GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

Savoia Marchetti SM 93

Nella tradizione della SIAI, l’ing. Alessandro Marchetti aveva sviluppato per il bombardamento a tuffo e/o il siluramento un velivolo: ala bassa a sbalzo, monomotore, biposto, dotato di una struttura interamente lignea; fusoliera a sezione ellittica e struttura a guscio; ala bilongherone con copertura in compensato e tela verniciata; stessa soluzione per i piani di coda; carrello triciclo con quello anteriore retrattile con rotazione verso l’interno e scomparsa totale.
Il motore risultava il classico Daimler Benz DB-605A-1 nella realizzazione Alfa Romeo ( RC.58 ), spingente un’elica tripala metallica Alfa Romeo.
L’armamento era incentrato sul classico Mauser da 20mm. posizionato al centro del cono dell’elica; completavano 2 Breda-SAFAT da 12,7mm. alari ed un’altra stessa arma brandeggiabile per la difesa posteriore.
Il carico bellico era stimato in una bomba da 820kg., oppure in un siluro.
La caratteristica principale risultava l’abitacolo: mentre il radiotelegrafista/armiere era posizionato su un seggiolino tradizionale rivolto verso il retro, il pilota giaceva prono su una specie di lettino dotato di ancoraggi per le gambe e di un supporto per il mento.
Malgrado la continua ricerca per agevolare la situazione del pilota, lo stesso risentiva della gravosa posizione, costringendolo ad un continuo allenamento.
Il progetto di base prevedeva caratteristiche vicine a quelle di un caccia.
Così questo progetto, siglato come SM-93, vide la luce nel settembre del 42. Inizialmente venne prevista una commessa del 11/42 per 2 esemplari, senza però che si abbia alcuna notizia relativa ad una formulazione di Matricola Militare.
Con lo svilupparsi degli eventi ed il sopraggiungere del 08/09/43 la costruzione del primo esemplare risultava in uno stadio molto avanzato.
Il controllo esercitato dalle autorità tedesche concesse il completamento dell'esemplare in costruzione e la cancellazione del secondo.
Si giunse così al 31/04/44 quando sul campo di Vergiate e con le insegne tedesche il prototipo effettuò il suo primo volo nelle mani del collaudatore della casa, il comm. Fernando Rosei.
A questo volo si aggiunsero altri, atti soprattutto a migliorare la posizione del pilota.
Per quanto riguarda le caratteristiche di volo, esse risultarono molto soddisfacenti, anche se non vennero mai effettuate prove reali di sgancio del carico bellico.
Da segnalare che durante una prova di affondata venne toccata una velocità di 900km/h senza alcun problema.
Alla data del 29/03/45 furono raggiunte quasi 7 ore di volo con 16 voli.
In tale data la commissione tedesca bloccò tutte le operazioni in quanto l’aereo non interessava più alla Luftwaffe.
Si concluse così la vita del SM-93.
L’unico esemplare realizzato dovrebbe aver superato le traversie della fine della guerra, e giacere presso il museo della stessa SIAI.

Giorgio Dorati
Bibliografia
- Brotzu/Caso/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
- S.I.A.I. Ali nella storia – Ed. Aeronautiche Italiane
- Curami/Gambarini – Catalogo delle Matricole Militari della Regia Aeronautica. 1923/1943
- Arena – L’Aeronautica Nazionale Repubblicana. 1943/1945 – Ed. STEM Mucchi
- Arena – L’ultimo confronto – Ed. STEM Mucchi
- Thompson – Italian civil and military aircraft. 1930/1945 – Ed. Aero Publishers
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo

vista laterale sul campo di Vergiate


vista posteriore che evidenzia il sistema di chiusura dell’abitacolo con la calotta scorrevole


vista frontale che evidenzia il carrello anteriore retrattile

vista sinistra da vicino della parte anteriore

vista destra da vicino della parte anteriore

foto che ritrae un passaggio sul campo di Venegono. Da evidenziare la coda del B-24H ( 42-252106 – “Sunshine” ) ivi atterrato e sotto controllo tedesco.

 

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