GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

SAVOIA MARCHETTI SM.87

Per rispondere alla richiesta dell’argentina Corporacion Sud-Americana de Trasportes Aereas, affiliata all’Ala Littoria, circa un aereo per collegamenti locali, l’ing Alessandro Marchetti riprese il già esistente Sm.75 e lo trasformò in idrovolante.
Strutturalmente permaneva la classica soluzione in tubi di acciaio saldati con correntini di irrigidimento; rivestimento in pannelli di lega leggera nella parte anteriore e sul ventre, mentre il resto era in tela verniciata con il dorso in compensato.
I galleggianti con una struttura di tubi metallici e carenati, risultavano collegati direttamente con la fusoliera.
La cabina di pilotaggio era composta da i posti affiancati per i piloti, il posto per il marconista (sulla destra) e quello del motorista (sulla sinistra).
I posti per i passeggeri erano da 20 a 24.
La motorizzazione prevista risultava per 3 Pratt & Whitney SG3G TwinWasp da 1.050hp..
Causa la situazione dell’imminente stato di guerra, i velivoli non vennero mai consegnati; e, contemporaneamente il non interesse da parte dell’Ala Littoria, costrinse la D.G.C.A. ad assumere i 5 velivoli, ordinando il cambiamento della motorizzazione con l’adozione dei Fiat A.80 RC.41 da 1.000hp.
Lo stesso gen. Pericolo il 11/06/40 ne sollecitò l’acquisizione.
Il 18/08 la stessa casa costruttrice affermò di aver già completato la costruzione di 4 esemplari, suggerendo di utilizzare i materiali destinati al 5 velivolo come parti di ricambio.
Pertanto si assegnarono le Matricole Militari dal 447 al 450.
Il primo esemplare, MM.447 e numero di costruzione 36001, venne collaudato dal com. Passaleva e consegnato il 15/08 al Comando Servizi Aerei Speciali.
Il successivo 29/08 venne trasferito al Nucleo Comunicazioni Ala Littoria, con la sigla I-IGOR.
Il 01/09 subì un incidente con un Macchi C.94 che ne ritardò l’entrata in servizio.
Il 08/09 venne preso in carico dal Ministero dell’Aeronautica e passato all’Ala Littoria.
Il 02/12 venne collaudato il 2° esemplare, MM.448 e n.c.36002, che risultò il 05/02/41 pronto per il ritiro sull’idroscalo di S.Anna a Sesto Calende.
Ricevette l’immatricolazione I-INNO.
Questi primi 2 velivoli furono subito impiegati sulla rotta Roma-Alghero-Barcellona.
Nella stessa data venne collaudato il 3° esemplare, MM.449 e n.c. 36003, ed il 11/10 venne immatricolato I-ILLA.
Il 4° esemplare, ed ultimo, venne collaudato il 25/10 ed immatricolato I-IGEA.
Tutti i velivoli vennero impiegati sulle linee Roma-Cagliari-Roma e Roma-Cagliari-Pollensa (Baleari).
Principalmente l’attività svolta si effettuò tra Roma e la Sardegna sino all’inizio del 43, senza alcun scontro con il nemico.
Il 20/05 I-INNO lasciò al mattino l’idroscalo di Roma con a bordo 28 soldati per la Sardegna.
Durante l’ammaraggio nel golfo di Olbia venne attaccato da un Bristol Beaufighter inglese che lo colpì diverse volte, pur tuttavia riuscì a raggiungere l’ancoraggio di Golfo Aranci con 3 morti a bordo.
Qui furono constatati danni tali da richiedere riparazioni presso la ditta costruttrice.
Per questo fu accantonato in attesa di decisioni.
L’arrivo dell’armistizio sorprese gli altri velivoli o presso l’idroscalo di Roma oppure a Vigna di Valle.
La situazione di delineò così:
1°) I-INNO, riparato in qualche modo, il 01/10, con ai comandi i comm. Francesco Martinelli e Fulvio Gerardi, lasciò la Sardegna per ammarare a Marsala-Stagnone, da dove il 01/11 ripartì per Brindisi, qui l’aereo venne consegnato alle forze cobelligeranti, per poi essere demolito dopo poco tempo.
2°) I-IGEA venne trasferito dal com. Salminci il 20/10 da Roma-Lido a Vigna di Valle ed il giorno seguente a Venezia.
3°) Dal 02/12 si avviarono anche i rimanenti a Venezia.
Da segnalare che il com. Salminci , durante un trasferimento da Vigna di Valle, dovette fare scalo prima ad Orbetello, poi, non potendo ammarare a Sesto Calende per la nebbia, arrivò sul Ticino a Pavia, da dove il giorno seguente ripartì per Sesto Calende, e solo il 12/12 riuscì ad arrivare a Venezia.
Chiaramente i 3 velivoli vennero requisiti dai tedeschi che girarono I-IGOR ed I-IGEA alla Lufthansa, dove furono immatricolati D-AKBE e D-AJAB, mentre I-ILLA venne preso in carico dalla Luftwaffe e fu registrato con le marche: AJ+IJ.
Essendo stati trasferiti sul suolo tedesco, purtroppo finirono la loro vita nello sfacelo derivato dalla fine del Reich, senza lasciare testimonianza alcuna.

Documentazione fotografica gentilmente concessa dal Sig. Giorgio Apostolo.
G iorgio Dorati
Bibliografia:
- Brotzu/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
- Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
- Civoli – S.A.S. nella Regia Aeronautica – Ed. Gribaudo
- Thompson – Italian civil and military aircraft (1935/1945) – Ed. Aero Publishers
- Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica


I-IGEA sullo scalo di S.Anna a Sesto Calende



I-INNO sempre a S.Anna

foto di particolari della parte anteriore e dei motori.


foto di particolari della parte anteriore e dei motori.



 

foto di particolari della parte anteriore e dei motori.

 

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