GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

SAVOIA MARCHETTI SM.74
“ Millepiedi “

Nella primavera del 34 l’ing. Alessandro Marchetti progettava un velivolo da trasporto passeggeri, partendo da una soluzione incentrata su una fusoliera a sezione ovoidale con struttura in tubi di acciaio saldati e rivestimento in duralluminio, tranne per la parte posteriore in tela verniciata.
Da segnalare che la fusoliera risultava suddivisa in 2 tronconi sia per il trasporto del velivolo stesso che per la sostituzione di una parte danneggiata.
L’ala, alta ed a sbalzo, risultava quella del Sm.72: basata su una struttura trilongherone in legno e rivestimento in compensato e tela verniciata.
Il carrello era fisso e controventato con ammortizzatori elastici.
La cabina di pilotaggio risultava in posizione superiore ed avanzata con i posti di pilotaggio affiancati ed i posti per il marconista e per il motorista, il quale, attraverso un passaggio ricavato nell’ala stessa, poteva accedere ai motori durante il volo.
La cabina dei passeggeri (da 20 a 27 su 3 file) era caratterizzato da una finestratura continua.
Esisteva inoltre, sotto il piano cabina, dei vani per i bagagli con le aperture verso l’esterno.
La motorizzazione era affidata a 4 motori, inizialmente dei Piaggio P.XR da 700hp. con eliche tripale metalliche SAI a passo variabile in volo, poi sostituiti da Alfa Romeo 126RC34 da 780hp..
Vennero realizzati 3 esemplari:

1°) I-URBE, numero di costruzione 21001 e MM.424, immatricolato il 26/03/35;
2°) I-ALPE, n.c. 21002 e MM.425, immatricolato il 31/05/35;
3°) I-ROMA, n.c. 21003 e MM.423, immatricolato il 13/12/35, ma dotato di motori Bristol Pegasus III° da 845hp. (caratterizzati da capottature motori più strette).

Tutti chiaramente utilizzati dall’Ala Littoria.
I velivoli si dimostrarono veloci, robusti e sicuri, nonché si distinsero per la comodità ed il lusso, inaugurando linee di collegamento come Roma-Parigi (18/07/36).
Nel 37 tutti gli esemplari furono rimotorizzati con gli Alfa Romeo.
Da segnalare che l’aereo I-ROMA il 22/12/37 stabilì il record mondiale di velocità in circuito chiuso di 1.000km. e con carico di 10t. alla velocità di 322,089km/h.
In data 26/01/38 venne restituito alla casa costruttrice per il ripristino alle condizioni di volo normali.
Nel '38 i velivoli, ormai superati per i collegamenti internazionali, vennero trasferiti a compiti di collegamento tra l’Italia e la Libia, comprendendo varie città sia lungo la costa che all’interno.
Durante questo periodo gli aerei portarono contemporaneamente la doppia immatricolazione civile e militare: sono infatti siglati T2- per indicare il campo T2 di Tobruk ove hanno sede, come, ad esempio, I-ROMA e T2-6.
Con il sopraggiungere degli eventi bellici, anche i 3 velivoli vennero militarizzati, passando nei ranghi del Comando Servizi Aerei Speciali.
Il 16/06/40, militarizzati con una nuova mimetica e modificati con l’adozione di panche laterali in fusoliera, furono reimmatricolati: MM.60364, 60365 (I-ROMA) e 60366.
Furono presi in carico dalla 616°Sq.Trasporti.
Il 25/06/40 vennero trasferiti alla Sezione Autonoma Trasporto del C.S.A.S. sulla base di Roma-Urbe.
Il 07/07/40 i velivoli furono trasferiti sulla base di Berka a Bengasi, al comando del ten.col. Giuseppe Tesei, alle dipendenze del Comando Aeronautica Libia settore Est.
Successivamente passarono in carico alla 604°Sq. del cap. Bruno Trocca, ricevendo le immatricolazioni: 604-8 (I-URBE), 604-9 (I-ROMA) e 604-11 (I-ALPE).
Durante il periodo iniziale delle ostilità (dal 24/08/40) si ritrovarono impegnati a rifornire le oasi a ridosso del confine libico-egiziano, in particolare Giarabub (su una distanza di circa 500km. sono trasportati sino a 5t. di materiale a viaggio).
Il 29/08 iniziarono a rifornire l’oasi di Cufra, lontana ben 940km..
Dal 25/09 iniziarono le operazioni di sfollamento dei civili dalla Cirenaica.
L’08/01/41 furono sospesi i rifornimenti a Giarabub, in quanto già sotto attacco nemico, dopo aver trasferito materiali per oltre 106t. in 30 voli, ed evacuato militari feriti od ammalati.
Sotto l’offensiva inglese del gen. Wawell nell’inverno 41, la 604°Sq. fu costretta a ripiegare senza perdite.
Il 05/02/41 il 604-9 risultò l’ultimo aereo a lasciare Bengasi per Castel Benito, vicino a Tripoli.
Contemporaneamente iniziarono le operazioni di trasporto di profughi civili e di militari feriti dalla Libia all’Italia (aeroporti di Catania-Fontanarossa e di Gerbini).
Tra il 09 ed il 10/04/41 durante la controffensiva italo-tedesca, i ns. aerei si adoperarono in rifornimenti di carburante e viveri tra Agedabia ed El-Mechili, soprattutto per la divisione corazzata Ariete.
Il 30/07/41 il 604-8, partito da Castel Benito per Gerbini con 28 militari ed un carico di 1t. di materiali, venne attaccato per 4 volte da un Bristol Blenhein a nord di Pantelleria.
Malgrado i ripetuti attacchi, ma grazie all’abilità del pilota che evoluì a pelo d’acqua, l’aereo riuscì a riparare indenne a Pantelleria, da dove ripartì in giornata per Gerbini.
Dal 01/08/41 i collegamenti furono effettuati solo di notte per evitare spiacevoli incontri con la caccia nemica.
Il 23/10/41 il 604-11, partito da Castel Benito per Gerbini con ai comandi il mar.pil. Franco Ferrari e con 26 tra civili e militari a bordo, causa nuvole basse, finì per urtare una montagna nei pressi di Licodia Eubea, senza aver superstiti.
Il 02/11 l’aeroporto di Castel Benito subì un pesante bombardamento e mitragliamento con tragiche conseguenze.
Tra gli innumerevoli aerei distrutti risultò anche il 604-8.
Il 11/12 il 609-9 sulla base di Castelvetrano subì un incidente, risultando investito da un Cant.Z.1007bis della 59°Sq..
Dopo la riparazione presso lo SRAMM locale, l’aereo riprese la vita operativa.
Il 04/04/42, sulla base di Gialo durante le operazioni di carico, il superstite 604-9 venne mitragliato (oltre 60 colpi a segno) da un Bristol Blenheim.
Il cap. Trocca, per evitare ulteriori sorprese, fece scaricare il velivolo e decollò immediatamente con 3 motori in funzione.
Dopo un volo di oltre 1h. atterrò ad Agedabia.
Nel 07/42 svolse un’intensa attività tra Derna e Bu-Amud verso Fuka ( nei pressi di El-Alamein ), dove in 9 voli trasportò 373 paracadutisti della Folgore con relativo armamento.
Nei voli di rientro vennero evacuati militari feriti.
Il 26/07, con ai comandi il cap. Vittorio Moretto, venne colpito dal fuoco contraereo della flotta inglese, e costretto a rientrare a Bu-Amud.
Il 28/07 venne riportato a Castel Benito dallo stesso cap.Trocca.
Fino al 07/01/43 continuò la sua attività di rifornimento alle truppe.
In quella data decollò per l’ultima volta da Castel Benito per Roma-Centocelle.
Su questo aeroporto il ns. aereo passò al Gruppo Complementare del C.S.A.S., e fu su questo aeroporto che in data 19/07/43 risultò danneggiato gravemente dal bombardamento americano su Roma.
Si concluse così la storia di questo aereo, che si distinse sempre come mezzo robusto, dalla elevata manovrabilità, con buone qualità di volo e grande capacità di carico.
Nella mente di chi lo ha utilizzato, sarà sempre ricordato con il suo soprannome: “Millepiedi”.

Giorgio Dorati
Bibliografia
- Brotzu/Casolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
- Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
- Bignozzi/Gentili – Aeroplani SIAI ( 1915/1935 ) – Ed. Aeronautiche Italiane
- S.I.A.I. – Ali nella storia – Ed. Aeronautiche Italiane
- Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica ( 1923/1943 )
- Dunning – Courage alone – Ed. Hikoki
- Arena – La Regia Aeronautica ( 1939/1943 ) – Ed. Stato Maggiore Aeronautica
- Brogiotti/Gori – La guerra aerea in Africa Settentrionale (1940/41 e 1942/43 ) – Ed. Stem Mucchi
- Emiliani/Gergo/Vigna – Regia Aeronautica. I fronti africani – Ed. Alberelli
- Thompson – Italian civil and military aircraft ( 1930/1945 ) – Ed. Aero Publishers
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

il 604-8 ripreso a Castel Benito nel 41


Un esemplare parcheggiato su un aeroporto libico

I-URBE in hangar a Roma-Urbe, sede dell’Ala Littoria


I-ROMA ripreso a Roma-Urbe

I-URBE ripreso da vicino per illustrare particolari del velivolo

I-URBE ripreso da vicino per illustrare particolari del velivolo

I-URBE ripreso da vicino per illustrare particolari del velivolo

Fotografia della cabina di pilotaggio.

 

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