GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

Savoia Marchetti SM 95

Nel 37, con l’ormai prossima introduzione del SM.75 nei servizi di linea, l’ing. Alessandro Marchetti annunciava la progettazione di un nuovo velivolo, caratterizzato dal fatto di essere un quadrimotore, basato su motori Alfa Romeo 126 RC.34 da 750hp., e denominato SM.76.
Il progetto ricalcava le progettazione della ditta:
- fusoliera con struttura metallica in tubi di acciaio saldato e rivestimento parziale in lega leggera (frontale ed inferiore), con il rimanente (fiancate) avente la tradizionale tela verniciata e parte posteriore in compensato;
- ala trilongherone in legno in un solo pezzo con ricopertura in legno;
- motori, come già detto, Alfa Romeo spingenti eliche tripale metalliche SIAI-Hydrovaria S.53 a giri costanti e messa in bandiera;
- cabina di pilotaggio con 2 posti affiancati e doppi comandi avente alle spalle le postazioni per il motorista ( sulla sinistra ) ed il marconista ( sulla destra );
- cabina passeggeri per il trasporto di 18 persone.

La progettazione si protrasse sino al 08/39 e già a quel tempo il velivolo prese la sua designazione ufficiale: SM.95C dove "C" stava per "Civile".
Nel contempo, per poter aver maggiore potenza a disposizione, il velivolo venne predisposto per il montaggio degli Alfa Romeo 128 RC.18 da 860hp..
All’inizio della guerra, causa gli impegni assunti che vedevano la ditta principalmente occupata nella costruzione di altri modelli per la Regia, il nostro aereo venne “ dimenticato “.
La ripresa dell’attenzione sul modello risultò incentrata sulla richiesta, datata 26/12/41, della LATI per un quadrimotore da utilizzare sulle rotte verso il Sud America, verso l’Amministrazione Militare, che portò all’ordine dei Piaggio P.108 in versione civile.
Chiaramente il SM.95 non aveva la moderna progettazione a struttura metallica dei P.108C e Cant.Z.511A, ma, dalla sua parte, poteva mettere sul piatto della bilancia il suo pronto realizzo ed un costo nettamente inferiore, anche se apparteneva ad una classe di velivoli inferiore.
Il 13/06/42 il gen. Mario Bernasconi tornò ad occuparsi del progetto nella sua versione civile.
Il 19/08/42 il Capo di Stato Maggiore della Regia, Rino Corso Fougier, dava l’assenso per la sua ordinazione ( commessa del 09/42 per 1 esemplare ).
Da segnalare che la casa costruttrice aveva già iniziato la realizzazione del prototipo come propria iniziativa.
Il 05/09/42 lo stesso Fougier ordinava la versione militare ( commessa per 3 esemplari del 09/42 ): SM.95B (Bombardamento), caratterizzato dall’ala della versione civile abbinata alla fusoliera del SM.82.
Naturalmente la precedenza venne assegnata alla versione militare, nella quale si doveva prevedere una cabina anteriore per il puntatore e dotata di un’arma da 12,7mm. (similare a quella del BR.20), corazzatura della cabina di pilotaggio, armi laterali e postazione inferiore dotate di mitragliatrici da 12,7mm..
Per i motori, considerata la scarsa potenza degli Alfa, si richiese l’installazione dei Piaggio P.XIX RC.30 o RC.45.
Venne anche presa in considerazione una versione pentamotore, che però venne subito scartata.
Il 12/09 lo stesso Fougier richiedeva che venissero approntati altri 2 esemplari nella versione civile, al fine di poter essere operativi su voli a largo raggio, però privi dell’intero arredamento interno.
Alla fine l’aereo, rispetto al progetto iniziale si presentava con un’apertura alare maggiorata ( 34,28mt. ) e relativa superficie ( 128,3mq. ), per cui i parametri portavano ad avere un velivolo nettamente superiore al SM.75, ma di poco inferiore al SM.83.
Malgrado quanto affermato in precedenza, il primo esemplare che giunse alla prova di volo fu la versione civile (NC.41001) nel 05/43 sul campo di Vergiate con ai comandi il collaudatore Guglielmo Algarotti.
Dal 03/08/43 si iniziarono le prove di omologazione, che portarono a definire il velivolo stabile durante il volo, evidenziando solo alcuni problemi relativi al centraggio dello stesso (dovuti essenzialmente allo svuotarsi dei serbatoi carburante).
Le prove a Vergiate si conclusero il 13/08, e, di conseguenza, lo stesso comm. Algarotti provvide a trasferirlo a Guidonia presso il Centro Sperimentale per le definitive prove di omologazione militare.
Il velivolo si presentava mimetizzato nel solito verde superiormente e grigio inferiormente.
Su questa base effettuò diversi voli nelle mani del magg. Giulio Cesare Villa, compreso l’ultimo proprio il 08/09/43.
Alcuni giorni dopo, a seguito dell’occupazione militare tedesca, il velivolo venne requisito e trasferito in Germania.
Medesima sorte toccò anche al secondo esemplare (NC.41002).
Entrambi vennero inglobati nel Tr.St.5 (Trasportfliegerstaffel 5 – codice di identificazione: J4) sulla base di Muhldorf, dove il 04/09/44, a seguito di un esteso bombardamento alleato, andò distrutto un esemplare. L’altro invece venne trasferito ad altro reparto.
Con la fine della guerra non si avranno più notizie del superstiste, certamente fagocitato dalla distruzione della componente aerea tedesca.
Da segnalare che presso la Savoia Marchetti, al tempo dell’armistizio, risultava quasi ultimato il 3° esemplare (NC.41003), sempre nella versione civile, che però rimase presso la casa costruttrice, insieme all’appena iniziato esemplare militare (SM.95B o NC.41004).
Per quanto concerne le Matricole Militari non si è riusciti a definirle, in quanto, dati i tempi in cui presero forma i velivoli, certamente la relativa documentazione andò perduta.
Contrariamente a quanto era accaduto ad altri aerei italiani, il SM.95 ebbe un certo sviluppo dopo il termine delle ostilità.
Infatti grazie all’intervento della Allied Commission ( Air Force Sub Commission ) venne autorizzato il completamento di aerei, giacenti presso le case costruttrici, purchè fosse già presente la totalità delle parti staccate.
Grazie a questo fattore vennero autorizzati 2 velivoli, essendo disponibili anche i relativi motori Alfa Romeo 128 RC.18.
Venne così completato il NC.41003, che fù pronto per il 07/45, ma utilizzante gli A.R.131 RC.14/50.
Nel 09/45 venne ultimato il velivolo nella versione B, che invece di essere registrato come NC.41004, venne iscritto come NC.41005, in quanto si diede precedenza ad un esemplare della versione C.
E così via sino alla chiusura della linea di montaggio che vide uscire l’ultimo esemplare (NC.41020) il 18/11/49, con lo svilupparsi di varianti caratterizzate dall’allungamento della fusoliera (con la nuova prua appuntita) e dall’utilizzo di nuovi motori, come i Bristol Pegasus type 48 da 1.005hp, oppure i Pratt & Whitney SIC-6 Twin Wasp R-1830 da 1217hp.
Globalmente i velivoli furono utilizzati essenzialmente da linee civili, con l’eccezione di 5 esemplari che vennero utilizzati dalla nuova Aeronautica Militare con le MM.61811 (NC.41007), 61812 (NC.41008), 61813 (NC.41009), 61814 (NC.41011) e MM.61635 (NC.41005) unico esemplare realizzato della versione B.
L’ultimo volo di un SM.95 fu registrato il 28/09/54.
L’ultima segnalazione risulta quella relativa ad una versione interamente metallica (SM.95S), proposta dalla casa costruttrice, ma mai realizzata.

Le foto allegate da 1 a 5 riguardano il NC.41001 ripreso sia a Vergiate che a Guidonia; la N°6 mostra il particolare della capottatura motore su un esemplare civile del dopoguerra.

Giorgio Dorati
Bibliografia
- Brotzu/Cosolo – Dimensione cielo – Ed. Bizzarri
- Evangelisti – Gente dell’aria – Ed. Olimpia
- SIAI Pagine di storia – Ed. Eronautiche Italiane
- Dunning – Courage alone – Ed. Hikoki
- Rosch – Lutfwaffe codes, marking & units – Ed. Schiffer
- Curami/Gambarini- Catalogo della Matricole Militari della Regia Aeronautica
- Arena – La Regia Aeronautica – Ed. Stato Maggiore Aeronautica
- Neulen – Il ricco bottino – Ed. GAE
- Thompson – Italian civil and miltary aircraft – Ed Aero Publishers
Le fotografie sono state gentilmente fornite dal sig. Giorgio Apostolo








 

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