 1941

Velivolo in manutenzione dentro l’hangar di Pantelleria

Vista dell’abitacolo

Vista del complesso di ripiegamento della capottino abitacolo

Vista del motore Piaggio.

 

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