GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

S.A.I. AMBROSINI 207

Era l’erede di una linea di aerei studiati dall’ing. Sergio Stefanutti (fautore del caccia leggero), che si originarono con il modello 7, ed attraverso il successivo 107, raggiungeranno l’apice con il 403 (costruito in soli 2 esemplari).
Risultò caratterizzato da una struttura completamente lignea (utilizzante, però, legni di origine estera come l’abete canadese, l’abete douglas ed il pino bianco, già di difficile reperimento nel 1939), basata su ordinate e correntini (per la fusoliera) e si ben 5 longheroni (per l’ala) con ricopertura in compensato, telato e verniciato.
Il velivolo, pur dotato di un motore Isotta Fraschini Delta RC.40 di soli 750hp., dimostrò una buona manovrabilità, malgrado un incremento del peso a vuoto (1.750kg.), ed una velocità massima nell’ordine di 625Km/h..
Inoltre la struttura, totalmente in materiali non strategici, avrebbe dovuto portare, oltre ad un risparmio nei costi (£.96.000 contro i £.514.000 per un Mc.202), anche ad un risparmio nelle ore lavorative (6.000h. contro le 21.000h sempre per il Mc.202), consentendo l’utilizzo di maestranze con solo esperienza di carpenteria.
Queste affermazioni, annunciate dal suo progettista, risultarono comunque di non facile accettazione, in quanto stimate su ritmi produttivi che non vedranno mai la luce.
Per contro trova anche l’opposizione da parte degli stessi piloti, in quanto non più abituati a volare su un velivolo non metallico.
Lo studio aveva previsto l’adozione di 2 Breda-Safat da 12,7mm. in caccia nella parte superiore del cofano motore; e, contemporaneamente, vi era la disponibilità di 2 cannoni Mauser da 20mm. annegati nello spessore alare, caratteristica questa che verrà utilizzata nel 403.
Il I° prototipo, ottenuto dalla trasformazione di un 7 (già utilizzato per il prototipo del 107) con la sostituzione del motore Isotta Fraschini Gamma RC.35 con il Delta RC.40, spiccò il suo I° volo sul campo di Castiglione del Lago nell’autunno del 1940 con ai comandi il com. Mario Faccioli, e recava la MM.442.
Lo stesso velivolo risultò perso in data 05/12/1940 a seguito di incidente che provocò la morte dello stesso pilota.
Fu approntato un II° prototipo, anche lui ottenuto da trasformazione di un 7 (poi già 107), che prese la MM.443.
Malgrado che, con commessa del 06/06/1941 per £.3.600.000, venissero ordinati 12 esemplari, con MM.8425/8436, a causa di difficoltà di messa a punto, solo tra il 03 ed il 07/1943 essi vennero consegnati. §
Da segnalare che per questo aereo erano state previste ulteriori commesse: MM.90953/91052 del 08/1942 per 100 velivoli a favore della stessa SAI; MM.91653/91702 del 08/1942 per 50 velivoli a favore della Bestetti di Arese; MM.98778/99077 del 29/03/1943 di £.90.000.000 per 300 velivoli a favore della stessa SAI (successivamente annullata e passata a favore del successivo 403).
Passando alla vita operativa, dato l’incalzarsi degli avvenimenti dell’estate del 1943, va evidenziato che tutti gli esemplari furono presi in carico inizialmente dal Centro Sperimentale di Guidonia, poi 6 velivoli vennero trasferiti in data 01/07/1943 sull’aeroporto di Cerveteri, dove equipaggiarono la 83°Sq. (18°Gr. del 3°St.) al comando del cap. Specker.
All’inizio del 08/1943 tutti i velivoli furono riportati sull’aeroporto di Castiglione del Lago, dove avrebbero dovuto equipaggiare la 161° e 162°Sq. del 161°Gr., ma la situazione dei velivoli risultava compromessa da fenomeni di alterazione delle superfici lignee, dovute essenzialmente al parcheggio all’aperto a Guidonia, per cui fu deciso il loro trasporto in fabbrica in modo da provvedere al ripristino.
Ma dopo il 08/09/1943 non furono più visti , salvo qualche rarissima apparizione nelle file della A.N.R..
Si ritiene di segnalare che 2 esemplari furono poi completamento smontati ed imballati (e lasciati in deposito presso l’Aeronautica Lombarda di Cantù) per un loro improbabile invio in Giappone.
Vennero poi demoliti nel 1946.
Inoltre risulta che 2 esemplari (MM.8425 e 8433, unico esemplare dotato di motore Delta IV°serie e di cannoni alari) abbiano raggiunto il sud, ove vennero utilizzati saltuariamente in compiti vari.
Si concluse così la vita di questo aereo e su lui scenderà definitivamente l’oblio della storia.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Cattaneo – SAI Ambrosiani 207 e derivati – Ed. La Bancarella Aeronautica
Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
Dunning – Courage alone. The italian air force. 1940/1943 – Ed. Hikoki
Arena – La Regia Aeronautica. 1939/1943 – Ed. Stato Maggiore Aeronautica
Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930/1945 – Ed. Aero Publishers
McMeiken – Italian military aviation – Ed. Midland
Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943
Mantelli – Il campo e allievi

Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

La MM.8431 sul piazzale della SAI


La MM.8428 in manutenzione da parte dei tecnici della ditta

La MM.8435 ripresa sullo stesso aeroporto il 24/07/43 insieme ad altri velivoli

particolari della parte anteriore con il radiatore esterno inferiore

 

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