Come già riferito per il progetto coevo, Sm.85, il ns. aereo
nacque da una base costruttiva comune e per una specifica uguale: il
bombardamento a tuffo.
Dal fratello però si differenziava per svariati particolari:
- posto di pilotaggio,
- fusoliera,
- superfici di coda,
- ipersostentatori,
- alette di tuffo
- motorizzazione.
Appunto i motori sono la novità maggiore: sono montati i Walter
Sagitta I.C.S.R. a 12 cilindri a V invertiti da 600hp..
Da questa base di partenza si avranno le seguenti immatricolazioni militari:
1°) MM.397, con commessa del 16/02/38, foglio N° 6/1036, venne
richiesto con motori Piaggio P.VII C.16, successivamente furono adottati
i Walter Sagitta (acquisiti con commessa del 22/09/37, foglio N°
927) e denominato Sm.86W. Effettuò il primo volo nel 40 sull’aeroporto
della ditta (Vergiate) nelle mani del collaudatore Scarpini;
2°) MM.398, con commessa per £. 588.620, venne denominato
analogamente Sm.86W e dotato dall’origine dei motori Walter Sagitta,
che poi furono sostituiti da Isotta Fraschini Gamma, di analoga costruzione,
da 515hp.. Effettuò il primo volo il 07/08/41 sull’aeroporto
di Vergiate ai comandi del pilota Nobili.
Altre commesse furono approvate, ma successivamente trasferite al S.85
(varie serie), oppure annullate dall’Ufficio “P” del
Ministero dell’Aeronautica.
Per quanto riguarda la sua presenza presso la Regia, occorre precisare
che allo scoppio delle ostilità il prototipo risultava ancora
presso la ditta costruttrice per la sua messa a punto.
A collaudarlo venne chiamato il mar. Scarpini, già pilota del
1°St. caccia; e fu lo stesso Scarpini che legò il destino
del Sm.86 al suo.
Infatti la MM.397 venne portata in volo per le prove di valutazione
presso il Centro Sperimentale di Guidonia, ove nel 08/40 completa le
prove.
Rinviato alla ditta per il completamento, ne venne richiesto, in data
04/09/40, il suo avvio in zona operativa per una valutazione globale
in un quadro bellico.
Pertanto lo stesso Scarpini, il 10/09/40, provvide a trasferirlo sull’aeroporto
di Comiso, ove erano già presenti gli Ju-87B del 96°Gr.Aut.B.T.,
con i quali, il 15/09/40, partecipò ad un attacco all’aeroporto
di Hal Far, a Malta.
Con il mutare del quadro bellico, il 96°Gr. (e di conseguenza anche
il ns. Sm.86) ricevette l’ordine di trasferirsi sull’aeroporto
di Lecce per partecipare all’attacco alla Grecia.
Il 04/11/40 il ns. aereo partecipò, sempre nelle mani di Scarpini,
ad un attacco su obiettivi militari nella zona di Giannina.
Il 21/12/40, in un attacco a batterie nella zona di Kolonia, Scarpini
trovò la morte su uno Ju-87 della 236°Sq..
Pertanto il Sm.86 venne prima accantonato in un hangar, poi, dopo averne
richiesto istruzioni, in data 17/08/41 venne dato ordine per la sua
demolizione in quanto non interessava più alla Regia, come testimonia
la cancellazione dell’ordine per 97 esemplari.
Non rimane che da segnalare l’altro prototipo, dotato di motori
Isotta Fraschini Gamma, sulla cui sorte non si hanno documentazioni.
Si concluse così di fatto sia la storia del velivolo che l’utilizzo
di aerei italiani per il bombardamento a tuffo.