Nella tradizione della SIAI, l’ing. Alessandro
Marchetti aveva sviluppato per il bombardamento a tuffo e/o il siluramento
un velivolo: ala bassa a sbalzo, monomotore, biposto, dotato di una
struttura interamente lignea; fusoliera a sezione ellittica e struttura
a guscio; ala bilongherone con copertura in compensato e tela verniciata;
stessa soluzione per i piani di coda; carrello triciclo con quello anteriore
retrattile con rotazione verso l’interno e scomparsa totale.
Il motore risultava il classico Daimler Benz DB-605A-1 nella realizzazione
Alfa Romeo ( RC.58 ), spingente un’elica tripala metallica Alfa
Romeo.
L’armamento era incentrato sul classico Mauser da 20mm. posizionato
al centro del cono dell’elica; completavano 2 Breda-SAFAT da 12,7mm.
alari ed un’altra stessa arma brandeggiabile per la difesa posteriore.
Il carico bellico era stimato in una bomba da 820kg., oppure in un siluro.
La caratteristica principale risultava l’abitacolo: mentre il
radiotelegrafista/armiere era posizionato su un seggiolino tradizionale
rivolto verso il retro, il pilota giaceva prono su una specie di lettino
dotato di ancoraggi per le gambe e di un supporto per il mento.
Malgrado la continua ricerca per agevolare la situazione del pilota,
lo stesso risentiva della gravosa posizione, costringendolo ad un continuo
allenamento.
Il progetto di base prevedeva caratteristiche vicine a quelle di un
caccia.
Così questo progetto, siglato come SM-93, vide la luce nel settembre
del 42. Inizialmente venne prevista una commessa del 11/42 per 2 esemplari,
senza però che si abbia alcuna notizia relativa ad una formulazione
di Matricola Militare.
Con lo svilupparsi degli eventi ed il sopraggiungere del 08/09/43 la
costruzione del primo esemplare risultava in uno stadio molto avanzato.
Il controllo esercitato dalle autorità tedesche concesse il completamento
dell'esemplare in costruzione e la cancellazione del secondo.
Si giunse così al 31/04/44 quando sul campo di Vergiate e con
le insegne tedesche il prototipo effettuò il suo primo volo nelle
mani del collaudatore della casa, il comm. Fernando Rosei.
A questo volo si aggiunsero altri, atti soprattutto a migliorare la
posizione del pilota.
Per quanto riguarda le caratteristiche di volo, esse risultarono molto
soddisfacenti, anche se non vennero mai effettuate prove reali di sgancio
del carico bellico.
Da segnalare che durante una prova di affondata venne toccata una velocità
di 900km/h senza alcun problema.
Alla data del 29/03/45 furono raggiunte quasi 7 ore di volo con 16 voli.
In tale data la commissione tedesca bloccò tutte le operazioni
in quanto l’aereo non interessava più alla Luftwaffe.
Si concluse così la vita del SM-93.
L’unico esemplare realizzato dovrebbe aver superato le traversie
della fine della guerra, e giacere presso il museo della stessa SIAI.