Alle soglie della II° Guerra Mondiale, la Regia Aeronautica vedeva
i suoi reparti di Osservazione Aerea utilizzare l’ormai obsoleto
IMAM Ro.37.
La formula, che prevedeva il mezzo basato su un lento biplano, veniva
tremendamente messa a nudo dai primi periodi di guerra in Africa settentrionale.
Da queste basi la D.G.C.A. del Ministero prese in considerazione il
già collaudato Re.2000, velivolo realizzato con tecnologie moderne,
e ne richiese la conversione a biposto, adatto per la ricognizione aerea.
La Reggiane, utilizzando un esemplare di Re2000, prelevandolo dalla
produzione per l’estero, realizzò un secondo posto, dietro
all’abitacolo del pilota, senza alcuna modifica alla cellula stessa.
Infatti la stessa struttura permetteva l’alloggiamento per l’osservatore,
dotandolo sia di un ripiano ripiegabile per l’uso delle carte,
che di istallazioni per dispositivi fotografici.
Il tutto venne completato con un II° cruscotto (per la conoscenza
dei parametri di volo) e di un impianto ricetrasmittente.
L’aereo pertanto presentava la stessa struttura del Re.2000: monoplano
ad ala bassa , monorotore (dotato di un Piaggio P.XIbis RC.40 da 1.000hp.),
ali a pianta ellittica e, novità per quel tempo, una struttura
interamente metallica (Superchitonal per la fusoliera e duralluminio
per l’ala e gli impennaggi) con superficie lavorante anch’essa
metallica.
Le differenze visibili risultarono: l’apertura di finestrature
in fusoliera (laterali ed inferiori) per l’osservazione e le riprese,
e la nuova capottina per l’osservatore di forma squadrata e raccordata
a quella del pilota, dotata di maggiore superficie.
Venne mantenuto l’armamento originale con 2 Breda-Safat da 12,7mm.
(aumentandone la dotazione di colpi), e vennero aggiunti sia un attacco
ventrale per un eventuale serbatoio supplementare che 2 attacchi subalari
per bombe.
Il prototipo venne immatricolato come MM.478, con regolare commessa
del 10/11/42 congiuntamente alla futura MM.12415 per un importo di £.1.500.000.
Inizialmente venne indicato un motore Fiat A.74 RC.38, ma successivamente
fu montato il Piaggio.
A questa realizzazione venne data la sigla di Re.2003.
Il I° volo venne effettuato il 29/07/1941 sul campo di Reggio Emilia
con ai comandi il collaudatore Francesco Agello.
La buona impressione riportata convinse il Ministero per una nuova ordinazione
comprendente 2 esemplari di preserie e 200 esemplari di serie.
La commessa del 16/12/1941 venne passata alla Reggiane e vennero poste
le MM.12415/12616.
La citata preserie, ormai conclusasi la catena di produzione del Re.2000,
venne approntata su una cellula di Re.2002, in quel periodo in piena
produzione.
L’aereo, così completato e rientrante però nella
iniziale commessa, venne immatricolato come MM.12415.
Effettuò il suo I° volo il 13/10/1942 sempre sul campo di
Reggio Emilia nelle mani del pilota Alfonso Caracciolo. Successivamente
il 19/10/1942 venne trasferito a Guidonia, dove il com. Tullio de Prato
in data 03/12/1942 iniziò le prove per l’omologazione.
Pertanto nel 03/1943 si ebbe un quadro complessivo positivo dell’aereo,
pur presentando una velocità leggermente inferiore a quella prevista.
Purtroppo la situazione italiana alla fine del 1942 risultava ormai
tragicamente chiara, e le necessità belliche contingenti obbligarono
a rivedere i programmi già definiti.
In questa ottica rientrò anche il caso del Re.2003.
Il previsto ordine per 200 esemplari venne annullato nel 02/1943, e
convertito in 198 esemplari di Re.2002.
Venne comunque autorizzata la costruzione dei 2 velivoli di preserie
(MM.12415 e 12416 ???).
Alla fine del 07/1943 i 2 velivoli risultavano: 1 quasi costruito (MM.12415)
ed 1 in assemblaggio.
La MM.478, alla data del 08/09/1943 risultava in carico alla 1°Sq.
FF.NN. sulla base di Sarzana.
Successivamente venne prelevata dalle truppe tedesche e trasferita sul
campo di Taliedo presso la Caproni Taliedo, dove venne utilizzata per
l’addestramento dei piloti della Luftwaffe destinati ai Re.2002,
ivi prodotti tra il 03 ed il 09/1944.
Per quanto riguarda l’altro esemplare, MM.12415, non si hanno
notizie sul suo destino.